VIETARE LA TOSCANA AI CANI PITTBULL?
DOPO I CANI NON-PISANI CHE NON POSSONO CIRCOLARE NEL CENTRO DI QUELLA CITTA', LA TOSCANA TERRA D'ASILO PER GLI AMICI A QUATTRO ZAMPE?
CHI VIETERA' LA TOSCANA AI PROPRIETARI DI QUESTI CANI, CHE LI TRASFORMANO IN ARMI D'OFFESA, E AI SINDACI COPROFAGI SOLO DELLA CACCA NOSTRANA?
Firenze, 25 Aprile 2003. Due consiglieri regionali della Regione Toscana (Lorenzo Zirri e Maurizio Dinelli: e' bene ricordarli questi nomi) hanno proposto che la regione Toscana sia vietata ai cani pittbull. Vietata l'importazione, l'allevamento, il trasferimento e l'introduzione. Con tanto di clemenza per quelli che gia' ci sono, che entro sei mesi dovrebbero essere sterilizzati.
Il nome di questi consiglieri va ricordato insieme a quello del Sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli, che solo poche settimane fa ha vietato con una ordinanza che i cani non-pisani possano circolare nel centro della sua citta'.
Una congiura politica dell'opposizione contro la maggioranza o viceversa? No. Perche' i due consiglieri regionali anti-pittbull sono dell'opposizione (centrodestra), mentre il Sindaco pisano e' evidentemente di maggioranza (centrosinistra). Quindi neanche un fatto di schieramenti che cercano di mettersi i bastoni fra le ruote. Ma solo -tremendamente e tragicamente- un fatto culturale.
Da una parte due rappresentanti istituzionali che non sanno neanche cosa siano i diritti degli animali, e confondono le cause con gli effetti: chi rende questi cani come delle armi d'offesa? Non saranno forse gli umani che li addestrano a questo? Come gli umani, a livello istituzionale, trattano i cani? Sono mai andati i nostri consiglieri in quei lager che vengono chiamati canili municipali?
Dall'altra il Sindaco pisano che, incapace di far rispettare le norme di igiene e pulizia nel centro della sua citta', non trova di meglio che vietare lo stesso agli "stranieri" (c'e' molta differenza con quel Sindaco di una citta' del nord-est che vietava agli extra-comunitari di sedersi sulle panchine con la scusa che le insudiciavano e le distruggevano?), in nome delle virtu' della coprofagia nostrana?
Viene spontanea una battuta: chi vietera' la Toscana ai proprietari di questi cani trasformati in armi d'offesa? E chi vietera' questa regione ai Sindaci coprofagi solo della cacca nostrana? Crediamo alcuno. Una battuta, per l'appunto.
Ma, intanto, ci dobbiamo tenere questi rappresentanti istituzionali che minano la minima logica umana e civile.
E viene spontanea un'altra domanda. Ma la Toscana e' una terra d'asilo per gli amici a quattro zampe, o solo una terra in cui si confondono le cause con gli effetti, salvando e giustificando la parte oscura e violenta di quegli esseri umani che scaricano questa loro parte sui piu' deboli, gli animali domestici nella fattispecie?
Sara' che crediamo che alla base della buona amministrazione, ci siano esseri umani che agiscono perche' le parti piu' deboli siano in condizione di avere diritti e dignita' ..
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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