Lunedì 29 giugno 2026
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Editoriale. Caldo, acqua, e poi? Siamo in corsa per l’estinzione

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·
Wes Warren - Unsplash
Foto: Wes Warren — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Dice che il forte caldo stia per terminare e siano in arrivo temporali estivi (acquazzoni, quando va bene). Quindi, ai disagi/disastri di questi giorni di caldo ci saranno i disastri per la troppa acqua. Insomma c’è sempre qualcosa che non torna. Così come non tornava negli anni passati quando, con record meno alti di questi giorni, la situazione era la stessa. Record sempre più tali - caldo, siccità e acqua - ai quali la nostra organizzazione civica, urbana e territoriale non riesce mai a far fronte serenamente, ma sempre con emergenze.

Siamo il Paese delle emergenze (e sul clima siamo in buona compagnia in Europa e nel mondo) che, per quanto bravi si possa essere, comportano disagi e costi maggiori, financo disastri, distruzioni e aumento della mortalità.

Lo sappiamo da diverse decenni e sembrava che nel 2015 fosse stato messo un paletto: l’accordo internazionale della COP21 di Parigi con l’obiettivo di 2 gradi C in meno rispetto ai livelli preindustriali e con l’impegno di limitarlo a 1,5 gradi C.

Tutti, Italia compresa, hanno ignorato l’accordo. Ed oggi siamo dove siamo con, per ora, i 1.300 morti in più in Europa (dati Oms).

Siamo pronti ai morti e ai disastri per le prossime inondazioni che, già oggi si cominciano  a vedere in alcune zone del centro/nord Europa?

Eppure conoscenze e tempi per non arrivare a questo punto ne abbiamo avuti. Ma nulla. Continuiamo ad eleggere  amministratori locali, nazionali ed europei, che rispondono più alle paturnie egoiste quanto distruttive (di noi stessi e degli altri) che sono prolificate nei nostri cervelli, che non a speranze di sopravvivenza nostra, dei nostri figli e dell’umanità intera. E non è questione di “partiti verdi”, “pollici verdi” et similia, e di quel 50% e rotti che, non votando, fa decidere agli altri. E’ solo questione di buon senso che, in teoria, dovrebbe essere comune a chiunque: verde, rosso, giallo, azzurro, nero, bruno, scolorito o menefreghista/scoraggiato che sia. E’ l’essere umano che, anche quando diventa cives et magister, sta bene solo se sta male.

Questo mentre ci illudiamo che le politiche dei principali responsabili di questo cataclisma stiano facendo il nostro bene.

Abbiamo parlato del clima, ma potremmo parlare di tante e tante altre politiche.

Siamo destinati all’estinzione, col grande contributo di ognuno? Sembra di sì.

Comunque, anche noi che scriviamo queste cose, non è escluso che lo facciamo per trovare  un capro espiatorio terzo su cui scaricare le nostre incapacità.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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