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GOVERNO: VIGILINI E BENZINA
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Editoriale 
1 novembre 1999 0:00
 
FULMINE PER INCASSARE, LUMACA E RIDICOLO PER DARE

Ci sono due vicende che danno il segno e il ritmo dell'incedere dell'attuale Governo (per nulla diverso da quelli precedenti) in materia economica: i vigilini e la benzina.
Due questioni al centro dell'attenzione da poco -la prima- e da tempo immemorabile -la seconda. Nel caso degli ausiliari del traffico era in gioco la certezza del Diritto e il sistema per incassare piu' soldi. In quello della benzina era in gioco la liberta' economica e sempre l'incasso dei soldi.
In entrambi la soluzione imposta ha confermato l'arroganza e la lontananza di Stato, Governo e Istituzioni dalla vita quotidiana degli amministrati.
La questione dei vigilini e' esplosa solo dopo che noi, ai primi di settembre, avevamo rilanciato una sentenza del tribunale di Perugia che riconosceva l'illegittimita' dei dipendenti di un'azienda privata che gestiva un parcheggio cittadino, di elevare contravvenzioni alla stregua dei pubblici ufficiali. Pochi mesi, in cui ci sono state sentenze pro e contro questa legittimita' e gruppi di cittadini piu' o meno organizzati che hanno alzato la voce in modo piu' o meno ortodosso, e in cui abbiamo chiesto al Governo di fare chiarezza, di mettere un punto fermo su cui, successivamente, i due partiti a confronto, avrebbero potuto chiedere l'intervento del legislatore.
E siamo rimasti stupiti ed esterefatti dalla velocita' con cui il Governo ci ha ascoltati: e' dell'altro giorno il decreto legge che da' ragione e legittimita' all'estensione del concetto di pubblico ufficiale. Non ci aspettavamo tanto, sinceramente: ci sarebbe bastata una nota del ministero che dava una interpretazione di quella parte della legge Bassanini dove si contempla la figura di ausiliare del traffico e dove, a nostro avviso, e' troppo vaga e indefinita' la loro funzione rispetto a compiti delicati come la constatazione di un'infrazione ad un codice e l'automatica emissione della richiesta di oblazione. Probabilmente ci eravamo distratti, e avevamo dimenticato che lo Stato e il Governo, quando c'e' da incassare non perde tempo. E come nelle piu' sane tradizioni dell'incedere governativo del Belpaese ..... ecco la soluzione: UNA NUOVA LEGGE, anche a conferma che i discorsi domenicali in cui tutti (governo e opposizione senza distinzione) esecrano l'alto numero di leggi che organizzano lo Stato, sono una presa per i fondelli.
Il pensiero ha fatto un salto all'indietro, e ci siamo ricordati delle notti -a cavallo delle ferie natalizie- in cui il Parlamento, sfidando tutte le abituali leggi di gravita' che sovrintendono al suo penzolare quotidiano, si dava un da fare gigantesco per rivotare la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, che solo pochi anni prima il popolo sovrano aveva rigettato con un referendum abrogativo (e ricordiamo come le maggioranze dei parlamentari a favore erano ben oltre il 90%, cosi' come ben oltre il 90% erano gli elettori che avevano abrogato la stessa legge).
Questa volta hanno scelto il decreto legge rispetto alla legiferazione ordinaria. Troppo rischioso un dibattito, anche perche' non erano garantite le percentuali come per il finanziamento pubblico ai partiti. Il decreto legge garantisce meglio e, tutto sommato, se dopo non viene trasformato in legge (caso raro perche' il tempo fa strage di ricordi e giustizia in questi casi, e l'abitudine e' premiante anche sul Diritto), si puo' sempre reiterare.
Come contraltare c'e' la questione della benzina, la sacca di riserva (al pari delle sigarette) di qualunque Governo di qualunque Repubblica per attingere gabelle e dare piccole pompate di ossigeno a forzieri pubblici che si e' incapaci di chiudere e di riempire.
Una questione che esiste da sempre e dove la richiesta di intervento e' sempre stata fatta da piu' parti, e dove il Governo di turno si e' sempre distinto nel fare il contrario di quello che veniva richiesto: l'aumento dei prezzi quando erano controllati dallo Stato, e le orecchie da mercante da quando hanno fatto finta di liberalizzarli con il trasferimento delle competenze al duopolio AgipIp (di proprieta' dello Stato) e Unione Petrolifera, mandando sempre quest'ultima in avanscoperta per dire le cose piu' incredibili e ridicole, e ricoprirsi di tutto il guano che il consumatore medio e' abituato a lanciare contro cio' che subisce senza rigore di logica.
Ma allora, perche' hanno deciso di modificare questo comportamento? Semplicemente perche' in questi ultimi mesi, con l'aumento dell'inflazione, se non cedevano da qualche parte sarebbero venuti allo scoperto i trucchi contabili che hanno messo in opera per stare sotto quel mitico 3% che ha messo l'Italia tra i Paesi di prima battuta dell'avventura comunitaria dell'Euro. Ed hanno deciso di farlo dove credevano di prendersi un po' di gloria. Ma, essendo un'operazione contraria al proprio codice comportamentale e probabilmente genetico, con quelle 30 lire di "risparmio" al litro si sono solo coperti di ridicolo. Hanno eluso il problema (la mancanza di un mercato libero che stabilisca i prezzi rispetto al gioco dell'offerta e della domanda e non come, oggi, rispetto alla necessita' di impinguare di piu' le asfittiche casse dello Stato), non lo hanno neanche rimandato (l'essere intervenuti senza mettere in discussione il duopolio), ma lo hanno semplicemente spostato ..... forse fidando in drammi ben piu' grossi che saranno al centro dell'economia nei prossimi mesi e che distrarranno i consumatori, impegnati in chissa' quale nuova emergenza per sopravvivere.
Sara' bene che questa doppietta ausiliari/benzina -di stile, di metodo e di miseria economica e giuridica- la teniamo sempre ben presente per capire tutto quello che ci aspetta nei prossimi mesi.
(Vincenzo Donvito)

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