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RI-DOMENICHE A PIEDI
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Editoriale 
1 novembre 2001 0:00
 
Ma c'e' qualcuno che e' attirato dalle domeniche a piedi? Oltre agli amministratori di questa o quella citta' che percepiscono soldi per il blocco della circolazione, per gli utenti dei vari servizi di mobilita' (soprattutto coloro che guidano un mezzo proprio), non riusciamo a percepire quella gioia immensa come le immagini che ci hanno fatto vedere le tv sulle domeniche pre-estive e che ricompariranno dalla prossima del 4 novembre.
Fino a quando andra' avanti questa storia? Fino a quando continueranno a raccontarci della salubrita' dei nostri centri urbani che una tantum si svuotano? Fino a quando continueranno ad usare questo argomento ideologico estremista invece di politiche che, per esempio, sostituiscano tutti i mezzi pubblici a motore a scoppio con mezzi elettrici frequentissimi... un primo passo da cui verrebbe il resto? Cosi' difficile?
E fino a quando continueranno ad assumere vigilini di questa o quell'altra azienda privata per incassare multe di divieti in cui e' impossibile non cascare?
Ieri mattina, uscendo dal bar di fronte agli uffici della Corte d'Appello di Firenze (a 50 metri c'e' la sede centrale dell'Aduc), in un angoletto strapieno di motorini parcheggiati nei modi piu' bizzarri, c'erano -per me visibili di spalle e tutti fermi a gambe larghe- quattro vigili che annotavano i numeri delle targhe. Bene! Ho pensato, impediscono anche di depositare i rifiuti nei cassonetti. Ma l'occhio mi ha subito richiamato al raziocinio: dove potrebbero essere parcheggiati, in alternativa, i motorini, visto che non c'e' un parcheggio per chi frequenta la Corte d'Appello, se non un paio ad un centinaio di metri e tutti strapieni con molte dueruote anche li' passibili di multe? Gli avvocati, le loro segretarie, i cittadini in cerca di un certificato, come si potrebbero muovere in alternativa? E mentre lo pensavo, un autobus rumorosissimo, che sputava inquinamento da mal di gola immediato pur se da tubi di scappamento situati sul tetto del mezzo, mi ha sfiorato facendomi correre sullo stretto marciapiede, mentre altrettanti e numerosi motorini invadevano la pista ciclabile per parcheggiare e per transitare ... pur con i quattro pizzardoni che, sempre con la loro posizione a gambe larghe, continuavano a scrivere numeri di targa sui loro fogliettini autocalcanti.
E' inutile dire che per il caffe' da poco bevuto, e' stato come se non ci fosse stato: tra rumori, odori e particelle microbiche varie nell'aria, era come se fossi appena uscito da un'officina senza finestre di un carburatorista di auto a benzina rossa.
Ho raggiunto ansimante il n.68 dell'ufficio Aduc e mi sono rifugiato all'interno, felice perche' ero riuscito a sfuggire, e per farlo mi rinchiudevo. Qualcosa non mi tornava, ma mi sono consolato pensando ai milioni di italiani che, se raggiungeranno la prima riedizione delle domeniche a piedi, il prossimo 4 novembre, potranno mostrarsi sgambettanti e felici di fronte alla telecamera del tg di turno.
(Vincenzo Donvito)

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