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LA SIAE CHE TUTELA I SUOI INTERESSI
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Editoriale 
15 febbraio 1999 0:00
 
Parliamo della SIAE, la famosa societa' italiana degli autori e degli editori.
Questa societa' avrebbe, o dovrebbe avere, nel suo dna, la missione di tutelare, come recita l'intestazione, autori ed editori, da pirati, clonatori, ladri ed approfittatori dell'altrui creativita' artistica, senza alcuna autorizzazione, ne' pagando alcun compenso.
Qui finisce la teoria, perche' chiunque abbia avuto a che fare, sotto qualsiasi forma, con la SIAE, ha potuto rendersi conto all'istante che di altro si tratta.
La SIAE e' ne' piu' ne' meno, una fabbrica mangiasoldi che spella i suoi utenti e da' un ritorno molto basso rispetto ai costi che si devono sostenere per iscriversi.
Questo perlomeno vale per la maggior parte degli iscritti, poiche' e' chiaro che come al solito piove sul bagnato e i grandi hanno le loro tutele e anche se -come detto- la SIAE fa acqua da tutte le parti, qualcosa, almeno loro, riescono a raccattare.
Da un'indagine volante presso alcuni utenti della SIAE, abbiamo verificato l'esistenza di una varieta' di categorie e un tariffario diversificato secondo cio' che si vorrebbe fosse tutelato.
Autori, compositori di brani musicali devono sborsare circa un milione e passa per non farsi fregare i pezzi, e perche' ogni volta che viene eseguito da un altro possano ricevere dei soldi.
Quando poi riuscite a fare un CD e lo volete registrare, avendo prodotto un migliaio di copie, bisogna scucire un nuovo milioncino.
Perche'? Perche' per ogni CD e' necessario un bollino al modico prezzo di mille lire cadauno.
Che poi i non iscritti invece paghino solo 10 lire a Cd e la legge sia tenuta a proteggerli ugualmente, questa e' un'informazione che dagli uffici SIAE e' difficile ricavare, ma cosi' stanno le cose.
Sempre autori e compositori, devono chiedere, all'ufficio SIAE dove si e' residenti, il modulo "DRM2" ed il foglio "label copy", compilarli bene ed allegare una copia del retro copertina (inlay).
Per gli autori teatrali la tariffa di iscrizione e' di circa 300 mila lire.
I prezzi per le rappresentazioni, anche qui variano da un minimo ad un massimo secondo la capienza del luogo dove viene svolto, il numero di spettatori effettivi, la categoria della rappresentazione (operetta, commedia, lirica ecc ecc).
Praticamente una babele per i non addetti.
In linea di massima la SIAE trattiene circa un 25-30 % di cio' che l'organizzatore della manifestazione e' tenuto a versare.
Questi soldi arrivano si' all'autore, ma con diversi mesi di ritardo.
Tale denaro sara' decurtato inoltre della ritenuta d'acconto e di una quota necessaria a pagare la quota SIAE per l'anno successivo.
Parafrasando un famoso slogan in voga tempo fa, gli artisti potrebbero dichiarare: "stiamo lavorando per loro".
Chiuso questo veloce capitoletto della SIAE visto dalla parte dei supposti tutelati, facciamo un flash su un ipotetico artista emergente.
Se si iscrive abbiamo visto a cosa va incontro, se non lo fa, ogni volta che si esibisce con dei suoi pezzi, fa' pagare meno chi lo assume, commissiona la performance, puo' prendere qualche soldo in piu', andando incontro a meno burocrazie e soprattutto non finanziandole, e lavorando forse qualche volta in piu', inoltre si fa le ossa.
In questo caso dovra' scrivere di suo pugno una dichiarazione tipo la seguente:
"Il sottoscritto.....nato a .....il.... e residente a .... In qualita' di autore e compositore dei brani inclusi nel CD..... (o dei testi dello spettacolo.....) dichiara di non essere iscritto ne' tutelato ai fini SIAE."
Il tutto, condito dal nostro vissuto, ci convince dell'inadeguatezza della SIAE, che tra l'altro e' lasciata dalla legge in regime di monopolio ad incassare diritti e ad elargire compensi, effettuando controlli e comminando multe.
Non siamo contro il diritto d'autore, ma il diritto a tutelarsi, crediamo debba essere lasciato all'autore, che nel suo libero arbitrio dovrebbe poter scegliere da chi vuol farsi difendere, in base ai servizi che questo soggetto gli offre, alla garanzia di effettiva tutela che puo' assicurare, alle tariffe di iscrizione e al ritorno netto che avra'.
Least but not last, potrebbe anche scegliere il livello di chiarezza, l'entita' di moduli, modulini, bolli e bollettini che e' disposto a compilare e dello spazio, tempo, soldi e pazienza che ci vuole dedicare.
Visto che siamo in Internet, e' doveroso citare la prossima entrata nella grande rete della nostra SIAE, con lo scopo dichiarato di scovare e multare coloro che nelle loro pagine web fanno uso di musiche senza pagare i diritti, o peggio far chiudere quei siti che diffondono centinaia di migliaia di CD gratuitamente e che attualmente e' possibile scaricarsi in versione file.
La SIAE sta pensando di fissare una quota da far pagare agli utenti della musica. Si parla di circa duecentomila lire al mese da far pagare a chiunque voglia far uso di musiche registrate.
D'accordo per una casa discografica, ma ve lo immaginate un fan di Madonna, amante di computer, che tra una foto e l'altra della sua amata da' la possibilita' di ascoltare il brano che lo ha fatto impazzire, che paga una cifra simile al mese?
Speriamo che il progresso permetta agli internauti di aggirare anche questi tentativi di porre dei paletti alla libera circolazione di idee, dati, informazioni sotto qualsiasi forma.
Tuteliamoci la speranza, non iscriviamoci alla SIAE.
(Dario Russo)
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