Lunedì 3 agosto 2026
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America Latina: la sicurezza pubblica passa nelle mani dei militari

Irriverente · Redazione ·

In America Latina, un numero crescente di governi sta affidando la gestione della sicurezza pubblica alle forze armate, istituzione tradizionalmente preposta alla difesa nazionale e non al controllo del territorio civile. Come riporta El País English, paesi come El Salvador, Ecuador, Honduras e altri hanno progressivamente ampliato il ruolo dei militari nelle operazioni di polizia, con l'obiettivo dichiarato di combattere la criminalità organizzata e le gang che affliggono la regione.

 

Il caso più citato è quello di El Salvador, dove il presidente Nayib Bukele ha costruito l'intera strategia di sicurezza sulla presenza capillare dell'esercito. Il modello salvadoregno, che ha registrato un calo significativo degli omicidi, ha ispirato altri leader della regione. In Ecuador, il presidente Daniel Noboa ha dispiegato i militari nelle strade e nelle carceri per fronteggiare l'escalation delle gang, una scelta che ha ricevuto il sostegno popolare in un referendum nel 2024. In Brasile, Messico e Paraguay le forze armate sono state coinvolte nella lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata.

 

I governi giustificano questa scelta con l'incapacità strutturale delle forze di polizia di fronteggiare organizzazioni criminali sempre più equipaggiate e radicate. Le bande e i cartelli della droga dispongono di risorse militari, controllano porzioni di territorio e intimidiscono le istituzioni civili, rendendo di fatto insufficiente la risposta delle forze dell'ordine tradizionali.

 

Tuttavia, la tendenza alla militarizzazione della sicurezza pubblica suscita preoccupazioni profonde tra esperti di diritti umani e organizzazioni internazionali. I militari sono addestrati per neutralizzare nemici in contesti bellici, non per gestire la sicurezza interna nel rispetto delle garanzie civili. Questo disallineamento tra missione originaria e funzione assegnata si traduce, secondo i critici, in un rischio concreto di abusi, uso sproporzionato della forza e violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini.

 

Sul piano istituzionale, il coinvolgimento delle forze armate in compiti di polizia erode la distinzione — cardine dei sistemi democratici — tra sicurezza nazionale e sicurezza pubblica. Le forze armate non rispondono alla giustizia ordinaria, non sono sottoposte al controllo parlamentare con le stesse modalità previste per la polizia e possono invocare la logica della "sicurezza nazionale" per schermare le proprie azioni da qualsiasi scrutinio esterno. Questa autonomia istituzionale, in assenza di adeguati meccanismi di controllo civile, apre la strada a derive autoritarie e a una progressiva militarizzazione della vita pubblica.

 

Il fenomeno non è nuovo nella storia latinoamericana — la presenza delle forze armate nella sicurezza interna è stata una costante della regione, alimentata da disuguaglianze sociali profonde, fragilità istituzionale e dai retaggi dei regimi autoritari del Novecento — ma la sua intensità attuale preoccupa chi osserva le dinamiche delle democrazie emergenti.

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