Sabato 11 luglio 2026
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Ai ladri? ... una sana cacarella!

Lapulce · Annapaola Laldi ·
Fece scalpore anche a livello nazionale, poco dopo il ferragosto 2011, la notizia che i frati francescani della Chiesa di San Salvatore al Monte alle Croci, vicinissima al piazzale Michelangelo, in quel di Firenze, avevano augurato una “forte cacarella” al “fratello ladro”, dopo che, per ben due volte, era stata rubata nella chiesa una bibbia in edizione piuttosto ponderosa, e, nel primo caso, anche pregiata.
Raccontato così, il fatto ha del surreale: come, proprio dei frati francescani, chiedono una sorta di punizione esemplare, sia pure di tipo intestinale? Ma, a leggere bene il testo posto sul leggio orbato della bibbia, si capisce che il disturbo non viene evocato come per una vendetta, ma come stimolo (è il caso di dirlo) per il ladro a non compiere più furti in vita sua. Esso infatti recita così:
Vi era in questo luogo una bibbia bella e grande che un benefattore aveva regalato in sostituzione di quella rubata in precedenza. Purtroppo fratello ladro ha colpito nuovamente e noi nuovamente vogliamo pregare per la sua conversione. Che si penta e restituisca il ‘maltolto’. Nel frattempo mettiamo queste due bibbie, una in italiano e una in inglese ed inoltre preghiamo il buon Signore che a questo ladro faccia venire una forte cacarella e questa sia di stimolo per aiutarlo a non compiere nuovi furti nella sua vita”.

Quando lessi la notizia mi divertii molto e lasciai perdere l’astruso dilemma se ai frati sia consentito augurare cose del genere o no. L’immagine del ladro che corre al gabinetto è troppo bella, troppo (amaramente) divertente, specialmente considerando la situazione italiana con tutta la corruzione che purtroppo abbiamo e le collusioni con le varie mafie e camorre di tanti politici, pubblici ufficiali, e altri pezzi grossi … Insomma, l’idea che anche in tanti luoghi del potere, ad esempio, scoppi, ad un certo punto, la corsa al WC e che un bel numero di persone si contorca per gli strizzoni di pancia, tempestando di pugni la porta chiusa di una toilette dove un/a collega con la stessa sindrome la fa tutta (o almeno spera), ha, secondo me, dello strepitoso.
Ma mentre ridacchiavo su queste fantasie, non sapevo che di lì a pochissimo tempo avrei fatta mia la reazione dei frati. Infatti, ai primi di settembre, tornando da Firenze col treno nel tardo pomeriggio e pregustando la passeggiata in bicicletta che mi avrebbe portato comodamente a casa … quale smarrimento e sconcerto nel verificare che la bici non era più nella rastrelliera dove l’avevo legata per bene (così mi era parso) alle due del pomeriggio! Sogno o son desta? Purtroppo ero desta. La bicicletta era sparita. Non volendo mandare gli accidenti che mi venivano spontanei, perché gli accidenti li avverto come cosucce pericolose, mi soccorse l’ispirazione “francescana”: “che vi prenda una solenne cacarella!”. Non mi confortò tanto, però un po’ mi calmò.

E adesso, a mesi di distanza, dopo aver ricomprata un’altra bici, l’augurio (sempre rigorosamente nello spirito dei frati, come stimolo per aiutare il ladro a non compiere più furti), si ripete ogni volta che mi trovo ad "allucchettare" la bici. Infatti, per rendere la vita un pochino più difficile a fratello ladro, un amico mi consigliò non solo una catena robusta (per romperla ci vuole la sega elettrica), ma anche un lucchetto apposito, di quelli adatti anche alle serrande, che, se è praticamente impossibile aprire senza chiave o rompere, è però anche estremamente laborioso chiudere. Ragion per cui, mentre sono "acciaccinata" ad acchiappare con l’asta di chiusura le maglie dei due capi della catena, che non ne vogliono sapere di venire intrapppolati e sgusciano via come fossero unti, recito con convinzione quello che per me è diventato una sorta di mantra: “Ai ladri? Una sana cacarella!”.
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