Venerdì 10 luglio 2026
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Italia. Firenze. L’ombra pressante del rinvio

Lapulce · Stefano Fabbri ·

“Dammi mille proroghe, e ancora cento…”. Chissà se il rinvio, lo spostamento temporale, la procrastinazione finirà per essere celebrata in versi, come i baci che Catullo chiedeva a Lesbia... In fondo potrebbe meritarselo. La proroga è ormai diventata l'architrave su cui poggia buona parte del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini. Firenze non fa eccezione, anzi. L'ultima richiesta in ordine di tempo è quella degli esercenti per un rinvio a novembre del termine fissato al 30 agosto, relativo alla presentazione dei progetti per i nuovi dehors. Ma in questo caso siamo all'iperbole, poiché si tratta della richiesta di una proroga alla proroga, visto che anche la scadenza agostana era a sua volta frutto di un rinvio della precedente data-limite del 30 aprile. Una proroga al quadrato. E la proroga che indica la <«vera» scadenza, non l'originario provvedimento. Un po' come i 60 anni sono considerati oggi i new 40. Del resto di proroghe ce ne sono state: basti pensare a quella per la comunicazione delle targhe automobilistiche per il parcheggio in Zcs o a quella ancor più discussa del termine fissato per la comunicazione da parte degli studentati privati al Comune del periodo in cui intendevano avvalersi della possibilità di affittare ai turisti. In quel caso, addirittura, della data limite sembrarono essersene dimenticati sia gli aspiranti albergatori, sia l'amministrazione. A fare da agenda fu questo giornale. Così il rinvio fu dato, sebbene postumo.

Il risultato non pare comunque granché, visto che una sola struttura avrebbe fornito la propria comunicazione. Alle altre penseranno i controlli che, auspicabilmente, ci saranno per verificare eventuali trasgressioni o inguaribili attacchi di perdita di memoria. Questa volta agli esercenti il Comune ha già fatto sapere che proroghe non sono in programma: del resto mancano più di 40 giorni al Dehors-Day. Un tempo che i professionisti impegnati sulle pratiche giudicano troppo stretto per loro e forse anche per gli uffici comunali. Sebbene Palazzo Vecchio abbia smentito problemi, ricordando che comunque fino alla definizione della pratica ciascuno si terrà l'attuale dehors. Resta il fatto che l'uso dell'istituto della proroga viene spesso considerato quasi scontato. E diventa così uno dei simboli dell'eccezionalità vissuta come regola, un po' come le transenne pluriennali a guardia di un'emergenza che evidentemente può attendere. Servirebbe però uno sforzo: fissare date verosimili, rispettarle come è dovuto a una regola della comunità e magari attrezzarsi, pure tecnologicamente, per garantire che gli uffici pubblici siano in grado di evadere rapidamente le incombenze. Anche perché l'ombra onnipresente del rinvio rischia di proiettarsi su scelte strategiche e di forte impatto politico compiute o programmate dal governo cittadino.

Per il 2028, dal quale ci separano ben due anni, è fissata la revisione degli affitti turistici brevi anche fuori dal centro storico. Anche solo chiederne una proroga, o prospettarla, avrebbe il significato di tentare di spingere la politica un po' più in là.

 

(articolo pubblicato su  Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 10/07/2026)

 

 

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