Lunedì 13 luglio 2026
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Rifiuti in una Firenze sporca e maleodorante

Lapulce · Vincenzo Donvito Maxia ·

Forse a Firenze è meglio levare le chiavette ai cassonetti dei rifiuti e interrare i contenitori. Tanto i residenti continueranno a pagare la specifica imposta e i turisti continueranno a non pagarla.

 

Sarà che d’estate si notano di più perché ci sono più turisti, ma le immagini e gli odori dei rifiuti intorno ai cassonetti della spazzatura sono decisamente sgradevoli e insalubri. Ché i turisti non hanno le chiavette per aprire i contenitori come i residenti… in epoca poi di boom di affitti brevi che non riguardano solo il centro storico, visto che sembra difficile che i proprietari lascino ai turisti una qualche chiavetta.

 

A questo si aggiunga che, in queste ultime settimane, i cassonetti siano pieni per giorni e giorni e, a parte i tenaci che vanno alla ricerca di altri cassonetti vicini sperando che non siano anch’essi stracolmi, l’istinto medio è del tipo “sai che.. te lo lascio qui davanti”.

 

Sta di fatto che questa è la Firenze di tanti record: bellezza medievale e storicità, caldo da bollino rosso e scarsa prevenzione per i più deboli, incassi da multe da autovelox e non solo, mancanza di bagni pubblici in tutta la città, traffico congestionato ed intasato, trasporto pubblico da incubo (a parte il tram. lì dove c’è), affitti case tra i più alti d’Italia (studenti inclusi), costo della vita alle stelle, overtourism e facilitazione del turismo mordi e fuggi e/o per ricchi, lavori pubblici in eterno divenire, etc.

 

Almeno per i cassonetti con chiavetta, si abbia l’onestà di riconoscere che questa sorta di sperimentazione non è andata a buon fine. Ed è meglio tornare indietro concentrandosi sulla sparizione dei cassonetti e il loro interramento.

Tanto i residenti continueranno a pagare la specifica imposta e i turisti continueranno a non pagarla. E magari, ché il Comune si concentri sulla riduzione dei rifiuti, incentivando, oltre alla differenziata, le vendite di prodotti senza contenitori, privilegiando il vetro a rendere alle plastiche. Certo, all’inizio costerà  di più, ma forse è un investimento per meglio affrontare le emergenze in corso e prevenire quelle di domani. Investimento che sembra proprio potrebbe invertire l’iniziale disuguaglianza tra costi e ricavi, anche dal punto di vista di educazione civica ed ambientale.

 

Insomma una città gioiello della storia dell’umanità, dovrebbe avere tutte le carte in regola per essere tale e non solo continuare a proclamare di esserlo, campando di quanto questa storia le ha lasciato.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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