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DROGHE
11/08/2026 – 17/08/2026
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La proibizione delle droghe continua a generare costi sociali e criminali enormi, mentre la ricerca smonta i miti che la sostengono. Dalle carceri agli Stati che sperimentano approcci alternativi, emerge che la regolazione legale funziona meglio della repressione: occupazione agricola negli Usa, meno dipendenza da antidepressivi in Canada, consumi stabili in California. Nel frattempo, i cartelli si rafforzano globalmente, dalla Scozia all'Ecuador, trasformandosi in imprese criminali anche legali. È tempo che le istituzioni ascoltino i dati, non l'ideologia.
In questo numero
EDITORIALE
→  Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione
ARTICOLI
→  Le droghe legalizzate in carcere potrebbero far bene anche lì
→  Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 11 a 17 Agosto 2026
→  Osservatorio disservizi da 11 a 17 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Ecuador: pescatori intrappolati tra cartelli della droga e raid aerei USA
→  Guerra alla droga: i miti duri a morire smontati dalla ricerca
→  Sudafrica, nuovo nodo del narcotraffico globale: i cartelli messicani producono metanfetamina
→  Avvertenze. La newsletter settimanale generalista di Aduc - 12/08/2026
→  Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 11/08/2026
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Droga nel carcere di Prato. Tre arresti e agente indagato per tentato omicidio
→  USAUSA. La marijuana incrementa l'occupazione nel settore agricolo degli Stati in cui è legale
→  COSTARICACOSTARICA. Estradizioni dei boss della droga e omicidi in forte crescita
→  FRANCIAFRANCIA. Narco corrieri a loro insaputa
→  CANADACANADA. Dopo legalizzazione, donne più propense ad usare cannabis e non antidepressivi
→  USAUSA. Indiana in prima linea nella ricerca medica sugli psichedelici
→  COLOMBIACOLOMBIA. Colombia autorizza operazioni militari USA contro il narco-terrorismo
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Scozia: mille morti l'anno per droga, The Economist chiede un cambio di rotta
→  GEORGIAGEORGIA. Spazi sicuri e naloxone sfidano le leggi antidroga tra le più dure al mondo
→  USAUSA. Cartello CJNG accusato di traffico d'armi dalla Repubblica Ceca in cambio di droga
→  COSTARICACOSTARICA. Costa Rica e turismo cannabis: opportunità e rischi legali per i viaggiatori
→  NEPALNEPAL. Cannabis terapeutica. Provincia nepalese legalizza
→  USAUSA. Otto anni dopo la legalizzazione, il consumo di cannabis in California non è aumentato
→  AMERICHE. Ketamina: il traffico si espande in tutta l'America Latina
→  AMERICHE. Brasile e America Latina: la criminalità organizzata fa affari (anche) legali
EDITORIALE
14 AGOSTO 2026

Politica e cultura del ‘mai più’. La prevenzione

· di Vincenzo Donvito Maxia

Ricorrendo l’anniversario del crollo del ponte Morandi di Genova, tra vari politici riecheggia l’allocuzione ‘mai più’. Un “must” che ricorda molte altrettante pronunce relative anche a guerre, nazi-fascismo, comunismo, stragi di varia origine religiosa, etc. E che, soprattutto come spesso ripetuto nei film americani, va di pari passo con “andrà tutto bene”.

Dietro il “mai più’ nostrano c’è la sfacciataggine di persone che sono state responsabili politici di quando certi eventi tragici si sono manifestati, ricoprono ancora o di nuovo incarichi istituzionali, e che - forti di quella che qualcuno chiama credibilità – si pongono come garanti perché non si creino più le condizioni perché certi eventi si ripetano.

Solo che, se non è un ponte che crolla, ma il ripetersi di incendi, inondazioni, siccità, eventi climatici estremi, mala gestione di ordine pubblico e/o infrastrutture… sta di fatto che - “mai più” oggi, “mai più” domani - sembra solo di assistere ad una parata di incapaci.

Nel prendere atto siamo comunque consapevoli che alla base c’è un problema: siamo esseri umani. E nonostante politici e religiosi cerchino di manifestare la maturazione di entrambi per far tesoro degli errori del passato.. ecco che entrambi ci ricascano. Esseri umani che hanno un problema, oltre che genetico (non è una novità che l’essere umano è il peggior nemico di se stesso e del Pianeta… per l’Universo c’è ancora tempo), anche culturale. Ché la cosa più semplice da approntare, non viene mai fatta o si fa finta di farla: la prevenzione.

In una comunità che democraticamente ama se stessa, sarebbe semplice. Tu hai avuto una qualche responsabilità in un qualche evento tragico? Sei stato fascista o comunista o responsabile di un qualche organismo che ha provocato una tragedia? Bene, tu resti fuori da qualunque gestione pubblica o privata di politiche, servizi e imprese che possano provocare problemi a terzi. I diversi che dovranno essere al tuo posto, magari non hanno la tua esperienza, ma sicuramente non hanno la tua esperienza che ha portato alla tragedia di cui sei stato responsabile.

Semplice?

Non in Italia e diversi Paesi con culture simili. La cui base sono pentimento e riabilitazione. Per cui, dopo i riti del caso, ecco che ci ritroviamo le stesse persone che rifanno le stesse cose. E si vanifica il nostro ‘mai più’.

Sia chiaro, non è che pentiti e riabilitati debbano essere messi all’indice, solo che non dovrebbero operare lì dove - pubblico e privato - è coinvolta la sicurezza di terzi. Per se stessi possono anche inventare una macchinetta che tagli le dita, ma questa macchinetta se la tengono a proprio uso e consumo, non la possono commercializzare.

Resteranno pochi politici, pochi leader, pochi tecnici, pochi imprenditori? Sarebbe un non-problema da risolvere con una massiccia educazione di nuovi soggetti atti alla bisogna, così come il mercato ci farà capire l’opportunità.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

ARTICOLI
17 AGOSTO 2026

Le droghe legalizzate in carcere potrebbero far bene anche lì

· di Vincenzo Donvito Maxia

Premesso che dopo l’approvazione della Camera del ddl che stabilisce che i detenuti tossicodipendenti non debbano restare in carcere ma, se aderiscono ad un programma di recupero, debbano scontare la pena agli arresti domiciliari…. non è certo così che sia stato risolto uno dei tanti problemi della privazione della libertà a persone in attesa di sentenza o che scontano la pena.

Sono fatti/tragedie quotidiane legate al sovraffollamento, alla carenza strutturale delle case circondariali e alla qualità della vita dentro le stesse, che rendono queste ultime delle bombe che esplodono ogni giorno, invece che luoghi di detenzione per il recupero sociale e civile degli ospiti. Coinvolgendo in questa situazione anche tutti coloro che ci lavorano, dal personale amministrativo fino alle guardie carcerarie.

Prendiamo quanto accade a Prato, ultimo tra i tanti simili casi, anche se la città toscana ultimamente si sta ben distinguendo per le sue criticità

Domenica scorsa sono stati individuati lanci di sostanze stupefacenti dall’esterno, con conseguente reazione da parte delle guardie carcerarie, una delle quali è sotto accusa per tentato omicidio: avrebbe sparato e ferito un detenuto che fuggiva verso una impossibile fuga. Disperati entrambi, per la propria condizione uno e per la tensione del proprio servizio l’altro.

Le droghe, come i telefonini, circolano liberamente nelle carceri (talvolta anche con la complicità del personale di custodia), e l’episodio pratese è solo punta di un iceberg. Chi fa uso di sostanze illegali non è necessariamente tossicodipendente ma - diciamo - un consumatore ricreativo, soprattutto di sostanze tipo hashish e marijuana. Sostanze che, se fossero consumate al pari del tabacco (droga legale, che nessuno penserebbe mai di proibire in carcere, pena ulteriori motivi di esplosione dei reclusi), attenuerebbero tensioni e atti di violenza/illegalità per procurarsele.

Allora perché non fornire ai detenuti queste sostanze? Perché sono illegali? Premesso che il loro consumo è illecito e non illegale (soggetto, nel caso a richiamo/sanzione amministrativa) e che è illegale produzione e spaccio… così come si sono fatti esperimenti che a suo tempo hanno portato alla legalizzazione della cannabis per uso terapeutico, perché non si può fare altrettanto per l’uso ricreativo? Ovviamente i detenuti non dovrebbero essere cavie come i topi in gabbia, ma soggetti che volontariamente si mettono a disposizione per un esperimento al fine di verificare/studiare le reazioni di questo consumo su soggetti non portatori di patologie mediche.

Ci rendiamo conto che c’è un problema di fondo: chi decide per gli esperimenti e per l’eventuale cambio di normativa per legalizzare i consumi individuali è quella politica che non vedrebbe l’ora di far tornare reato anche il semplice consumo…. ma non fa nulla oltre che dirlo in occasione di qualche propaganda elettorale.

Il vantaggio sarebbe doppio. L’esperimento, direttamente tangibile e con alto potenziale numero di soggetti disponibili a farne parte, attenuerebbe molto le tensioni carcerarie comunicando anche ai detenuti la disponibilità dell’amministrazione a venir loro incontro per le difficoltà in corso. Dall’altro porrebbe il nostro Paese all’avanguardia per una sperimentazione che, considerato anche come succede in tanti altri Paesi nostri stretti alleati (Paesi Ue, Usa, Canada, etc), non potrebbe che far bene a persone e diritto.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

17 AGOSTO 2026

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 11 a 17 Agosto 2026

· di Redazione

Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.
La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.
E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.
Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.

Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente

Anno in corso

sequestri
droghe leggere (kg) 236.220
droghe pesanti (kg) 409.400
dosi droghe sintetiche 89.900
piante di cannabis 45.000
vittime
morti 3
arresti 1.834
giorni di reclusione 783

Settimana da 11 a 17 Agosto 2026

sequestri
droghe leggere (kg) 2.200
droghe pesanti (kg) 1.400
dosi droghe sintetiche 1.000
piante di cannabis 1.100
vittime
morti 0
arresti 11
giorni di reclusione 6
17 AGOSTO 2026

Osservatorio disservizi da 11 a 17 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 11 a 17 Agosto 2026
Pubblica Amministrazione 28,60%
Telecomunicazioni 11,40%

Energia 11,20%

Salute 10,20%

Prodotti finanziari 09,50%

Banca 08,10%

Viaggi 08,10%

Acquisti 05,10%

Condominio 03,20%

Assicurazioni 02,40%

Diritti immigrati 01,30%

15 AGOSTO 2026

Ecuador: pescatori intrappolati tra cartelli della droga e raid aerei USA

Dalle coste della provincia di Manabí, sull'Oceano Pacifico, i pescherecci delle comunità di San Mateo e Jaramijo escono ogni mattina all'alba verso le acque profonde, carichi di speranza e di thunno e pesce spada da portare ai mercati locali. Ma quella distesa d'acqua, come riporta Reuters, nasconde oggi una doppia minaccia mortale per i pescatori ecuadoriani: da una parte i cartelli della droga che li estorcono a terra e in mare, dall'altra i raid aerei statunitensi condotti nell'ambito dell'Operazione Southern Spear.

Secondo Reuters, i cartelli hanno trasformato i piccoli porti della provincia di Manabí in un nodo centrale del traffico di cocaina verso il Nord America, e i pescatori locali — apprezzati per le loro capacità di navigazione — sono diventati un bersaglio privilegiato per il reclutamento forzato. La scelta imposta dalle organizzazioni criminali è spietata: trasportare droga in mare guadagnando in un solo viaggio più di quanto si guadagnerebbe in un anno di pesca lecita, oppure subire estorsioni, minacce e violenze. Diversi pescatori intervistati dall'agenzia hanno riferito di pescare di notte o di modificare le rotte per sfuggire ai controlli dei trafficanti. Uno di loro ha dichiarato di aver già pagato il pizzo quattro volte: in cambio, i narcos gli fornivano le coordinate del percorso autorizzato e lo istruivano a tenere le luci accese per non essere fermato di nuovo. Le imbarcazioni più piccole, che operano sotto costa, pagano tariffe inferiori e ricevono una sorta di lasciapassare da mostrare in caso di controllo.

Dall'altro lato, al largo, la violenza arriva senza preavviso. L'esercito statunitense, nell'ambito dell'Operazione Southern Spear — campagna anti-narcotici avviata a settembre 2025 su ordine del Segretario alla Difesa Pete Hegseth — ha distrutto 67 imbarcazioni e ucciso oltre 220 persone. Reuters riferisce che tre esperti di sicurezza consultati dall'agenzia hanno ritenuto quasi certo che gli Stati Uniti fossero responsabili anche di due attacchi non rivendicati che hanno colpito pescherecci della provincia di Manabí, uno dei quali — la Negra Francisca Duarte II — è stato centrato da un drone il 17 marzo mentre si trovava in mare con 16 uomini a bordo: l'imbarcazione ha preso fuoco e i membri dell'equipaggio si sono gettati in acqua. Un episodio analogo si è verificato nove giorni dopo con la Don Maca, della stessa regione. Almeno otto pescatori del peschereccio Fiorella risultano dispersi dal gennaio 2026, quando la barca è scomparsa in acque internazionali.

Il Washington Post ha riferito che alcuni di questi attacchi sarebbero riconducibili a un programma segreto della CIA. Il Dipartimento della Difesa ha dirottato le domande al Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM), che ha declinato ogni commento invocando "ragioni di sicurezza operativa e protezione delle forze". Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa non ha risposto alle richieste di commento di Reuters, e il ministero della difesa ha dichiarato che le informazioni sulle operazioni antidroga sono classificate.

Sul fronte dei risultati dichiarati, Stati Uniti ed Ecuador sostengono che le interdizioni in alto mare siano fondamentali per combattere i trafficanti: la Guardia Costiera americana ha annunciato il sequestro di 91.000 chili di cocaina e l'arresto di 160 presunti narcos fino ad aprile. Un'operazione congiunta della Guardia Costiera e della marina ecuadoriana ha recuperato a marzo 760 chili di cocaina da un peschereccio battente bandiera ecuadoriana — circa il 6% del totale sequestrato al largo dell'Ecuador nel primo semestre 2026.

Tuttavia, gli esperti mettono in dubbio l'efficacia di questa strategia. Michelle Maffei, ricercatrice di criminalità organizzata all'Università di Guayaquil, ha sottolineato come la stragrande maggioranza dei carichi di cocaina continui comunque a transitare attraverso i grandi porti commerciali e non sulle piccole imbarcazioni da pesca. "Il fatto che stiano coinvolgendo sempre più pescatori, persone povere e vulnerabili non si fermerà certo lanciando bombe in mare", ha detto. Un ex funzionario della DEA interpellato da Reuters ha aggiunto: "Far saltare in aria queste barche non fermerà nulla". I trafficanti — ha spiegato Maffei — si limitano a sostituire chi viene ucciso o arrestato, perché "tutti sono sostituibili" nella filiera della cocaina.

Le famiglie dei pescatori vivono nell'angoscia. Maria Mero, moglie di un marinaio della Fiorella, ha raccontato che molti uomini hanno rinunciato a uscire in mare per paura sia dei trafficanti sia dei militari: "I pescatori ormai non vogliono più andare", ha detto.

12 AGOSTO 2026

Guerra alla droga: i miti duri a morire smontati dalla ricerca

· di Redazione

La criminalizzazione delle droghe riduce davvero il consumo? Le sostanze illegali sono automaticamente più pericolose di quelle legali? Il trattamento obbligatorio funziona? Sono domande a cui la ricerca scientifica ha già risposto — ma le risposte faticano a imporsi nel dibattito pubblico.

A smontare le false credenze più diffuse e persistenti sulla guerra alla droga ci pensa Filter Magazine, testata statunitense specializzata in politiche sulle droghe e riduzione del danno.

Secondo quanto riporta Filter, uno dei miti più radicati è che le politiche repressive abbiano un effetto deterrente sul consumo di sostanze. I dati disponibili smentiscono questa convinzione: decenni di proibizionismo non hanno ridotto in modo significativo l'uso di droghe, ma hanno prodotto incarcerazione di massa e un mercato illegale fuori controllo.

Un altro luogo comune riguarda la pericolosità intrinseca delle droghe illegali rispetto a quelle legali come alcol e tabacco. La classificazione giuridica di una sostanza, sottolinea Filter, non corrisponde necessariamente al suo profilo di rischio farmacologico: molte droghe proibite risultano meno dannose, per il singolo e per la società, di sostanze ampiamente tollerate e commercializzate legalmente.

Sul fronte del trattamento, l'articolo contesta l'idea che le cure imposte coercitivamente siano efficaci. Le evidenze scientifiche indicano che i percorsi terapeutici volontari, accompagnati da supporto sociale, ottengono risultati significativamente migliori rispetto a quelli forzati. Il trattamento obbligatorio, oltre a essere spesso inefficace, può tradursi in una forma aggiuntiva di punizione.

Filter affronta anche il mito secondo cui le politiche dure proteggerebbero le comunità. I dati mostrano l'opposto: l'approccio penale ha colpito in modo sproporzionato le comunità più vulnerabili e le minoranze razziali, alimentando discriminazioni sistemiche senza ridurre i danni legati all'uso di sostanze. L'inasprimento delle pene non ha scoraggiato il traffico né diminuito la disponibilità di droghe sul mercato.

La ragione per cui queste credenze resistono alle smentite, osserva la testata, non è scientifica ma politica e culturale. In un clima in cui il proibizionismo è stato presentato per decenni come l'unica risposta moralmente accettabile al problema delle droghe, le evidenze contrarie vengono spesso ignorate o marginalizzate nel dibattito istituzionale e mediatico.

12 AGOSTO 2026

Sudafrica, nuovo nodo del narcotraffico globale: i cartelli messicani producono metanfetamina

· di Redazione

Il Sudafrica sta diventando un punto di produzione e distribuzione delle droghe sintetiche per i grandi cartelli internazionali. Lo analizza l'Orion Policy Institute, think tank statunitense indipendente, in un recente approfondimento sul ruolo crescente del paese nel sistema globale del narcotraffico illecito.

La produzione di metanfetamina con legami messicani è emersa in Africa a partire dal 2016, facendo la sua prima comparsa in Nigeria, per poi diffondersi in Kenya, Mozambico e altrove nel continente. Il Sudafrica è diventato un nodo significativo di questa espansione. La sua posizione geografica, i confini porosi e le connessioni commerciali internazionali lo hanno reso da tempo un punto di transito per gli stupefacenti che si muovono tra il Sudamerica, l'Asia e l'Europa. Ciò che è nuovo, sottolinea l'analisi, è la scala del fenomeno e chi lo gestisce.

Nel settembre 2025, cinque cittadini messicani e un sudafricano sono stati arrestati dopo che la polizia ha scoperto un laboratorio di produzione di metanfetamina nelle vicinanze di Volksrust, nella provincia del Mpumalanga. Più di recente, nel maggio 2026, le forze dell'ordine hanno smantellato un impianto di scala industriale a Swartruggens, nella provincia del Nord-Ovest, sequestrando quasi 500 kg di metanfetamina per un valore di circa 60,5 milioni di dollari.

Secondo gli esperti, produrre direttamente in Sudafrica consente ai cartelli un accesso più agevole a mercati redditizi, sia locali che continentali e oltre. La metanfetamina è uno degli stupefacenti più diffusi nel paese e la domanda è in crescita sia sul mercato interno che su quello africano in generale. La posizione geografica dell'Africa, inoltre, offre ai trafficanti vie più dirette per raggiungere mercati ad alto valore come l'Oceania, dove la metanfetamina è costosa e molto richiesta.

Il modello operativo adottato dai cartelli segue uno schema preciso: siti di produzione in zone agricole remote, lontane dai centri abitati e con un isolamento sufficiente a far passare inosservate le attività criminali. I cittadini messicani vengono trovati a operare fianco a fianco con collaboratori locali, a conferma di un passaggio dal traffico di metanfetamina verso l'Africa alla sua produzione direttamente sul territorio.

Un esperto di criminalità organizzata sentito da Al Jazeera ha descritto il fenomeno come una strategia deliberata di "franchising", in cui i cartelli trasferiscono chimici esperti in aree rurali remote. Un ulteriore fattore che rende il Sudafrica appetibile è la corruzione all'interno delle strutture di polizia e politiche, che permette operazioni non rilevate e protette, rendendo la produzione locale estremamente redditizia per le organizzazioni criminali.

12 AGOSTO 2026

Avvertenze. La newsletter settimanale generalista di Aduc - 12/08/2026

· di Redazione

Sommario/Editoriale

L'Europa si dibatte tra vecchiaia demografica e paure migratorie, mentre il mercato scopre nuove frontiere di guadagno nelle RSA. Nel frattempo, consumatori e cittadini pagano il conto: dalla climateflation ai prezzi dinamici, dai disservizi pubblici alle trappole della finanza algoritmica. Diritti negati, regole assenti, istituzioni che perdono colpi. Serve vigilanza.

In questo numero

LA PULCE NELL'ORECCHIO

Che l'UE non diventi una casa di riposo!

OSSERVATORIO LEGALE

Legittimo il divieto di detenzione animali previsto dal regolamento condominiale contrattuale

Illegittima la delibera che accolla ai condomini in regola i debiti dei morosi senza urgenza né unanimità

Cassonetti maleodoranti e rumorosi e risarcimento del danno. Sentenza

L’assegno di mantenimento può essere dovuto anche se i figli vivono con te

ARTICOLI

Climateflation: il clima spinge i prezzi degli alimenti verso l'alto

Patto UE su migrazione e asilo: le tensioni sovraniste frenano una politica comune

L'attacco ucraino al gigante russo della grande distribuzione Wildberries coinvolge nella guerra consumatori e rivenditori

15 Agosto. Negozi aperti e scioperi ideologici

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 11/08/2026

Carta d’identità. Il disastro italiano

RSA e case di riposo: i fondi privati ci vedono un affare

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 4 a 10 Agosto 2026

Osservatorio disservizi da 4 a 10 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Prezzi dinamici: alleati o nemici dei consumatori?

La prossima pandemia non verrà da un laboratorio: colpa del clima

Finanza, ci si può fidare del trading algoritmico?

Covid, i protocolli c’erano già: «Li scrivemmo 10 anni prima…»

Presto saranno in vendita abiti intelligenti. Ma sono necessarie normative per evitare nuovi rifiuti

Carceri. L’ennesimo campanello d’allarme

Come e perché l’intelligenza artificiale è utile all’analista

Piegare la luce in 74 femtosecondi: la nuova rivoluzione dell’informazione

MiCA, truffatori sfruttano il caos della transizione per colpire gli utenti crypto

Africa, nuova base produttiva dei cartelli della droga internazionali

Dalla zonizzazione dei parchi un’idea per governare il turismo nelle città d’arte

Quattro semplici regole alla base delle città più vivibili del Giappone

Tossicodipendenza in Usa. Le persone non vogliono essere curate

Riforma del controllo internazionale delle droghe: il sistema ONU regge ancora?

Dopo Ceuta, l'Europa è di nuovo impantanata nel caos migratorio che essa stessa ha creato

Giustizia e giustizialismo in Parlamento. Poi dicono che le persone non vanno più a votare….

Firenze Montedomini. Difficile far finta di nulla

OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?

Dalla Vlora a Ceuta: l'Europa ha dimenticato che sono persone?

Conto base. I boicottaggi delle banche

Giornata vittime giustizia. Il 17 giugno in ricordo di Enzo Tortora. La figlia Gaia alla sinistra che si astiene: 'fate pena'

GIANNINO

Ceuta bel suol d'amore

IL CONDOMINIO

Legittimo il divieto di detenzione animali previsto dal regolamento condominiale contrattuale

Illegittima la delibera che accolla ai condomini in regola i debiti dei morosi senza urgenza né unanimità

STATI UNITI D'EUROPA

Che l'UE non diventi una casa di riposo!

Le migrazioni, arma geopolitica: come l'Europa viene ricattata

Ue e confini. Ceuta. La lezione antieuropea

Robert Kagan: a volte gli interventi degli Usa è bene che subiscano conseguenze

NOTIZIE

USAUSA. Truffa oro e criptovalute: l'allarme della polizia di New York sui risparmi a rischio

ISRAELEISRAELE. Gelati "senza zucchero" ma con 13 volte il limite: class action contro Golda

USAUSA. Dazi Trump: 100 miliardi rimborsati alle aziende, i consumatori restano a mani vuote

USAUSA. Massachusetts elimina i limiti all'aborto: giudica solo il medico

AMERICHE. Ketamina: il traffico si espande in tutta l'America Latina

AMERICHE. Brasile e America Latina: la criminalità organizzata fa affari (anche) legali

ITALIAITALIA. Turismo internazionale. Andamento. Bankitalia

ITALIAITALIA. L'economia italiana in breve. Luglio 2026 Bankitalia

USAUSA. L'azienda farmaceutica svizzera Sandoz pagherà 450 milioni di dollari in una causa antitrust in Usa

MONDOMONDO. Una proteina della carne è stata coltivata nella lattuga

MONDOMONDO. Biodiversità a rischio: la scomparsa delle verdure stravolge l'alimentazione

SPAGNASPAGNA. Spagna: oltre 1000 viaggiatori italiani identificati ai controlli

U.E.U.E.. Spagna accusa: “Sospensione Schengen siluro all’Europa”.Italia: “No immigrazione incontrollata”

MONDOMONDO. Il Mediterraneo si scalda: così cambiano pesci, alghe e ossigeno

ITALIAITALIA. La pandemia di Covid-19 continua a produrre strascichi anche dal punto di vista sanitario.

ITALIAITALIA. L’emergenza idrica nel bacino del Po non accenna ad allentarsi

ITALIAITALIA. Gli obiettivi dei controlli dell'Agenzia delle Entrate

U.E.U.E.. Borse europee in pausa

ITALIAITALIA. Il caro carburanti nel mirino della Finanza

ITALIAITALIA. La spesa dei consumatori negli ultimi 30 anni. Confcommercio

ITALIAITALIA. Piace mangiare da soli al ristorante e anche col proprio cane

ITALIAITALIA. Cosa ha detto (davvero) l’Aifa su contraccettivi e rischio di meningioma

ITALIAITALIA. Carta d'identità cartacea provvisoria

ECUADORECUADOR. Nuovo fronte delle droghe sintetiche nelle Americhe

BANGLADESHBANGLADESH. I fiumi pagano il prezzo dei nostri vestiti a basso costo

ITALIAITALIA. Soldi fermi sul conto corrente: quanto si perde davvero con 20.000 euro

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VIETNAMVIETNAM. Multa a Grab per oltre 51.000 dollari: sei violazioni dei diritti dei consumatori

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BOLIVIABOLIVIA. Le leggi antidroga come strumento di tortura sessuale sulle donne

ITALIAITALIA. 'Fuori i partiti dalla Rai', mobilitazione Europa radicale, Articolo5, Spazio pubblico

ITALIAITALIA. Auto usate. Vendute 213 su 100 a luglio. Aci

USAUSA. Mancata tutela minori. Meta multata per 567 milioni di dollari

ITALIAITALIA. Carta europea disabilità. I primi passi del governo

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USAUSA. Cartello narco CJNG truffa anziani con false vendite di timeshare: 400 milioni di dollari sottratti

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MESSICOMESSICO. Influencer ucciso in diretta: il fenomeno dei "narco influencer"

ITALIAITALIA. Maxitruffa online: in 120 prenotano un albergo inesistente

ITALIAITALIA. Consumo farmaci 2025. Rapporto Aifa

MONDOMONDO. REddito famiglie area Ocse +0,2%, Italia +0,8%

ITALIAITALIA. LAV e Università di Torino insieme per una carne coltivata più etica

U.E.U.E.. Google Android: la CGUE conferma la multa da 4,125 miliardi di euro

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ITALIAITALIA. Carburanti: sconto di 17 centesimi sul gasolio prorogato al 25 agosto

ITALIAITALIA. Minore straniero rinchiuso nel CARA di Capo Rizzuto: Italia condannata dalla CEDU

ITALIAITALIA. AI Act: dal 2 agosto obblighi di trasparenza per chatbot e sistemi sanitari

REGNO UNITOREGNO UNITO. Bristol, prima città per riduzione del danno: le charity chiedono strutture di consumo supervisionato

MONDOMONDO. NovaSolarEnergy: come funziona uno schema Ponzi travestito da investimento solare

USAUSA. Falso consulente finanziario condannato a 3 anni per truffa agli investitori

USAUSA. Meme coin $TRUMP crolla del 97%: senatori USA chiedono indagine SEC

ITALIAITALIA. Carceri. Staff sotto organico tra polizia, amministratori ed educatori. Rapporto Antigone

ITALIAITALIA. Conto bancario di base ostacolato in modo ingiustificato. Bankitalia

MONDOMONDO. L'oro ai massimi da un mese

ITALIAITALIA. Cambia la disciplina sul riconoscimento facciale

ITALIAITALIA. Caldo, siccità e rincaro dei costi produttivi mettono sotto pressione l’agricoltura

ITALIAITALIA. Crescono le ricerche online sui viaggi in auto

LETTERE

Richieste di pagamento per abbonamento a sito truffa: cosa fare

Concorso pubblico: titolo non valutato per errore nel form telematico

Specchio difettoso: diritti del consumatore e rimborso integrale

Garanzia su riparazione in garanzia: diritti dopo nuovo guasto

TIM Vision disattivato senza disdetta: come contestare la modifica unilaterale

Rimborso volo cancellato non verificabile: come ottenere la prova di pagamento

Pignoramento presso terzi: il debitore può richiedere l'atto alla banca?

Università telematica: retta non pagata dopo abbandono, come contestarla

Prezzi carburante diversi tra distributori stesso marchio: cosa fare

Lavatrice in garanzia: tubo di scarico rotto, intervento a pagamento

Impugnare delibera AGCOM al TAR Lazio: termini, costi e alternative

Rimborso consumi idrici pagati in eccesso: cosa fare se il gestore non risponde

Contributo di bonifica senza beneficio: come contestare l'ingiunzione

Accesso alla perizia medica assicurativa: diritti e valore dei reclami IVASS

Fumo dal balcone del vicino: come tutelarsi dalle immissioni in condominio

Multa per area pedonale: come fare opposizione al verbale

Multa parcheggio in Croazia con ticket già pagato: cosa rischia

Anticipo lavori non eseguiti: come recuperare i soldi versati

TARI pagata due volte: come ottenere il rimborso dal Comune

Casa di riposo: rimborso retta e cauzione dopo decesso dell'ospite

Findomestic: app bloccata e link privacy sospetto, cosa fare

Rumori notturni da raccolta rifiuti: come tutelarsi legalmente

Multa per eccesso di velocità a Firenze: ricorso ancora valido?

Tivùsat: decoder inutilizzabili e smart card non sostituibili, i diritti dei consumatori

Trasferimento rapporti bancari ignorato: come procedere con reclamo e ABF

Manutenzione plantari non erogata: inadempimento contrattuale e rimedi


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11 AGOSTO 2026

Droghe. La newsletter settimanale di Aduc. 11/08/2026

· di Redazione

Il martedì Aduc edita la newsletter settimanale del suo canale quotidiano web "Droghe" (Politiche sulle droghe, dipendenze e legislazione).

Sommario/Editoriale
La geografia della droga si trasforma e con essa cambiano i rischi. Dalla cocaina che arriva via Ucraina agli oppioidi negli Stati Uniti, dai cartelli che si insediano in Africa alle nuove droghe sintetiche nelle Americhe, il proibizionismo dimostra ancora una volta il suo fallimento: criminalità rafforzata, violenza incontrollata, costi sociali enormi. Nel frattempo, dove si prova a affrontare il fenomeno con pragmatismo - dai centri di consumo controllato ai trattamenti psichedelici - i risultati arrivano. La domanda resta: quanti danni ancora prima che le politiche si adeguino alla realtà?

ARTICOLI

Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 4 a 10 Agosto 2026

Osservatorio disservizi da 4 a 10 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

Africa, nuova base produttiva dei cartelli della droga internazionali

Tossicodipendenza in Usa. Le persone non vogliono essere curate

Riforma del controllo internazionale delle droghe: il sistema ONU regge ancora?

Colpire i gruppi guerriglieri e i cartelli non ferma la violenza in America Latina, ma concentrarsi sulla geografia potrebbe

Accedere alla terapia con psilocibina in Italia: il vademecum

NOTIZIE

ITALIAITALIA. Carta d'identità cartacea provvisoria

ECUADORECUADOR. Nuovo fronte delle droghe sintetiche nelle Americhe

COLOMBIACOLOMBIA. De la Espriella presidente, guerra alla cocaina e alleanza con Trump

USAUSA. ll Dipartimento Veterani sperimenta l'MDMA contro PTSD e alcolismo

AUSTRALIAAUSTRALIA. Sigarette elettroniche vietate senza ricetta: la criminalità ringrazia

FRANCIAFRANCIA. Crack a Marsiglia: consumo in strada in "accelerazione senza precedenti"

USAUSA. 25 milioni di dollari per catturare il capo del cartello CJNG, cittadino americano

UCRAINAUCRAINA. Ucraina, nuova "scuola" per i cartelli della cocaina e dei droni

LIBERIALIBERIA. Locale notturno al centro del caso cocaina da 317 milioni di dollari

USAUSA. New York: quasi 5 anni di centri antidroga con consumo supervisionato. Funzionano?

BOLIVIABOLIVIA. Le leggi antidroga come strumento di tortura sessuale sulle donne

USAUSA. Cartello narco CJNG truffa anziani con false vendite di timeshare: 400 milioni di dollari sottratti

AUSTRALIAAUSTRALIA. Paradiso per i cartelli della cocaina: prezzi alle stelle

MONDOMONDO. Narcos colombiani in Ucraina per imparare a usare i droni da guerra

MESSICOMESSICO. Influencer ucciso in diretta: il fenomeno dei "narco influencer"

REGNO UNITOREGNO UNITO. Bristol, prima città per riduzione del danno: le charity chiedono strutture di consumo supervisionato

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NOTIZIE
17 AGOSTO 2026

ITALIAITALIA. Droga nel carcere di Prato. Tre arresti e agente indagato per tentato omicidio

E' indagato per l'ipotesi di reato di tentato omicidio l'agente della polizia penitenziaria che nel pomeriggio di domenica 16 agosto ha esploso tre colpi di pistola all'interno del pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano di Prato, ferendo a una gamba un 22enne di nazionalità marocchina che stava tentando di fuggire. L'episodio è avvenuto poco dopo le 16.30, nella zona del pronto soccorso compresa tra la cosiddetta ''camera calda'', lo spazio coperto destinato all'arrivo delle ambulanze, e la sala di decontaminazione, in prossimità del triage.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, quello dell'ennesimo episodio legato alla sicurezza dentro e intorno al carcere della Dogaia. A poche ore dai fatti, il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha diffuso una ricostruzione che aggiunge elementi importanti rispetto alle prime informazioni circolate nella giornata di domenica e fotografa una situazione che la Procura considera ormai strutturalmente critica.

Secondo quanto riferito dal procuratore, all'esterno del carcere non vi era una sola persona impegnata nel lancio dei plichi, ma tre soggetti: due accompagnatori e il lanciatore, poi rimasto ferito e trasportato all'ospedale Santo Stefano.

Il giovane avrebbe effettuato complessivamente cinque lanci: tre plichi sono riusciti a raggiungere i passeggi della Media Sicurezza, mentre altri due sono finiti all'interno del muro di cinta. Il contenuto dei plichi conferma la natura dell'operazione: complessivamente sono stati introdotti 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari.

I tre soggetti presenti all'esterno del penitenziario sono stati arrestati.

Successivamente è stato arrestato anche un detenuto che, dall'interno dei passeggi, avrebbe provveduto a recuperare i tre plichi effettivamente atterrati nell'area detentiva. Un episodio che, nelle parole della Procura, assume dunque una dimensione più ampia rispetto al singolo tentativo di introdurre droga e telefoni nel carcere.

La ricostruzione degli investigatori descrive infatti un meccanismo organizzato tra l'esterno e l'interno della struttura, con persone incaricate del lancio e un detenuto pronto a recuperare il materiale una volta superato il muro di cinta. E' proprio nel corso della fuga successiva all'operazione che il 22enne era caduto, riportando conseguenze che avevano reso necessario il trasporto in ospedale.

Ed è al Santo Stefano che si è verificato il secondo episodio, quello che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati dell'agente della polizia penitenziaria.

La prima ricostruzione aveva riferito di un giovane ammanettato e sottoposto alla vigilanza degli agenti, che avrebbe dato in escandescenza all'interno del pronto soccorso, arrivando a impossessarsi di un estintore e tentando poi di allontanarsi. Gli accertamenti della Procura hanno però consentito di acquisire i filmati delle telecamere, che ora rappresentano uno degli elementi centrali per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Nel comunicato diffuso dal procuratore Tescaroli viene precisato che due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all'interno di un ambiente chiuso dal quale non avrebbe potuto uscire, hanno cercato di raggiungerlo. A quel punto, uno dei due agenti ha esploso tre colpi di pistola contro il giovane. Uno dei proiettili lo ha raggiunto a una gamba.

E' un elemento rilevante rispetto alla ricostruzione iniziale, che parlava di un primo sparo in aria come colpo di avvertimento e dei successivi colpi indirizzati verso gli arti inferiori. La Procura, sulla base dei filmati acquisiti, ha ora reso noto che i tre colpi sono stati esplosi dall'agente contro il ragazzo, mentre quest'ultimo tentava di allontanarsi all'interno di un ambiente chiuso.

Sarà l'inchiesta a stabilire perché l'agente abbia deciso di utilizzare l'arma da fuoco, quale fosse la distanza tra il poliziotto e il giovane, la successione esatta dei tre spari e se, in quelle circostanze, ricorressero i presupposti per l'uso dell'arma. L'iscrizione per tentato omicidio rappresenta, naturalmente, un atto d'indagine e non equivale a un'affermazione di responsabilità. Il 22enne è stato ferito a una gamba.

Nessun'altra persona, tra pazienti, accompagnatori e personale sanitario, è rimasta colpita dai proiettili. Gli spari hanno tuttavia provocato momenti di forte allarme all'interno del pronto soccorso.

Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata. Gli specialisti hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire la posizione delle persone coinvolte e la dinamica della sparatoria. È intervenuto anche il magistrato di turno. Per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento degli accertamenti, il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso. I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altre strutture, in particolare nell'area di Pistoia e Firenze.

La direzione aziendale dell'Asl Toscana Centro ha espresso vicinanza al personale medico e sanitario e rammarico per i disagi provocati agli utenti, ringraziando gli operatori per la professionalità e la tempestività dimostrate nella gestione di una situazione definita di particolare complessità ed eccezionalità.

E' però soprattutto il quadro complessivo delineato da Tescaroli a riportare l'attenzione sulla situazione della Dogaia. «La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua», ha sottolineato il procuratore, collegando implicitamente quanto avvenuto domenica a un problema che la Procura denuncia da tempo. Non si tratta, infatti, del primo episodio che riguarda l'introduzione di droga e telefoni all'interno della casa circondariale pratese. Già nel 2025 un'inchiesta della Procura aveva portato alla luce diverse modalità utilizzate per far arrivare stupefacenti all'interno della struttura, con sequestri di hashish e cocaina e telefoni cellulari introdotti attraverso sistemi differenti. Anche nei mesi più recenti il tema della sicurezza alla Dogaia è rimasto al centro dell'attività investigativa.

A luglio Tescaroli aveva nuovamente evidenziato la situazione di difficoltà del carcere e, più in generale, aveva denunciato la crescita degli impegni investigativi a fronte di organici insufficienti. Il nuovo episodio arriva dunque in un contesto già segnato da tensioni, introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni e difficoltà nel controllo di una struttura penitenziaria sulla quale la Procura ha più volte richiamato l'attenzione delle istituzioni.


La denuncia di Tescaroli non riguarda soltanto ciò che accade dentro le mura della Dogaia. Il procuratore ha più volte descritto una situazione criminale complessa nel territorio pratese, segnalando anche la necessità di un rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine e della polizia giudiziaria.

Ancora a luglio, in una lettera al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Tescaroli aveva sostenuto che la Procura fosse costretta a selezionare gli obiettivi investigativi a causa della carenza di personale. La richiesta riguardava un rafforzamento degli organici di polizia, carabinieri e Guardia di finanza, oltre a strumenti di controllo del territorio. Il Comune di Prato si era schierato al fianco del procuratore, definendo grave e cronica la carenza di personale e sottolineando come la Procura fosse costretta a scegliere quali indagini privilegiare.

(AdnKronos)

17 AGOSTO 2026

USAUSA. La marijuana incrementa l'occupazione nel settore agricolo degli Stati in cui è legale

Secondo una nuova analisi economica condotta da ricercatori della Texas Tech University, negli Stati che legalizzano la marijuana si registra un aumento dell'occupazione nel settore agricolo superiore a quello che si sarebbe verificato senza tale cambiamento normativo.

I risultati, presentati il ​​mese scorso alla riunione 2026 dell'Agricultural & Applied Economics Association, hanno rilevato un aumento del 9% dell'occupazione nel settore agricolo negli stati che hanno legalizzato la cannabis, sebbene i salari non siano aumentati in proporzione a causa di fattori che i ricercatori hanno stabilito essere probabilmente non correlati.

Per studiare la relazione tra la legalizzazione della marijuana e le tendenze economiche specifiche del settore, gli analisti hanno esaminato i dati a livello statale del Censimento trimestrale dell'occupazione e dei salari del Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti, relativi al periodo compreso tra il 1990 e il 2024.

Applicando uno stimatore sintetico differenza-in-differenza (SDID), i ricercatori hanno valutato "sia gli effetti medi del trattamento aggregati che quelli specifici per coorte" nelle giurisdizioni oggetto di studio.

"Questa politica ha effettivamente incrementato l'occupazione nel settore agricolo."

"I nostri risultati preliminari indicano che la legalizzazione ha aumentato significativamente l'occupazione agricola di circa il 9%, senza tuttavia avere alcun effetto statisticamente significativo sui salari agricoli, sull'occupazione in tutti i settori o sui salari a livello dell'intera economia", si legge nello studio.

"Le stime di base del modello SDID indicano che la politica ha raggiunto il suo obiettivo primario di espansione dell'occupazione agricola, con le contee interessate che hanno registrato un aumento di circa il 9% dell'occupazione agricola rispetto allo scenario controfattuale sintetico. Tuttavia, questa espansione occupazionale non si è tradotta in cambiamenti misurabili nei salari agricoli, nell'occupazione complessiva in tutti i settori o nei salari a livello dell'intera economia."

Secondo i ricercatori, la "risposta salariale nulla" alla legalizzazione, che sembrava in contrasto con la "significativa crescita dell'occupazione" osservata, probabilmente non è correlata al fattore politico specifico della cannabis. Piuttosto, è "coerente con un'offerta di lavoro elastica nel settore agricolo, dove l'aumento della domanda è stato assorbito attraverso una maggiore partecipazione alla forza lavoro piuttosto che attraverso una pressione al rialzo sui salari".

"I responsabili politici dovrebbero tenere conto dei tempi di adozione e delle condizioni del mercato del lavoro locale nella progettazione di interventi simili, poiché l'efficacia della politica varia considerevolmente a seconda delle coorti", hanno affermato gli autori dello studio .

Il settore della cannabis è strettamente legato all'industria agricola, ma la legalizzazione ha avuto un ampio impatto economico. Ad esempio, all'inizio del 2026, i posti di lavoro diretti nel mercato della marijuana negli Stati Uniti ammontavano a circa 412.500 , secondo il rapporto US Cannabis Jobs Report di Vangst and Whitney Economics.

Nel frattempo, secondo un recente studio, la legalizzazione della marijuana terapeutica sembra essere associata a una riduzione del numero di dipendenti che si assentano dal lavoro , in particolare in settori come l'industria manifatturiera e l'agricoltura, dove i lavoratori hanno maggiori probabilità di manifestare sintomi come il dolore, che la cannabis può contribuire ad alleviare.

Una ricerca pubblicata lo scorso anno sugli effetti della legalizzazione della marijuana sugli indennizzi per infortuni sul lavoro ha rilevato che, sebbene il cambiamento di politica fosse associato a un "incremento graduale" delle richieste di indennizzo, il costo medio per richiesta è in realtà diminuito dopo il cambiamento di politica, così come l'uso di farmaci da prescrizione da parte dei pazienti, in particolare oppioidi e altri antidolorifici.

Nel 2021, uno studio separato condotto dal National Bureau of Economic Research ha rilevato che la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo era associata a un aumento della produttività della forza lavoro e a una diminuzione degli infortuni sul lavoro .

Questi ricercatori hanno esaminato l'impatto della legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo sulle richieste di indennizzo per infortuni sul lavoro tra gli anziani, osservando un calo di tali richieste "sia in termini di propensione a ricevere benefici che di importo dei benefici" negli stati che hanno attuato il cambiamento normativo.

(Marijuana Moment del 14/08/2026)

15 AGOSTO 2026

COSTARICACOSTARICA. Estradizioni dei boss della droga e omicidi in forte crescita

Il Costa Rica, a lungo considerato un'isola di relativa pace e stabilità in America Centrale, sta affrontando una crisi della sicurezza senza precedenti. Il paese si è trasformato negli ultimi anni in un importante snodo logistico del traffico regionale di droga, con guerre tra bande rivali che hanno fatto impennare il tasso di omicidi.

Come riportano CBS News e altre testate internazionali, nel maggio 2025 il Parlamento costaricano ha approvato una storica riforma costituzionale — promossa dall'allora presidente Rodrigo Chaves — che per la prima volta ha consentito l'estradizione di cittadini costaricani verso l'estero per reati di narcotraffico e terrorismo. Da quel momento, diversi tra i principali trafficanti del paese sono stati consegnati alle autorità statunitensi.

Tra i casi più rilevanti figura quello dell'ex ministro della Sicurezza pubblica ed ex magistrato Celso Gamboa, arrestato nel giugno 2025 con l'accusa di narcotraffico e successivamente estradato negli Stati Uniti: uno dei primi procedimenti ad applicare la nuova normativa costituzionale. Con lui è stato consegnato anche il suo presunto associato Edwin Lopez Vega, noto come "Pecho de Rata". Il mese precedente, le autorità avevano catturato il latitante più ricercato del paese, noto come "Diablo", ricercato dagli USA per traffico di droga e con una taglia di 500.000 dollari sulla testa.

Il numero di organizzazioni criminali attive nel paese è cresciuto in modo esponenziale: da 35 a 340 nell'arco di un decennio, secondo il ministro della Sicurezza Mario Zamora. Parallelamente, il tasso di omicidi è passato da 11,5 ogni 100.000 abitanti nel 2021 a 17,2 nel 2023 — l'anno più violento della storia del paese, con oltre 900 omicidi. Nel 2024 si sono registrati 880 casi, mentre nel 2025 il totale si è attestato a 873, con un tasso di 16,8 per 100.000 abitanti. Circa due terzi degli episodi sono riconducibili ad attività di narcotraffico.

Gli esperti di InSight Crime, think tank specializzato nella criminalità organizzata latinoamericana, avvertono che le estradizioni dei vertici dei cartelli producono spesso l'effetto opposto a quello sperato nel breve periodo: la rimozione di un capo crea vuoti di potere che scatenano violenti conflitti tra fazioni rivali per il controllo del territorio e delle rotte dello spaccio. I precedenti in Colombia e altrove suggeriscono cautela.

Di fronte a questa situazione, il governo ha deciso di andare oltre. La nuova presidente Laura Fernández ha presentato un ulteriore progetto di riforma costituzionale per ampliare i reati che consentono l'estradizione — includendo riciclaggio di denaro, traffico di armi, tratta di esseri umani, omicidi su commissione e crimini informatici contro la sicurezza nazionale — pur precisando che l'estradizione non sarà automatica.

15 AGOSTO 2026

FRANCIAFRANCIA. Narco corrieri a loro insaputa

Dall'inizio dell'estate, almeno tredici giovani cittadini francesi sono stati fermati in Asia dopo essere stati arrestati in aeroporto con diversi chili di cannabis nel bagaglio. Secondo RTL , undici di loro si trovano attualmente in Thailandia, mentre Libération ha identificato almeno altri due cittadini francesi detenuti a Hong Kong.

Narcos

"Piano Thailandia": quando i giovani vengono ingannati dai trafficanti su Snapchat e costretti a fare da corrieri della droga in cambio di vacanze gratuite.

Secondo le testimonianze raccolte da Libération dai familiari di alcuni di questi giovani, questi avrebbero risposto su Snapchat a un'offerta per la Thailandia: il loro soggiorno in questo Paese del Sud-est asiatico sarebbe stato interamente pagato e, in cambio, avrebbero dovuto riportare a casa dei presunti telefoni cellulari in una valigia consegnata da terzi. L'offerta proveniva dal responsabile di un'azienda di compravendita di smartphone e, secondo i familiari, i cittadini francesi non erano a conoscenza del reale contenuto delle valigie.

"Le indagini sono in corso"

"La situazione dei nostri connazionali viene monitorata attentamente dai dipartimenti competenti del Ministero per l'Europa e gli Affari Esteri a Parigi, che sono in contatto con le loro famiglie ", ha dichiarato una fonte diplomatica all'AFP.

"Abbiamo indagini in corso su questo fenomeno, di cui siamo a conoscenza", ha dichiarato all'AFP la Procura nazionale anticrimine organizzato (Pnaco). "Il nostro obiettivo è identificare i mandanti e le potenziali reti, per comprendere le modalità di questi attraversamenti : come vengono reclutati questi giovani, come vengono coinvolti e se altre persone sono implicate ", ha spiegato la Pnaco.

14 AGOSTO 2026

CANADACANADA. Dopo legalizzazione, donne più propense ad usare cannabis e non antidepressivi

Secondo i ricercatori canadesi affiliati a diverse istituzioni sanitarie e accademiche, le donne sono più propense a dichiarare di aver sostituito o integrato l'uso di antidepressivi prescritti con prodotti a base di cannabis legale dopo la legalizzazione rispetto a prima.

I ricercatori hanno condotto uno studio esaminando i tassi di consumo segnalati sia prima che il Canada adottasse una legge nazionale per la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo nel 2018, sia dopo l'approvazione e l'attuazione di tale legge storica. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Substance Use and Addiction Journal .

"Nonostante il graduale cambiamento nelle politiche e nella percezione pubblica riguardo all'uso di cannabis, esistono poche prove sull'uso combinato di cannabis e antidepressivi, nonché sull'uso comparativo di queste sostanze nelle tre distinte fasi di legalizzazione della cannabis. Abbiamo esaminato i modelli di utilizzo di cannabis e/o antidepressivi nel tempo e abbiamo esplorato le potenziali differenze di genere nelle diverse fasi di legalizzazione", hanno scritto i ricercatori a proposito dell'oggetto della loro ricerca.

Il team di ricercatori ha utilizzato i dati relativi al periodo compreso tra il 2013 e il 2023 provenienti dallo studio Monitor del Centre for Addiction and Mental Health (CAMH), rilevando che "l'uso esclusivo di cannabis è aumentato dal 7,2% al 14,9%, e l'uso combinato di cannabis e antidepressivi è aumentato dall'1,3% al 5,5% tra il periodo precedente e quello successivo alla legalizzazione della cannabis".

Hanno stabilito che l'uso di cannabis al posto degli antidepressivi prescritti "era più diffuso tra le donne nel periodo successivo alla legalizzazione, rispetto al periodo precedente", ma che "in entrambi i sessi, il rischio relativo di utilizzare entrambe le sostanze era significativamente più elevato nel periodo successivo alla legalizzazione".

"Con la legalizzazione e la commercializzazione della cannabis, sembra aumentare la probabilità di utilizzarla al posto degli antidepressivi, soprattutto tra le donne. La crescente tendenza all'uso di entrambe le sostanze potrebbe avere significative implicazioni per la salute pubblica e la pratica clinica, a causa del potenziale rischio di interazioni farmacologiche dannose", hanno concluso i ricercatori.

Secondo le stime dei ricercatori internazionali , fino al cinque percento degli adulti in tutto il mondo soffre di depressione. Le donne hanno maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di depressione rispetto agli uomini, e la diagnosi può arrivare a qualsiasi età. Se tu o qualcuno che conosci soffre di depressione, è molto importante parlarne con il proprio medico.

(ICBC del 10/08/2026)

14 AGOSTO 2026

USAUSA. Indiana in prima linea nella ricerca medica sugli psichedelici

Come riporta Axios, l'Indiana si sta affermando come uno degli stati americani più attivi nella ricerca scientifica sull'uso terapeutico degli psichedelici, un campo che per decenni è rimasto ai margini della medicina ufficiale e che ora vive una nuova stagione di interesse istituzionale.

Al centro di questa svolta vi è il Fondo per la ricerca terapeutica sulla psilocibina, istituito nel 2024 e amministrato dalla Divisione per la Salute Mentale e le Dipendenze dell'Indiana. Il fondo eroga finanziamenti alle istituzioni di ricerca dello stato per studiare la psilocibina — il principio attivo dei cosiddetti "funghi magici" — come possibile trattamento per patologie mentali e altre condizioni mediche. Il parlamento statale ha stanziato 600.000 dollari dal fondo generale per il biennio 2026–27, una cifra che ha sorpreso molti osservatori considerando la tradizionale prudenza politica di uno stato a forte maggioranza repubblicana.

La legge istitutiva è stata promossa dal senatore repubblicano Ed Charbonneau, che ha tenuto a precisare come il provvedimento non intenda legalizzare alcuna sostanza attualmente vietata, ma semplicemente creare le condizioni affinché la ricerca clinica possa avanzare in modo rigoroso e regolamentato. Lo scopo dichiarato è sostenere finanziariamente le università e i centri medici dell'Indiana nello studio della psilocibina come terapia per la salute mentale, con una particolare attenzione a veterani e soccorritori.

Tra le istituzioni coinvolte figurano l'Indiana University e la Purdue University. La dottoressa Leslie Hulvershorn, direttrice del dipartimento di psichiatria della Scuola di Medicina dell'Indiana University, ha sottolineato come condurre questa ricerca localmente consenta di sviluppare brevetti e attrarre investimenti dall'industria farmaceutica. Realizzare una solida base di evidenze scientifiche, ha dichiarato, è fondamentale per ottenere l'approvazione regolatoria e garantire che la terapia assistita da psilocibina risulti efficace e sicura per un utilizzo clinico su larga scala.

La psilocibina è oggetto di studio come possibile trattamento per la depressione resistente alle terapie convenzionali, il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), i disturbi da uso di sostanze e il dolore cronico. Studi condotti presso istituzioni come Johns Hopkins hanno evidenziato una riduzione duratura dei sintomi depressivi anche dopo un solo ciclo di trattamento. A livello federale, la FDA ha riconosciuto alla sostanza lo status di "terapia innovativa" (breakthrough therapy), aprendo di fatto la strada alla ricerca clinica regolamentata.

Il contesto politico attorno agli psichedelici si sta evolvendo rapidamente anche a livello nazionale. Nell'aprile 2026, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per accelerare la revisione degli psichedelici a fini medici, istruendo la FDA a concedere voucher di revisione prioritaria ad alcune aziende impegnate nello studio della psilocibina per la depressione maggiore e del metilon — analogo all'MDMA — per il PTSD. La sostanza rimane classificata come Schedule I a livello federale, ma la pressione scientifica e politica per una rivalutazione cresce di pari passo con i risultati dei trial clinici.

13 AGOSTO 2026

COLOMBIACOLOMBIA. Colombia autorizza operazioni militari USA contro il narco-terrorismo

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato che la Colombia ha dato il via libera alle forze armate americane per condurre operazioni militari sul proprio territorio nell'ambito della lotta al cosiddetto "narco-terrorismo". Secondo quanto riferito da El País English, l'accordo permetterebbe alle forze statunitensi di svolgere missioni congiunte contro i cartelli della droga e i gruppi armati illegali operanti in territorio colombiano.

La dichiarazione arriva dopo un periodo di forti tensioni diplomatiche tra Washington e Bogotà. Nelle settimane precedenti, il presidente colombiano Gustavo Petro aveva rifiutato di accettare voli militari americani trasportanti migranti colombiani deportati dagli Stati Uniti, scatenando una crisi tra i due paesi che aveva portato l'amministrazione Trump a minacciare l'imposizione di dazi e altre misure punitive.

L'intesa annunciata da Hegseth rappresenterebbe dunque un cambio di rotta nelle relazioni bilaterali, con Bogotà che apre le porte a una presenza operativa militare statunitense sul proprio suolo, in un contesto in cui la lotta al traffico di droga e ai gruppi paramilitari rimane una delle priorità dichiarate dell'amministrazione americana.

13 AGOSTO 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Scozia: mille morti l'anno per droga, The Economist chiede un cambio di rotta

La Scozia è uno dei paesi con il più alto tasso di mortalità per droga al mondo. I dati più recenti sono allarmanti: tra dicembre 2025 e febbraio 2026 sono stati registrati 330 decessi sospetti correlati alle sostanze stupefacenti, una media di 25 ogni settimana, con un incremento del 31% rispetto al trimestre precedente e del 16% rispetto allo stesso periodo del 2024. A fotografare questa emergenza è il rapporto RADAR di Public Health Scotland pubblicato nell'aprile 2026.

Su questo sfondo, The Economist torna ad analizzare la crisi scozzese delle droghe chiedendosi come porvi rimedio. La risposta del settimanale britannico è netta: l'attuale approccio punitivo è inefficace e occorre un cambio di paradigma radicale, che tratti la dipendenza come un problema di salute pubblica anziché come una questione penale.

Tra le soluzioni proposte figurano la depenalizzazione del consumo personale, l'istituzione di sale di consumo sicuro supervisionato e una più ampia disponibilità di trattamenti farmacologici come il metadone e il naloxone. Quest'ultimo, capace di bloccare gli effetti di una overdose da oppioidi, è già distribuito in Scozia ma non in misura sufficiente rispetto all'entità del problema.

La crisi colpisce soprattutto gli uomini in età lavorativa: l'83% delle vittime ha meno di 55 anni, la fascia 45-54 anni è quella più colpita (35% dei casi), seguita dai 35-44enni (28%). Tre quarti dei decessi riguardano uomini. Solo a Greater Glasgow tra dicembre 2025 e febbraio 2026 si sono registrati 62 decessi sospetti.

A complicare ulteriormente il quadro è la comparsa di nuove sostanze sintetiche: i nitazeni, oppioidi sintetici molto più potenti dell'eroina, sono stati rilevati nell'11% dei casi di tossicologia post-mortem nell'ultimo trimestre del 2025. Le autorità sanitarie scozzesi hanno emesso allerte specifiche che restano tuttora attive.

The Economist critica l'inerzia politica e guarda ai modelli adottati in altri paesi europei che, trattando la dipendenza come una patologia anziché come un crimine, sono riusciti a ridurre significativamente i decessi. Il riferimento è in particolare all'approccio portoghese, che ha trasformato in profondità i risultati in termini di vite salvate. In Scozia, al contrario, le competenze sulle leggi in materia di droga restano in capo a Westminster, il che ha finora impedito alle autorità scozzesi di sperimentare soluzioni più avanzate, come le drug consumption room.

12 AGOSTO 2026

GEORGIAGEORGIA. Spazi sicuri e naloxone sfidano le leggi antidroga tra le più dure al mondo

In Georgia alcune organizzazioni della società civile resistono a una delle legislazioni antidroga più severe al mondo, costruendo spazi sicuri per i consumatori di sostanze stupefacenti e distribuendo kit di naloxone per prevenire le overdose fatali.

Lo riporta OC Media, testata indipendente specializzata nel Caucaso del Sud.

Gli operatori di queste organizzazioni vengono spesso definiti, anche da chi li frequenta, "soldati che salvano vite": lavorano in un contesto legale ostile, in cui anche il semplice possesso di quantità minime di droga può comportare l'arresto e pesanti sanzioni penali. Nonostante le politiche repressive del governo, questi gruppi cercano di raggiungere le fasce di popolazione più vulnerabili, offrendo assistenza sanitaria di base, supporto psicologico e strumenti concreti di riduzione del danno.

La Georgia è nota per avere una delle normative antidroga più rigide d'Europa e del mondo: fino a tempi recenti, anche la positività a un test antidroga poteva essere perseguita penalmente. In questo quadro, distribuire naloxone — il farmaco salvavita che inverte gli effetti delle overdose da oppioidi — o gestire spazi a bassa soglia per i consumatori equivale, agli occhi della legge, a muoversi in una zona grigia o apertamente illegale.

Le organizzazioni di riduzione del danno descritte dall'articolo operano spesso in condizioni di semi-clandestinità, per timore di ritorsioni legali nei confronti degli operatori stessi. Eppure continuano a svolgere un lavoro che le strutture sanitarie pubbliche non riescono — o non vogliono — garantire alle persone dipendenti da sostanze.

Il caso della Georgia caucasica è emblematico di una tensione irrisolta in molti paesi: da un lato le politiche di "guerra alla droga", dall'altro l'evidenza scientifica che i programmi di riduzione del danno — distribuzione di naloxone, scambio di siringhe, spazi di consumo sorvegliato — salvano vite e riducono la diffusione di malattie infettive come HIV ed epatite C, senza aumentare il consumo di sostanze nella popolazione generale.

12 AGOSTO 2026

USAUSA. Cartello CJNG accusato di traffico d'armi dalla Repubblica Ceca in cambio di droga

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha spiccato atti d'accusa contro quattro presunti affiliati del cartello messicano Jalisco Nueva Generación (CJNG), uno dei gruppi criminali più potenti e pericolosi del Messico, accusati di aver tentato di acquistare armi militari dalla Repubblica Ceca in cambio di stupefacenti. Come riporta TVP World, i quattro sono stati arrestati in territorio ceco nel giugno 2026.

Secondo le accuse, nel febbraio 2026 due degli indagati — Edgar Alejandro Lopez Velasco, 44 anni, e Noe Diaz Jimenez, 33 anni — avrebbero trattato l'acquisto di armamenti militari dalla Repubblica Ceca da trasferire in Messico, con l'obiettivo dichiarato di usarli contro cartelli rivali, civili, forze di polizia e personale militare messicano. L'arsenale negoziato comprendeva mitragliatrici europee di vario tipo, lanciarazzi, lanciamortai, munizioni e altri ordigni.

Il pagamento per le armi sarebbe avvenuto in natura: fentanyl e metanfetamina destinati alla distribuzione negli Stati Uniti. Gli altri due imputati sono Jose Miguel Alvarado Morales, 23 anni, che avrebbe agito come rappresentante di un alto dirigente del CJNG, e Leobardo Gaxiola Lopez, 63 anni, detto "Bado", accusato di aver operato come intermediario per affari di droga e armamenti.

Due degli imputati, Lopez Velasco e Alvarado Morales, sono già stati estradati negli Stati Uniti e sono comparsi davanti a un tribunale di Tampa, in Florida. Per Diaz Jimenez e Gaxiola Lopez l'estradizione è ancora in corso. I quattro rispondono di cospirazione per traffico di droga e di armi, nonché di altri reati che prevedono la pena massima dell'ergastolo. Per Lopez Velasco e Diaz Jimenez le accuse includono anche cospirazione per narcoterrorismo e supporto materiale al terrorismo.

Nel quadro delle indagini, le autorità messicane hanno smantellato il laboratorio di oppioidi sintetici gestito da Diaz Jimenez a Zapopan, nello stato di Jalisco, il 12 giugno scorso. Il CJNG è classificato dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera ed è ritenuto responsabile, oltre che del traffico di droga su larga scala, di estorsioni, contrabbando di migranti e furti di petrolio e minerali in Messico.

12 AGOSTO 2026

COSTARICACOSTARICA. Costa Rica e turismo cannabis: opportunità e rischi legali per i viaggiatori

Il Costa Rica si sta affacciando con crescente interesse al segmento del turismo legato alla cannabis, ma tra normativa ancora incompleta e leggi penali in vigore, i rischi per i visitatori restano concreti e seri. Come riporta The Traveler, il paese si sta posizionando come la destinazione più "cannabis-curiosa" dell'America Centrale, trainato da nuove regole su prodotti medici e canapa industriale che alimentano aspettative di una nicchia redditizia nel settore del benessere e del turismo naturalistico.

Nel marzo 2022, il Costa Rica ha approvato formalmente la cannabis medica e la canapa industriale con la Legge 10113, definendo un quadro per la coltivazione, la trasformazione e la distribuzione. Tuttavia, le pubblicazioni governative legate alla sua attuazione si concentrano principalmente sulle licenze agricole, sugli standard farmaceutici e sul potenziale di esportazione, più che su un'apertura verso i turisti.

Il divario tra le promesse della legge e la situazione sul campo è significativo: il paese ha deliberatamente limitato la legalizzazione ai canali medici e industriali. Qualsiasi futura apertura verso un sistema ricreativo regolamentato richiederebbe modifiche legislative, una regolamentazione estesa e un consenso politico oggi ancora lontano. Fino ad allora, il turismo legato alla cannabis può svilupparsi solo entro i confini della legge vigente, che non consente vendite ricreative in stile dispensary né spazi di consumo aperti pensati per i visitatori.

La distanza tra legge formale e pratica quotidiana genera però segnali contrastanti per chi viaggia. In alcune zone turistiche e di vita notturna, i visitatori riferiscono di ricevere offerte informali di cannabis o derivati — come vaporizzatori e caramelle gommose — spesso a prezzi elevati e senza alcuna garanzia su potenza, contaminanti o liceità. L'assenza di controlli visibili in questi contesti può creare una falsa sensazione di tolleranza ufficiale.

I rischi, però, non si fermano a quelli legali. I rapporti sulla sicurezza per i visitatori segnalano che le stesse reti che forniscono cannabis possono essere coinvolte in estorsioni, rapine e violenti conflitti territoriali. Gli analisti avvertono che i turisti che si rivolgono a spacciatori sconosciuti non solo rischiano l'arresto, ma si espongono a truffe e, in alcuni casi, ad aggressioni fisiche. Sono stati documentati episodi in cui visitatori sono stati attirati in luoghi isolati con la scusa di acquistare sostanze, per poi essere derubati o aggrediti.

Sul piano pratico, l'accesso alla cannabis medica è precluso ai turisti stranieri, che non possono acquistarla legalmente senza una prescrizione medica costaricana — un requisito difficilmente soddisfabile durante un soggiorno breve. Il mercato ricreativo legale semplicemente non esiste: qualsiasi vendita al di fuori del canale medico è considerata reato penale.

12 AGOSTO 2026

NEPALNEPAL. Cannabis terapeutica. Provincia nepalese legalizza

La provincia nepalese di Gandaki ha ufficialmente autorizzato la coltivazione di cannabis a fini medici e industriali. La legge provinciale, entrata in vigore questa settimana dopo aver ricevuto l'approvazione definitiva dalle autorità provinciali, segna la prima volta che una provincia nepalese adotta un quadro normativo di questo tipo, nonostante il divieto a livello nazionale.

Gandaki diventa la prima provincia nepalese a regolamentare la cannabis terapeutica.

La nuova legislazione autorizza la coltivazione della cannabis esclusivamente per scopi medici e industriali . Gli agricoltori e le imprese dovranno ottenere un'autorizzazione preventiva dalle autorità provinciali, mentre la coltivazione sarà consentita solo in aree designate dal governo, sotto stretta supervisione ufficiale.

Il disegno di legge, presentato dal Ministro dell'Industria e del Turismo Yasodha Rimal , è stato approvato all'unanimità dall'Assemblea provinciale di Gandaki dopo mesi di consultazioni con esperti, comunità locali e operatori del settore. Secondo le autorità provinciali, questo quadro normativo mira a stabilire una filiera di approvvigionamento rigorosamente controllata, piuttosto che ad aprire le porte all'uso ricreativo.

Tra le sue disposizioni principali, la legge prevede che tutti i prodotti a base di cannabis siano sottoposti a test chimici obbligatori prima di essere venduti o lavorati. Le autorità possono istituire laboratori specializzati o avvalersi di istituzioni già esistenti per condurre tali analisi. La legislazione include anche misure per prevenire l'abuso e sostenere le iniziative di riabilitazione.

Limiti rigorosi per il THC e controllo governativo

La provincia di Gandaki ha optato per un approccio relativamente restrittivo. La legge limita il contenuto di THC a meno del 3% , indirizzando così la coltivazione verso varietà destinate ad applicazioni mediche e industriali piuttosto che verso la produzione di varietà ad alto contenuto di THC.

Qualsiasi progetto di coltivazione richiederà un'autorizzazione ufficiale e un monitoraggio continuo. I funzionari provinciali affermano che queste misure di sicurezza sono necessarie per conformarsi al quadro giuridico vigente in Nepal, che continua a criminalizzare la coltivazione, il possesso e la distribuzione non autorizzati di cannabis in tutto il paese.

La legislazione nazionale rimane invariata. In tutto il Nepal, i reati legati alla cannabis continuano a essere punibili con pene detentive che vanno da un mese a dieci anni, a seconda della quantità coinvolta. Sebbene il Ministero degli Interni abbia studiato negli ultimi anni possibili procedure di regolamentazione , non è stato ancora adottato alcun quadro normativo nazionale.

Una provincia che punta sul suo potenziale agricolo

I funzionari provinciali ritengono che la provincia di Gandaki offra vantaggi significativi per la coltivazione regolamentata della cannabis. Il ministro Yasodha Rimal ha sottolineato la geografia e il clima della regione, descrivendoli come particolarmente adatti a questa coltura.

Secondo il governo provinciale, la cannabis richiede relativamente poca acqua, può essere coltivata senza pesticidi ed è meno vulnerabile ai parassiti agricoli come le scimmie, un problema ricorrente per gli agricoltori nepalesi. I funzionari sostengono inoltre che questa coltura richiede meno manodopera e offre potenzialmente rese più elevate, risultando quindi attraente per le comunità rurali degli undici distretti della provincia.

I sostenitori di questa iniziativa vedono nella cannabis anche un'opportunità per diversificare la produzione agricola e creare una nuova attività economica basata su fibre e materie prime medicinali, piuttosto che su prodotti psicoattivi.

Uno sviluppo più ampio in Nepal

L'adozione di questa legge riflette il più ampio dibattito attualmente in corso in Nepal . Un tempo rinomato a livello internazionale per la coltivazione della cannabis, il Paese ha vietato la coltivazione e il commercio della pianta nel 1976 , dopo aver aderito al movimento globale contro gli stupefacenti. Da allora, la cannabis è rimasta illegale, sebbene conservi un ruolo importante in alcune tradizioni religiose e culturali.

Negli ultimi anni è aumentata la pressione per una revisione della legislazione . Prima dell'adozione della legge di Gandaki, i leader provinciali avevano già sostenuto che la coltivazione regolamentata avrebbe potuto generare opportunità economiche pur rimanendo focalizzata sugli usi medici e industriali.

In altre zone del paese, anche il comune di Ilam ha avviato con cautela una produzione regolamentata di canapa attraverso un programma pilota strettamente supervisionato, limitato alla coltivazione di fibre .

Sebbene la legge di Gandaki non annulli il divieto nazionale in Nepal, essa stabilisce comunque un precedente significativo.

(Newsweed)

12 AGOSTO 2026

USAUSA. Otto anni dopo la legalizzazione, il consumo di cannabis in California non è aumentato

Contrariamente alle aspettative, il lancio del mercato legale della cannabis a scopo ricreativo in California non ha portato a un aumento costante dei consumi. Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Cannabis Research , la percentuale di adulti che consumano cannabis è rimasta pressoché invariata dall'apertura del mercato della cannabis per adulti nel 2018.

Ciò che è cambiato, tuttavia, è il modo in cui i californiani consumano cannabis: i prodotti commestibili a base di cannabis stanno guadagnando popolarità, mentre il fumo continua a diminuire.

Il consumo di cannabis è rimasto notevolmente stabile dal 2018.

La California è stato uno dei primi stati americani a legalizzare la cannabis per uso ricreativo, dopo che gli elettori hanno approvato la Proposition 64 nel 2016. Le vendite al dettaglio sono iniziate ufficialmente all'inizio del 2018, sollevando interrogativi sul fatto che un accesso legale più facile avrebbe portato a un aumento significativo dei consumi.

Nel 2017, l'anno precedente all'apertura dei negozi autorizzati, il consumo di cannabis tra gli adulti si attestava al 22,1%. Nel 2024, questa cifra aveva raggiunto il 23,5%, una differenza che i ricercatori hanno ritenuto non statisticamente significativa.

Un trend simile si è osservato anche per i consumi dei periodi precedenti. I consumi sono aumentati dal 14,5% nel 2017 al 17,7% nel 2018, in concomitanza con l'apertura del mercato al dettaglio legale, per poi diminuire gradualmente. Nel 2024, i consumi del mese precedente erano scesi nuovamente al 15,4%, tornando quasi ai livelli pre-apertura.

Complessivamente, i ricercatori stimano che circa un adulto californiano su quattro abbia dichiarato di aver fatto uso di cannabis nell'ultimo anno, mentre circa uno su sei ha dichiarato di averne fatto uso nel mese precedente, durante l'intero periodo di studio.

L'arrivo dei negozi al dettaglio non ha quindi portato a un aumento duraturo del numero di consumatori.

Perché la legalizzazione non ha portato a un aumento costante

Gli autori sostengono che la storia della California contribuisca a spiegare questi risultati. Ben prima della legalizzazione dell'uso ricreativo, lo stato possedeva già un vasto sistema di cannabis terapeutica, istituito in seguito all'adozione della Proposition 215 nel 1996. Allo stesso tempo, un mercato illecito altamente sviluppato garantiva da tempo un ampio accesso ai prodotti a base di cannabis.

Poiché la cannabis era già facilmente reperibile prima del 2018 , l'ampliamento dell'accesso legale alla vendita al dettaglio potrebbe aver semplicemente modificato le abitudini di acquisto anziché attrarre un gran numero di nuovi consumatori.

I ricercatori spiegano inoltre che la crescente disponibilità di prodotti psicoattivi derivati ​​dalla canapa al di fuori del mercato regolamentato della cannabis potrebbe aver influenzato i modelli di consumo in un modo che non è stato preso in considerazione dall'indagine.

I consumatori non usano la cannabis più spesso

Lo studio si proponeva inoltre di stabilire se i consumatori abituali avessero iniziato a utilizzare la cannabis con maggiore frequenza dopo la legalizzazione della vendita al dettaglio. Anche in questo caso, sono state osservate poche variazioni.

Tra coloro che hanno dichiarato di aver fatto uso di cannabis nel mese precedente, il consumo è rimasto concentrato alle due estremità dello spettro per tutta la durata dello studio. Circa il 40% ha riferito di averne fatto uso da uno a cinque giorni al mese, mentre circa il 37% ne ha fatto uso per almeno 20 giorni al mese.

I modelli di consumo intermedi sono rimasti molto meno diffusi e la distribuzione complessiva è rimasta stabile tra il 2019 e il 2024.

Questi risultati suggeriscono che, sebbene il mercato californiano regolamentato sia giunto a maturazione, tale sviluppo non è stato accompagnato da un aumento dei consumi tra le persone che già consumano cannabis.

I prodotti commestibili continuano ad essere utilizzati come sostituto della cannabis fumata.

Lo studio ha evidenziato cambiamenti significativi e interessanti nei modelli di consumo nei paesi in cui vige ancora il proibizionismo. Il fumo rimane il metodo di consumo di cannabis più diffuso, ma la sua prevalenza è diminuita considerevolmente.

La percentuale di consumatori che dichiarano di utilizzare spinelli, pipe o bong è diminuita da oltre il 71% nel 2019 a poco più del 58% nel 2024. Allo stesso tempo, i prodotti edibili hanno registrato una crescita significativa, passando da circa il 40% dei consumatori a oltre il 53% nello stesso periodo.

Altri metodi di consumo hanno registrato variazioni relativamente limitate. Lo svapo è rimasto stabile durante tutto lo studio, mentre il dabbing ha mostrato una leggera diminuzione che non ha raggiunto la significatività statistica.

Gli autori suggeriscono che la crescente diversità di prodotti sul mercato legale californiano, unita a una maggiore consapevolezza dei rischi per la salute associati alla combustione , potrebbe contribuire a questo graduale abbandono del fumo.

Le cliniche sono ora la principale fonte di approvvigionamento

Il mercato legale sembra essere diventato la principale fonte di cannabis per la maggior parte dei consumatori. Tra i consumatori che hanno fatto uso di cannabis nell'ultimo mese e sono stati intervistati tra il 2021 e il 2024, circa il 77% ha dichiarato di averla acquistata presso un dispensario.

Amici e familiari sono rimasti la seconda fonte più comune, mentre i servizi di consegna hanno rappresentato una quota molto minore. La coltivazione domestica e gli acquisti online hanno costituito solo una parte limitata delle forniture segnalate.

Gli anziani sono il motore del più grande cambiamento demografico.

Sebbene i consumi complessivi a livello statale siano rimasti sostanzialmente invariati, alcuni gruppi demografici hanno mostrato andamenti diversi. Gli aumenti più significativi si sono registrati tra gli adulti di mezza età e gli anziani.

Il consumo di cannabis nell'ultimo mese è aumentato significativamente tra le persone di età compresa tra i 40 e i 59 anni, passando dal 10,7% del 2017 al 14,5% del 2024.

Un incremento relativo ancora più marcato è stato osservato negli adulti di età pari o superiore a 75 anni, nei quali la prevalenza è più che raddoppiata durante il periodo di studio, passando dal 2,4% al 5,5%.

Al contrario, i ricercatori non hanno riscontrato alcun aumento significativo tra gli adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni , nonostante le frequenti preoccupazioni che la legalizzazione potesse incoraggiare un maggiore consumo tra i giovani adulti.

Lo studio ha inoltre evidenziato tendenze relativamente stabili in base al genere, mentre le variazioni tra i gruppi razziali ed etnici sono risultate modeste.

Un mercato di maggiorenni, piuttosto che un mercato in rapida crescita.

Nel complesso, questi risultati delineano un mercato della cannabis californiano che ha continuato ad evolversi senza tuttavia alterare in modo sostanziale la diffusione complessiva del consumo da parte degli adulti.

Anziché stimolare una crescita sostenuta dei consumi, il mercato legale sembra aver influenzato le modalità di approvvigionamento e consumo della cannabis da parte dei consumatori. I dispensari autorizzati sono diventati il ​​principale canale di vendita al dettaglio, mentre i prodotti edibili continuano a guadagnare popolarità a scapito dei prodotti da fumo.

Gli autori chiariscono che lo studio non può stabilire relazioni dirette di causa-effetto perché si basa su dati provenienti da ripetute indagini trasversali. Sottolineano inoltre che i cambiamenti nella metodologia di indagine, la pandemia di COVID-19 e le normative locali disomogenee in materia di vendita al dettaglio in California potrebbero aver influenzato i risultati. Più della metà delle giurisdizioni della California vieta ancora le attività commerciali legate alla cannabis, limitando l'accesso legale in molte parti dello stato.

Ciononostante, questo studio offre una delle valutazioni a lungo termine più chiare sulle tendenze di consumo dall'inizio delle vendite al dettaglio tra adulti. Otto anni dopo l'arrivo della cannabis legale sugli scaffali dei negozi, i dati suggeriscono che il mercato legale della cannabis in California è diventato più sofisticato e diversificato, ma senza una crescita sostanziale del numero di adulti che scelgono di consumare cannabis.

(Newsweed)

11 AGOSTO 2026

AMERICHE. Ketamina: il traffico si espande in tutta l'America Latina

Un numero crescente di paesi dell'America Latina e dei Caraibi segnala casi di traffico di ketamina. È quanto emerge da un'analisi di InsightCrime, che descrive un cambiamento nei mercati della droga della regione, trainato dalla diffusione di cocktail di droghe sintetiche e da catene di approvvigionamento sempre più frammentate e difficili da monitorare.

Tra i casi più recenti documentati, il 3 agosto la Procura regionale di Arica, in Cile, ha condannato 17 presunti membri di un'organizzazione che trafficava ketamina dal Perù al Cile. Secondo le indagini, le spedizioni attraversavano il confine Tacna-Arica utilizzando corrieri che entravano nel paese a piedi, per poi essere trasportati su voli domestici e rifornire i mercati della droga nella Regione Metropolitana di Santiago.

Poche settimane prima, il 13 luglio, il Tribunale di Arica aveva confermato le condanne a carico di 18 membri di un altro gruppo dedito al contrabbando di ketamina tra i due paesi, composto da cittadini peruviani, cileni, venezuelani ed ecuadoriani. Secondo i media locali, alcuni degli imputati avrebbero avuto legami con il gruppo criminale ecuadoriano noto come i Lobos, sebbene le autorità non abbiano fornito ulteriori dettagli in merito.

In Costa Rica, secondo quanto riferito dagli esperti citati da InsightCrime, l'acquisto e la distribuzione di ketamina sono gestiti principalmente da bande dedicate esclusivamente alla vendita al dettaglio di droga, con scarso coinvolgimento di organizzazioni criminali legate al traffico internazionale di altre sostanze stupefacenti.

Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione dei mercati illeciti latinoamericani, dove la domanda di droghe sintetiche — ketamina inclusa — è in aumento, spesso in combinazione con altre sostanze, rendendo più complessa l'azione di contrasto delle forze dell'ordine rispetto alle tradizionali droghe di origine vegetale.

11 AGOSTO 2026

AMERICHE. Brasile e America Latina: la criminalità organizzata fa affari (anche) legali

La criminalità organizzata in Brasile e nel resto dell'America Latina ha compiuto un'evoluzione profonda: non si limita più al traffico di droga, ma ha esteso i propri tentacoli nell'economia legale, infiltrandosi in settori come la logistica, la finanza, il mercato immobiliare e persino l'erogazione di servizi municipali. A riportarlo è Brazzil, testata specializzata nel monitoraggio delle dinamiche politiche e sociali brasiliane.

Le organizzazioni criminali della regione — a partire dai due gruppi più potenti del Brasile, il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV) — hanno diversificato le proprie attività ben oltre il narcotraffico. Secondo quanto documentato da analisti e forze dell'ordine, queste organizzazioni combinano ormai il traffico di stupefacenti con l'estrazione illegale di oro, il contrabbando di carburante, il riciclaggio attraverso il settore finanziario e la manipolazione dei sistemi di pagamento digitale.

Il caso più emblematico è l'Operazione Carbono Oculto del 28 agosto 2025, in cui oltre 1.400 agenti delle forze dell'ordine brasiliane sono stati dispiegati in otto stati in quella che le autorità hanno definito la più grande operazione contro la criminalità organizzata nella storia del paese. L'obiettivo era una vasta rete di riciclaggio di denaro che coinvolgeva organizzazioni criminali e il settore finanziario.

Operazioni successive, nell'autunno 2025, hanno poi smascherato l'infiltrazione del PCC nella catena di distribuzione dei carburanti: indagini nelle province di San Paolo e nella Baixada Santista hanno portato all'esecuzione di decine di mandati contro individui e società del settore petrolifero, con sospetti titolari di 33 stazioni di servizio collegate all'organizzazione criminale.

La commistione tra economia lecita e illecita serve a più scopi: proteggere i proventi del crimine dagli "shock investigativi" — come i blitz antidroga — garantirsi la complicità di funzionari corrotti e radicarsi più saldamente nelle economie locali. In alcune aree, queste organizzazioni arrivano persino a svolgere funzioni para-statali: impongono regole, risolvono controversie, erogano servizi di base. Un sondaggio del 2025 condotto in 18 paesi ha rilevato che il 13% degli intervistati — circa 80 milioni di persone — ha dichiarato che i gruppi criminali locali garantiscono ordine o riducono la criminalità nelle proprie comunità.

Il fenomeno è confermato anche dai dati: in Brasile, i sequestri di droga sono aumentati del 40% nello stato del Pará nel solo 2025, mentre il settore fintech è sempre più sfruttato dalle reti criminali per movimentare denaro sporco. Parallelamente, negli stessi mesi, operazioni a Rio de Janeiro hanno portato al congelamento di circa 60 milioni di real in beni immobili e asset finanziari riconducibili alle fazioni criminali.

Sul fronte normativo, il Brasile ha risposto nel 2026 con un pacchetto legislativo significativo: la Legge n. 15.358/2026 (cosiddetta "Legge Anti-Fazioni") ha esteso la responsabilità penale alle persone giuridiche e rafforzato i programmi di compliance aziendale, mentre la Legge n. 15.402/2026 ha ampliato i poteri di sequestro e confisca dei beni nei casi di criminalità organizzata.

La sfida per le autorità resta però strutturale: distinguere le attività criminali da quelle legali è sempre più difficile, e le indagini richiedono competenze finanziarie oltre che investigative tradizionali.

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