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10/09/2026 – 16/09/2026
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L'Italia frena mentre il resto d'Europa accelera, e la forbice delle disuguaglianze si allarga: il 5% più ricco possiede metà del paese. Parallelamente, intelligenza artificiale e criptovalute emergono come sfide nuove, dove opportunità di guadagno convivono con rischi ancora poco regolamentati. Dalle frodi finanziarie ai conflitti di interesse negli investimenti alternativi, il quadro rimane quello di un consumatore italiano poco protetto, circondato da normodotati che gestiscono il suo risparmio.
In questo numero
EDITORIALI
→  Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?
→  Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla
→  Editoriale. Leggiamo l’andamento dell’economia italiana
ARTICOLI
→  Lo Stato dell'Unione. Von der Leyen: 'Vogliono frantumare l'Ue, lottiamo per la nostra Europa'
→  Una scommessa potrebbe non essere gioco d'azzardo: il dilemma dei mercati di previsione
→  L'equity crowdfunding per le start-up: profili di responsabilità del Gestore e riflessioni per gli investitori
→  Buoni postali prescritti e mancata consegna del FIA. Cassazione: non rimborsabili
→  Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 16/09/2026
→  L'intelligenza artificiale e quella - scarsa - delle superpotenze
→  Osservatorio disservizi da 8 a 14 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Il ceo di Anthropic sostiene che il settore IA deve dare tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi
→  Bonus-carburanti. Malus-governo
→  Tassi Bce più costosi. L’economia frena. E’ necessario?
→  L’Europa ha capito Draghi, ma non riesce a fare quello che dice
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Inflazione. Istat conferma +3,3% per agosto
→  ITALIAITALIA. Antitrust apre istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps
→  ITALIAITALIA. Giustizia. I tempi delle sentenze penali. Focus de IlSole24Ore
→  ITALIAITALIA. Disuguaglianze record: le famiglie crescono meno dell'Europa ma il 5% più ricco possiede metà Paese
→  USAUSA. Bitcoin ha perso quasi il 50% e sarebbe diventato 'noioso'
→  USAUSA. Bitcoin: Satoshi sarebbe un narco in carcere
→  MONDOMONDO. Il bitcoin torna sopra 80.000 dollari, ai massimi da tre mesi. Ecco perché e dove può arrivare
→  U.E.U.E.. Nove milioni di voti per le prossime banconote
→  USAUSA. Bond a 10 anni al 5%: mutui oltre il 7%
→  MONDOMONDO. Oggi 15 dicembre
→  ITALIAITALIA. Privacy, multa da 5,5 milioni a BBVA per messaggi promo nonostante il no
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Revolut, dati clienti finiti a una falsa agenzia governativa
→  USAUSA. Scommesse su trial clinici: esperti chiedono il divieto
→  CANADACANADA. Carney scommette sul fatto che i più grandi investitori del mondo stiano puntando sul Canada
→  GERMANIAGERMANIA. L'affermazione elettorale dell'Afd e le prospettive finanziarie
→  USAUSA. L’Ai è un danno per l’umanità? Crollano i titoli virtuali di Claude e ChatGPT
→  USAUSA. Amazon nel mirino: class action sui dazi Trump non rimborsati... e le azioni crollano
→  U.E.U.E.. ESMA avverte: Polymarket e Kalshi senza autorizzazione per operare in UE
→  MESSICOMESSICO. Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli
→  REGNO UNITOREGNO UNITO. Le criptovalute tra le prime minacce economiche secondo l'Agenzia Anticrimine
→  ITALIAITALIA. Italiani, 901,8 miliardi fermi sui conti correnti: quanto si perde ogni anno
→  ITALIAITALIA. Abusivismo finanziario: Consob oscura altri 11 siti, totale a 1.816
→  ITALIAITALIA. Tassi Bce in crescita. Lo scenario della Fabi-bancari
→  U.E.U.E.. Bce aumenta i tassi un quarto di punto: 2,50%
→  ITALIAITALIA. Nota Istat sull’andamento dell’economia italiana. Luglio - Agosto 2026
LETTERE
→  Fondi d'investimento: spese di gestione nascoste, come verificarle
→  Polizza vita Allianz ex Eurovita: conviene completare il piano di versamenti?
→  Firma digitale obbligatoria in banca: quali diritti per anziani e disabili senza cellulare
→  Libretto postale del 1946 ritrovato: come verificare se è ancora valido
EDITORIALI
15 SETTEMBRE 2026

Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?

· di Vincenzo Donvito Maxia

Se dicessimo che una gigantesca minaccia esistenziale alla sicurezza, prosperità economica e tutta la vita umana incombe sulla Terra, è altamente probabile che in tanti penserebbero all’intelligenza artificiale.

Le ultime dichiarazioni, talvolta anche chiacchiere, di esperti di tecnologia prefigurano un limite di una decina d’anni oltre i quali l’umanità sarebbe spazzata. Dopo le prime “timide avvisaglie” è arrivata la “bomba” del ceo di Anthropic, Dario Amodei, che ha avvertito che entro sei-dodici mesi l'IA potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti che potrebbero prendere il controllo dell'intera internet…. e da qui all’umanità intera il passo sarebbe breve.

Una dichiarazione apocalittica che ha scatenato una vera e propria isteria, anche finanziaria, con l’aggiunta del presidente Usa che, non condividendo la frenata ha ricordato che “Gli Usa sono in vantaggio nell’AI, non uccidete la gallina dalle uova d’oro”.

Ma c'è un grosso problema: tutta la nostra attenzione è assorbita dal potenziale rischio di estinzione rappresentato da ChatGPT, Claude, Gemini e gli altri. Corriamo il pericolo di dimenticare la minaccia ben più grande per tutta la vita sulla Terra, quella che conosciamo da oltre un secolo e che si sta già manifestando sotto i nostri occhi in ogni continente e in ogni paese: il collasso climatico.

Chiunque abbia nutrito dubbi che il riscaldamento globale possa cambiare radicalmente il nostro pianeta e il nostro stile di vita (coi negazionisti diventati ultimamente molto silenziosi), ha potuto ricredersi quest'estate. Temperature estreme ed eventi meteorologici hanno devastato interi Paesi, causando siccità e carestie, inondazioni mortali, frane e incendi. Minacce concrete, quantificabili e reali per la vita umana, a differenza dei rischi nebulosi dei modelli linguistici complessi. L’Europa quest’estate è bruciata e comunità di tutto il mondo sono state devastate da inondazioni estreme, e un evento climatico catastrofico è alle porte, l’interruzione dell’Amoc (di cui la corrente del Golfo è parte): il "capovolgimento meridionale della circolazione atlantica” che distribuisce il calore dai tropici all’Atlantico settentrionale. Se l’Amoc si fermerà (probabilità ora data al 50%) le conseguenze saranno disastrose: aumento del livello del mare sulla costa orientale degli Stati Uniti e crollo delle temperature medie invernali nell’Europa settentrionale; drastici cambiamenti nei cicli dell’acqua dell’Amazzonia che scatenerebbero reazioni a catena fino al collasso della foresta pluviale, innescando ulteriori disastri; oltre all’innalzamento della temperatura antartica di circa sei gradi e il rilascio di un’enorme quantità di anidride carbonica attualmente immagazzinata nell’oceano Antartico. Nel frattempo è in arrivo il super El Nino, che non è solo una notizia per Paesi disgraziati, ma coinvolge da subito anche l’Italia.

Tra le migliaia di studi, convegni a tutti i livelli, facciamo al momento tesoro di quanto ha affermato già qualche tempo fa il dottor Luke Kemp, autore principale dello studio “Climate Endgame" e ricercatore presso il Centre for the Study of Existential Risk di Cambridge . "Il cambiamento climatico ha giocato un ruolo in ogni evento di estinzione di massa. Ha contribuito alla caduta di imperi e ha plasmato la storia." Sebbene gli eventi meteorologici estremi – che si verificano già con maggiore frequenza – siano motivo di grande preoccupazione, ha aggiunto, "i percorsi verso il disastro" non si limitano agli impatti diretti delle alte temperature. "Effetti a catena come crisi finanziarie, conflitti e nuove epidemie potrebbero innescare altre calamità e ostacolare la ripresa da potenziali disastri come una guerra nucleare".

Cosa sta accadendo nel mondo in questi ultimi anni? Non più solo guerre ”lontane”, da titoli di coda dei notiziari, ma eventi con ricadute sulla nostra vita quotidiana (i carburanti vale come esempio per tutto). Non solo. Dall'Ue agli Usa, passando per l’Italia e tanti altri Paesi, si stanno ridimensionando attenzione e rimedi al cambiamento climatico.

11 SETTEMBRE 2026

Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla

· di Vincenzo Donvito Maxia

La morte di Emma Bonino è occasione perché dovunque si ricordi il suo operato politico militante ed istituzionale. Che non è cosa da poco per un Paese che, dagli anni 70 del secolo scorso, si è svegliato riconoscendo validità alle individualità soprattutto grazie alla Bonino. Paese che barcolla e che, negli ultimi tempi, almeno per coloro che si esprimono (meno del 50%, mediamente) non è scevro da rimettere in discussione questi diritti e libertà. Uno per tutti: il diritto ad abortire.

Occasione che vale per tutto quello che compone una democrazia “liberale”, come dovrebbe essere la nostra. Dall’economia alle libertà individuali. Questa democrazia ha una caratteristica che non va mai dimenticata: niente deve essere dato per scontato e deve essere sempre difeso ed affermato.

In economia, si pensi ad alcuni processi di monopolizzazione in atto come Poste/Tim per le telecomunicazioni, Intesa/Mps per il risparmio, le tante aziende cosiddette partecipate che gestiscono i servizi pubblici locali e regionali. Nonché l’ignavia di amministrazioni centrali e locali a riconoscere e rendere fattibile il diritto alla casa/abitare.

Per le libertà, oltre al già ricordato aborto, si pensi a quella di stampa, di informazione con quella di Stato che fa concorrenza a quella privata in conflitto di abuso di posizione dominante, di espressione che è disciplinata da ordini professionali di stampo fascista e dai divieti per intere fette di popolazione per poterne fruire (divieto social ai minori è punta d’iceberg).

Beh, quando muore una come Bonino, come qualche anno fa accadde per Marco Pannella, crediamo sia necessario che ognuno si fermi un attimo a riflettere per partire subito dopo. Tutto questo non ci è caduto come l’acqua dal cielo, ma è stato frutto di consapevolezza e tenacia che, auspichiamo, non debba solo essere appannaggio di presunto eroi, ma di ogni cittadino.

10 SETTEMBRE 2026

Editoriale. Leggiamo l’andamento dell’economia italiana

· di Vincenzo Donvito Maxia

La nota Istat sull’andamento dell’economia italiana nei mesi di luglio e agosto appena trascorsi, è una fotografia rispetto alla quale tutti i decisori economici ed istituzionali devono fare i conti. Anche se siamo abituati a vedere i decisori economici molto interessati a prostrarsi ai poteri di turno. Che facilitano le loro operazioni al fine di garantirgli soldi pubblici per profitti privati, con anche l’ombrello di nuovi oligopoli e monopoli. E i decisori pubblici a ripetere “a paperina” che tutto va bene e migliora o che tutto va male e peggiora.

Mentre i banali cittadini/consumatori sono alle prese con aumenti dei prezzi non solo per le conseguenze geopolitiche mondiali, ma anche e soprattutto per incapacità di questi decisori.

Rallenta il Pil in Usa e in Cina, caratterizzato da - più che altro - massicci investimenti nell’Intelligenza Artificiale (prossimi ad una bolla?) e aumento dei debiti pubblici con gli interessi delle obbligazioni schizzati in alto.

Le prospettive internazionali sono quanto mai dubbie e il ruolo dell’Italia è sempre più marginale, mentre l’Ue stenta a “slegarsi”

A seguito di questi dati Istat, dalla politica ne sentiremo delle belle. Ma sia chiaro che l’aumento dello 0,2% del Pil rispetto ai tre mesi precedenti è robetta (galleggiamento direbbe il ministro Giorgetti). Soprattutto se consideriamo che la variazione acquisita per il 2026 è pari a 0,8% rispetto all’1,4% dell’Ue; e con un debito pubblico - 139% - tra i più elevati dell’Unione stessa.

“Conforta” la crescita di 0,7% a luglio, rispetto al mese precedente, della produzione industriale? Non ne saremmo tanto entusiasti se consideriamo che le produzioni in crescita sono molto legate e oligopoli e monopoli che, a fronte dei bei risultati (temporanei) delle aziende, tempo un paio di respiri rappresentano il problema dei problemi nel favorire la crescita di prezzi e calo delle qualità.

Il numero di occupati a luglio è stabile rispetto a giugno per i 35-49enni, ma una stabilità che, essendo in calo l'occupazione femminile e quella di tutte le altre fasce di età, mixando con la crescita esponenziale dei pensionati, la cosiddetta crisi demografica-abitativa e l’aumento dei prezzi, compromette qualità e investimenti. Sempre considerando che decisori - di governo e di opposizione - fanno entrambi danno mai dicendo le cose come stanno, ma solo ai fini della loro propaganda che, visto che le persone rispondono andando sempre meno a votare - non si rendono conto che si stanno solo suicidando.

Situazione che trova riscontro con l’inflazione in aumento come non mai, 3,3%

ARTICOLI
16 SETTEMBRE 2026

Lo Stato dell'Unione. Von der Leyen: 'Vogliono frantumare l'Ue, lottiamo per la nostra Europa'

· di Redazione

L'intervento della presidente della Commissione Ue al Parlamento europeo

La nostra scelta è chiara

Vogliamo un'Europa forte e indipendente che difenda i propri valori nel mondo? Oppure lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai rappresentanti e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropei, che si tratti dell'ingerenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a opporci a tutto ciò, ma lottiamo insieme per la nostra idea di Europa". Lo ha sottolineato Ursula von der Leyen nello Stato dell'Unione.

"Conosciamo tutti le minacce che dobbiamo affrontare. Man mano che i vecchi presupposti e i rapporti si sono logorati, ci troviamo ora a fare i conti con un mondo apertamente ostile. Una guerra territoriale di aggressione infuria nel nostro continente; altre sono scoppiate nelle vicinanze. Una lotta per le capacità industriali sta plasmando la concorrenza globale. E una battaglia di narrazioni sta cercando di indebolire la fiducia nell'Europa, di paralizzare le nostre democrazie. Ma le preoccupazioni delle persone non sono legate solo a queste grandi minacce globali. Gli effetti delle numerose crisi si fanno sentire su molte famiglie europee, non da ultimo sul costo della vita o sull'alloggio", ha sottolineato. "Queste preoccupazioni concrete vengono strumentalizzate per creare divisioni tra di noi. A volte dall'esterno e troppo spesso dall'interno. Ma la nostra strada è chiara: costruire un'Europa indipendente che abbia il potere di agire. Nulla può distoglierci da questo obiettivo. Perché in questo mondo, il destino dell'Europa deve rimanere nelle mani degli europei", ha ancora rimarcato von der Leyen.

"Il nostro bilancio riguarda il nostro futuro - ha aggiunto - e ogni bilancio moderno ha bisogno di nuove risorse proprie".

"Sul cambiamento climatico, questa estate è stata l'estate della verità. Quasi nessuna parte del nostro continente è stata risparmiata" ha aggiunto. "Nelle Alte Fagne del Belgio, una torbiera formatasi nel corso dei secoli si è trasformata in una distesa di cenere. Le fiamme hanno infuriato dalle montagne d'Irlanda alle isole della Grecia e della Croazia. Sulle Alpi, antichi ghiacciai arretrano ogni giorno di più".

"L'impatto di tutto questo è semplicemente devastante: 660mila ettari bruciati completamente. Circa 12 milioni di tonnellate di raccolti persi" ha aggiunto parlando degli incendi di questa estate. "Fiumi fondamentali come il Danubio, il Reno e la Garonna stanno scomparendo davanti ai nostri occhi", ha aggiunto.

"Non c'è alcun dubbio: l'Europa può, deve e manterrà la rotta sui suoi obiettivi climatici". "Naturalmente, la transizione è complessa. E dovremo aggiustare il tiro e imparare lungo il percorso", ha aggiunto.

La Commissione europea istituirà una Climate Insurance Alliance per affrontare il divario nella copertura assicurativa delle catastrofi. "Oggi solo circa il 25% delle perdite da catastrofi in Europa è coperto da assicurazioni private. Questo significa che, troppo spesso, i bilanci nazionali diventano l'assicuratore di ultima istanza", ha detto. "Dobbiamo agire per colmare questo divario. Per questo la Commissione istituirà una Climate Insurance Alliance".

Il Canada
"Dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership. Quindi, vorrei collaborare con voi per aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell'Ue". Lo ha detto Ursula von der Leyen rivolgendosi al premier canadese Mark Carney nel discorso sullo Stato dell'Unione. "Uniremo volontariamente le nostre forze. Passeremo dal Ceta a un' 'Alleanza per il futuro' per creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica". "Questa è una partnership non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune", ha aggiunto von der Leyen.

Minacce non solo da fuori
"Non dobbiamo farci illusioni. Le minacce alle nostre democrazie non arrivano soltanto dall'esterno. Vediamo l'ascesa di forze antidemocratiche e antieuropee" ha detto von der Leyen. "Più e più volte abbiamo visto la disinformazione e le interferenze straniere cercare di dividerci, di erodere la fiducia nel nostro tessuto democratico e nei media liberi. Campagne elettorali avvelenate dalla propaganda straniera. Teorie del complotto costruite su video deepfake virali. Questa è guerra cognitiva". Serve "una capacità collettiva di anticipare, individuare e rispondere".

I social
"Domani la Commissione proporrà l'Eu Kids Act. Adotteremo un approccio graduale e differenziato. Ogni fascia d'età ha le sue specifiche esigenze e, di conseguenza, ciascuna avrà un livello di protezione adeguato. Nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni. Nessun account personale per i minori di 15 anni". ha annunciato von der Leyen. "Ciò significa che, dai 13 ai 15 anni, saranno consentiti solo mini-account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni di tempo", ha aggiunto. "Tra i 15 e i 18 anni, invece, la sicurezza nella progettazione degli utenti diventerà un obbligo per le piattaforme. Sono consapevole che molti percepiscono il potere delle grandi aziende tecnologiche come schiacciante e impossibile da arginare. Non sono d'accordo", ha rimarcato von der Leyen. "Non dobbiamo accettare funzionalità che creano dipendenza. Non dobbiamo accettare che i bambini vengano attratti da contenuti sempre più estremi. Non dobbiamo accettare che le foto delle ragazze vengano utilizzate per creare immagini sessualizzate generate dall'intelligenza artificiale", ha aggiunto. "Ma non sono solo i minori a essere a rischio. Il design che crea dipendenza, ad esempio, danneggia tutti. Ecco perché abbiamo bisogno di un quadro normativo più ampio, il Digital Fairness Act. Lo proporremo in autunno", ha annunciato.

La nascita dell'Ue, la pace dopo la guerra
"Non dimentichiamo mai la nascita della nostra Unione: popoli che per tanto tempo erano stati in guerra si sono uniti per costruire un destino comune. Un destino di pace e prosperità, di democrazia e libertà. Ogni generazione ha costruito sull'eredità di quella precedente. Passo dopo passo. Pietra dopo pietra. Certo, le nostre imperfezioni, la nostra diversità e le nostre differenze permangono. Ma è proprio questo che rende l'Europa la nostra Europa. La nostra casa comune. Allora, onorevoli deputati, riprendiamo ancora una volta in mano il nostro futuro". ha concluso von der Leyen.

Qui il video dell'intervento

(Ansa)

16 SETTEMBRE 2026

Una scommessa potrebbe non essere gioco d'azzardo: il dilemma dei mercati di previsione

· di Redazione

Chi segue regolarmente il mercato azionario conosce bene i mercati di previsione. Gli utenti acquistano e vendono contratti che prevedono il pagamento di una somma fissa al verificarsi di un evento specifico, come ad esempio la vittoria di una squadra sportiva o l'elezione di un candidato.

Il prezzo al quale un contratto di questo tipo viene scambiato rappresenta la stima collettiva della probabilità che l'evento si verifichi. Assomiglia a una scommessa nella funzione e a un derivato nella forma. La classificazione giuridica, che lo definisca come l'uno o l'altro, ha conseguenze che vanno ben oltre la cerchia degli specialisti. Legislatori e tribunali negli Stati Uniti e in Europa si stanno attualmente confrontando con questa questione.

Le scommesse sugli eventi pubblici non sono una novità: scommettere sui conclavi papali per eleggere un nuovo papa era così diffuso nella Roma del XVI secolo che papa Gregorio XIV lo proibì nel 1591, pena la scomunica e l'esclusione dalla Chiesa. La novità risiede nella portata del fenomeno e nella pretesa che lo accompagna.

Kalshi, il principale operatore regolamentato negli Stati Uniti, ha raggiunto un volume di scambi annualizzato di circa 50 miliardi di dollari (37 miliardi di sterline) all'inizio del 2026. La tesi legale degli operatori è semplice: non sono bookmaker, bensì piattaforme di scambio finanziario, i loro prodotti sono derivati ​​regolamentati a livello federale e, pertanto, le leggi statali sul gioco d'azzardo non possono essere applicate a loro.

Su questo argomento i tribunali statunitensi sono apertamente divisi. Nell'aprile di quest'anno, la Corte d'Appello del Terzo Circuito, che copre gli stati di Pennsylvania, New Jersey e Delaware, ha riconosciuto che un contratto relativo a un risultato sportivo è una questione di competenza federale. Poiché qualsiasi evento sportivo di rilievo ha conseguenze economiche ed è quotato in una borsa valori autorizzata a livello federale, rientra nella giurisdizione esclusiva dell'autorità di regolamentazione nazionale dei derivati.

Tuttavia, il 28 agosto la Corte d'Appello del Nono Circuito, che ha giurisdizione in altri nove stati (Alaska, Arizona, California, Hawaii, Idaho, Montana, Nevada, Oregon e Washington), ha respinto tale interpretazione . Il diritto finanziario, ha osservato la corte, disciplina i contratti legati a elementi misurabili: tassi di interesse, prezzi, persino le condizioni meteorologiche o l'inflazione. Chi vince una partita di football non è una misurazione, bensì un risultato, ha affermato la corte.

La corte ha quindi esaminato la natura effettiva del prodotto – scommesse sulla vittoria di una squadra e sul margine di punti, combinate per ottenere una vincita maggiore – e ha constatato che si tratta esattamente di un'offerta tipica di un bookmaker o di un'agenzia di scommesse sportive. Citando Shakespeare, la giuria ha concluso che, proprio come una rosa con qualsiasi altro nome profumerebbe ugualmente, una scommessa sportiva rinominata "contratto" rimane pur sempre una scommessa sportiva. Di conseguenza, lo Stato del Nevada può applicare le proprie leggi sul gioco d'azzardo nei confronti della piattaforma.

Con due corti d'appello in diretto conflitto, con ogni probabilità sarà la Corte Suprema degli Stati Uniti a dover decidere chi debba regolamentare questo settore multimiliardario: il governo federale di Washington o i singoli stati.

Prospettiva europea

Ciò che colpisce, da una prospettiva europea, è che la Corte d'Appello del Nono Circuito – applicando una legge completamente diversa – sia giunta alla posizione attualmente sancita dal diritto dell'Unione Europea. L'esito di una partita non presenta una molteplicità di possibilità; è un fatto concreto che si verifica in un modo o nell'altro.

Pertanto, un contratto sul livello futuro dei tassi di interesse può essere qualificato come un accordo finanziario, mentre un contratto sull'identità del candidato vincente rimane, in termini legali, una scommessa. La linea di faglia, su entrambe le sponde dell'Atlantico, non si trova tra eventi finanziari e non finanziari, bensì tra una gamma di possibili esiti e fatti.

Diversi Stati membri dell'UE , tra cui Belgio, Francia, Italia, Polonia e Romania, hanno bloccato l'accesso a queste piattaforme.

Perché questo dovrebbe interessare il risparmiatore comune? La classificazione implica una scelta tra protezione e accesso. L'UE ha stabilito che un contratto "tutto o niente" su un evento futuro è incompatibile con la tutela degli investitori al dettaglio. Tale decisione protegge il risparmiatore, ma lo esclude anche da un'attività che è lecita e, per alcuni, redditizia. Nessuna delle due soluzioni è di per sé corretta, e la questione è ora al vaglio della Commissione europea.

L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e la Commissione europea stanno attualmente valutando come regolamentare i contratti relativi agli eventi e se questi debbano essere classificati come gioco d'azzardo.

La questione se una scommessa su un conclave costituisca un investimento è rimasta irrisolta dal 1591. Un tribunale federale americano ha appena fornito una risposta in termini analoghi a quelli inizialmente espressi da Bruxelles; ora toccherà alla Corte Suprema degli Stati Uniti e al legislatore europeo pronunciarsi in merito.

(Filippo Annunziata - Professore di Mercati Finanziari e Legislazione Bancaria, Dipartimento di Studi Giuridici, Università Bocconi - su The Conversation del 15/09/2026)

16 SETTEMBRE 2026

L'equity crowdfunding per le start-up: profili di responsabilità del Gestore e riflessioni per gli investitori

· di Marco Solferini

Una delle ipotesi più percorse nel crowdfunding è il finanziamento dei progetti delle start-up innovative tramite il cosiddetto equity crowdfunding, favorito tra l'altro dalle agevolazioni fiscali sui finanziamenti alle start-up.

Invito a leggere anzitutto il mio articolo sul tema per una preliminare ricostruzione normativa e per una prima definizione di alcune valutazioni giuridiche: "Gli investimenti legati al crowdfunding sono sempre più frequenti".

Alla luce dei recenti contenziosi tra finanziatori e founder (o co-founder) della start-up, appare utile analizzare le principali strategie difensive adottate dai finanziatori.

Il primo elemento rilevante riguarda la centralità della consultazione della relazione del progetto di raccolta. Si tratta di un documento chiave, in grado di orientare l'interesse e la decisione dell'investitore. In secondo luogo, assumono rilievo i messaggi di posta elettronica e le comunicazioni intercorse con l'amministratore delegato della società. Entrambi questi elementi vengono spesso valorizzati dalle difese per dimostrare che abbiano avuto un peso determinante nella scelta di investire, fino a generare quel convincimento che guida l'autodeterminazione e l'assunzione del rischio nell'alveo della scelta consapevole e dell'autoresponsabilità.

A ben guardare, tuttavia, è altamente discutibile che nel contesto di una piattaforma di crowdfunding si possa giungere a tale grado di consapevolezza solo sulla base di questi elementi. Fermo restando il percorso di autovalutazione e il test di profilatura obbligatorio sulle competenze dell'investitore, il concetto davvero rilevante resta la capacità di sostenere la perdita in rapporto all'aspettativa di guadagno.

Se è condivisibile che nella fase genetica l'investitore sia mosso dall'aspettativa, è difficile che si configuri un "danno da aspettativa" per come esso è definito dalla scienza del diritto. Si rammenta che la terminologia qui impiegata non appartiene al linguaggio comune o pubblicitario, ma al lessico forense.

L'investimento in una start-up è per natura a medio termine e implica non solo l'accettazione del rischio del capitale impiegato, ma anche della variabile tempo. Il costo opportunità è mitigato da una scelta che incorpora la scommessa su molteplici fattori: il piano industriale, il budgeting, il business plan e la fiducia riposta nel management e nei founder.

La progettualità assume un valore ponderato in base alla fase di vita della start-up. Non si può attribuire al documento progettuale la medesima valenza che avrebbe in contesti societari più maturi o in mercati regolamentati (come quelli delle società quotate). Il documento si perfeziona insieme alla natura stessa della start-up: una genesi sinallagmatica che altrove lo svuoterebbe di significato, ma che in questo contesto lo rende rilevante. Ciò non garantisce l'efficacia del progetto, ma descrive un'evoluzione che il finanziatore, valutando con la diligenza del buon padre di famiglia, decide di sostenere.

La corrispondenza e le relazioni a distanza con i proponenti (come il CEO o i founder) rilevano invece sotto un diverso profilo di responsabilità. Nella spiegazione degli aspetti contabili e progettuali dell'impresa, il rapporto deve rimanere rigorosamente tecnico. Nel formulare le ipotesi di crescita, occorre mettere a confronto più scenari per evitare di prospettare risultati millantati, rifuggendo da un linguaggio di vendita volto a ingenerare un convincimento ingannevole basato su aspetti emotivi: quanto più la comunicazione resta ancorata alla razionalità della documentazione tecnica, tanto più si tratterà di una relazione informativa e non di una mera dichiarazione di intenti.

L'aspetto fiduciario rappresenta un banco di prova rischioso: la necessità di reperire capitali può spingere i fondatori a magnificare il progetto, adottando una terminologia idonea a ingenerare una falsa rappresentazione della realtà.

A questo proposito, è utile analizzare un caso pratico. Un finanziatore, dopo aver aderito a un'offerta di crowdfunding per una start-up innovativa, si è reso conto che la società si sarebbe avvolta di una società veicolo ("Società B"). Tuttavia, la documentazione, la denominazione presente nel codice offerta e la causale del bonifico lasciavano intendere che si stesse investendo direttamente nella società titolare del progetto ("Società A"). Solo dopo aver bonificato la somma, l'investitore ha ricevuto la visura camerale della Società B, scoprendo di essere diventato socio del veicolo e non della Società A.

L'investitore ha quindi lamentato una violazione degli obblighi informativi, sostenendo che gli fosse stato garantito l'acquisto di quote della Società A e che la Società B fosse stata presentata come mero veicolo formale e non come destinataria finale dell'investimento. Le contestazioni si sono concentrate sulla presunta responsabilità del Gestore del portale per aver fornito informazioni carenti.

A una prima lettura, il caso parrebbe evidenziare criticità tali da giustificare una tutela dell'investitore. Tuttavia, un'analisi approfondita dimostra che nessuna responsabilità può essere addebitata al Gestore. Come chiarito dal Regolamento sul crowdfunding, infatti, la responsabilità per le informazioni fornite spetta esclusivamente all'emittente. Il Gestore non ha un obbligo di verifica tale da escludere ogni potenziale fraintendimento; le informazioni richieste rientrano nell'ambito della correttezza generale, pur senza dover essere necessariamente esaustive su ogni dettaglio operativo.

Nel caso specifico, pur trattandosi di un'operazione complessa, il Gestore ha operato correttamente: ha riferito l'aumento di capitale alla Società B (per la sottoscrizione) e l'indicazione della Società A alla fruizione dei benefici fiscali legati alle start-up innovative. Tale impianto è stato ritenuto adeguato, poiché il prospetto delineava in modo sufficiente i termini dell'iniziativa.

Inoltre, assumono peso le comunicazioni intercorse: se dallo scambio di e-mail con il Gestore emerge che l'investitore possiede competenze societarie e finanziarie, non si può presumere la sua totale inesperienza.

Un altro caso significativo riguarda la presenza di specifiche clausole di revoca. Nel "Documento informativo per l'investitore" si precisava che le somme versate avrebbero dovuto rimanere vincolate fino alla chiusura della raccolta. Il Regolamento prevedeva il diritto di revoca per gli investitori non professionali qualora, tra l'adesione e la chiusura dell'offerta, fosse sopravvenuto un "fatto nuovo" o un errore materiale idoneo a influire sulla decisione di investimento (da esercitarsi entro sette giorni dalla conoscenza del fatto).

Ci si è chiesti se il raggiungimento dell'overfunding possa costituire un "fatto nuovo".

Va ricordato che il principio del cosiddetto "all or nothing" riguarda esclusivamente l'obiettivo minimo di raccolta (la prima tranche inscindibile dell'aumento di capitale). La quota eccedente è invece scindibile, il che significa che ogni ulteriore sottoscrizione va a buon fine a prescindere dal raggiungimento dell'obiettivo massimo.

Di conseguenza, la comunicazione dell'intermediario che dava conto del superamento della quota minima e del raggiungimento dell'overfunding confermava semplicemente il successo della raccolta. Il fatto che la start-up avesse la facoltà di imputare ad aumento di capitale anche solo la quota minima non costituisce un "fatto nuovo" idoneo a configurare una responsabilità del Gestore.

In conclusione, sono numerosi i progetti che possono generare responsabilità in capo ai proponenti, a prescindere dall'operato del Gestore.

Alla luce di queste dinamiche, è opportuno adottare le seguenti cautele:

  1. Per le start-up: istituire un comitato scientifico interno che includa un esperto di diritto degli investimenti e del risparmio.

  2. Per il Gestore: mettere a disposizione tramite piattaforma un comitato legale per la revisione delle proposte, con il rilascio di un parere non vincolante.

  3. Per le start-up: prevedere nei contratti clausole essenziali come la Material Adverse Change (MAC) e la riserva esplicita di ricorrere a successive forme di finanziamento.

  4. Per le start-up: concordare con l'ufficio legale (o con il comitato scientifico) ogni campagna promozionale per evitare che i contenuti possano essere usati in giudizio come prova di ingannevolezza o manipolazione informativa.

  5. Clausola di drag along: poiché viene quasi sempre richiesta da fondi di Venture Capital e Private Equity, i founder tendono ad accettare modelli contrattuali standard che non sempre garantiscono un drafting efficace.

La clausola di drag along (diritto di trascinamento) permette al socio di maggioranza di obbligare i soci di minoranza a cedere le proprie quote a un terzo alle medesime condizioni. Una ricerca sommaria tramite motori di ricerca o strumenti di IA restituisce definizioni generali (spesso basate su formulari notarili), ma nella pratica forense la materia è molto più complessa. Occorre analizzare la giurisprudenza e coordinare la clausola con la struttura complessiva dell'operazione, valutando l'impatto di elementi quali la liquidation preference, i liquidity events, le ipotesi di tradable stocks o l'introduzione di patti parasociali. Non è sempre sufficiente bilanciare la disciplina inserendo semplicemente una clausola di tag along (diritto di co-vendita).

La parola d'ordine è anticipare le criticità. Non esistono soluzioni standardizzate reperibili online: il diritto italiano richiede certezza applicativa, una rigidità che può entrare in conflitto con il dinamismo tipico delle start-up e sfociare, se non gestita preventivamente, in complessi contenziosi giudiziari.

È altamente probabile che in futuro aumentino i contenziosi legali e le azioni collettive (class action). Occorre quindi tutelarsi fin dalle fasi embrionali della start-up, riservando agli aspetti legali e contrattuali la stessa attenzione dedicata allo sviluppo del prodotto e alla ricerca di capitali.

16 SETTEMBRE 2026

Buoni postali prescritti e mancata consegna del FIA. Cassazione: non rimborsabili

· di Chiara Focardi

La controversia riguardava sette buoni postali fruttiferi cartacei, sottoscritti il 10 luglio 2008, aventi durata di diciotto mesi. La sottoscrittrice aveva agito nei confronti di Poste Italiane sostenendo di non avere ricevuto il Foglio Informativo Analitico previsto dalla disciplina di settore e, conseguentemente, secondo la prospettazione dell’attrice, la mancata consegna del documento le avrebbe impedito di conoscere la scadenza dei titoli, quindi, il momento iniziale del termine decennale di prescrizione del diritto al rimborso.

La prescrizione avrebbe quindi determinato un danno corrispondente al valore dei buoni e degli interessi maturati.

Il Giudice di pace di Udine aveva accolto la domanda. Il Tribunale di Udine, decidendo sull’appello di Poste Italiane, aveva confermato la responsabilità della società, ritenendo che l’obbligo informativo dovesse essere valutato con particolare rigore nel rapporto tra professionista e consumatore e che non fosse possibile addossare al sottoscrittore l’onere di reperire autonomamente le informazioni sull’investimento.

Poste Italiane ha proposto ricorso per cassazione, contestando sia l’applicazione della disciplina consumeristica sia la ricostruzione del nesso causale tra omessa consegna del FIA e prescrizione del diritto al rimborso.

Con l’ordinanza Cassazione civile, Sez. I, n. 25041 del 6 settembre 2026, la Corte ha escluso che la mancata consegna del Foglio Informativo Analitico al sottoscrittore di buoni postali fruttiferi possa fondare una domanda risarcitoria pari al valore dei titoli non rimborsati perché prescritti.

La pronuncia si inserisce in un orientamento ormai consolidato della Prima Sezione civile, secondo cui la perdita del diritto al rimborso, determinata dall’inerzia del titolare protrattasi oltre il termine prescrizionale, non può essere imputata causalmente alla mancata consegna del FIA quando le caratteristiche essenziali dei buoni risultino ricavabili dai decreti ministeriali istitutivi delle singole serie e dalle norme applicabili.

Infatti secondo la Corte è preliminare chiarire la qualificazione dei buoni postali fruttiferi che non sono titoli di credito in senso proprio, ma titoli di legittimazione.

Testualmente: “…Questa Corte ha ritenuto costantemente e concordemente che i buoni postali son meri titoli di legittimazione ai sensi dell’art. 2002 c.c., come tali privi dei requisiti di letteralità e astrattezza…”.

Da tale qualificazione discende che il contenuto del rapporto non è necessariamente esaurito dalle indicazioni riportate sul documento cartaceo. Le condizioni economiche e giuridiche dell’emissione possono essere integrate dall’esterno, attraverso i decreti ministeriali che disciplinano la singola serie di appartenenza, oltre che alle disposizioni generali dell’ordinamento. La durata dei buoni, la loro scadenza e il termine dal quale decorre la prescrizione sono stabiliti dal decreto ministeriale istitutivo della specifica serie e, quanto alla durata della prescrizione, dalle disposizioni del codice civile e dalla disciplina speciale applicabile.

La mancata consegna del documento informativo può dunque integrare una violazione dell’obbligo previsto dalla disciplina di settore, ma non è sufficiente, di per sé, a dimostrare che la prescrizione del diritto al rimborso sia stata causata da tale omissione.

In questa prospettiva, il danno non deriva dall’omessa consegna del FIA, ma dall’inerzia del titolare che non ha esercitato il diritto entro il termine previsto. La domanda risarcitoria non può quindi trasformarsi in uno strumento per ottenere, sotto forma di risarcimento, il valore di un credito ormai estinto per prescrizione.

La questione è distinta da quella relativa alla decorrenza della prescrizione dell’azione risarcitoria. Poiché manca a monte il nesso causale tra condotta e danno, diventa irrilevante stabilire quando sarebbe iniziato a decorrere il termine di prescrizione del diritto al risarcimento.

La Corte ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza del Tribunale di Udine, rigettando la domanda risarcitoria proposta dalla sottoscrittrice e compensando le spese di tutti i gradi di giudizio.

Questa decisione consolida una lettura dei buoni postali fruttiferi fondata sull’integrazione normativa del loro contenuto e sul principio di autoresponsabilità del sottoscrittore. La pubblicazione del decreto ministeriale istitutivo della serie viene ritenuta sufficiente a rendere giuridicamente conoscibili durata, scadenza e decorrenza della prescrizione.

La verifica processuale dovrà inoltre distinguere con attenzione tra: la domanda di rimborso del buono, ormai preclusa dall’intervenuta prescrizione; la domanda risarcitoria fondata sull’inadempimento degli obblighi informativi; e un’eventuale domanda autonoma fondata sulla disciplina delle pratiche commerciali scorrette o su altri specifici illeciti, che richiederebbe allegazioni, prova e causa petendi differenti.

16 SETTEMBRE 2026

Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 16/09/2026

· di Redazione

PREMESSA/EDITORIALE

Dalla intelligenza artificiale alle scelte energetiche, dalle politiche sulle droghe ai diritti economici individuali: questa settimana affrontiamo come le decisioni dei poteri pubblici e privati incidono sulla vita concreta di chi consuma e di chi ha diritti da difendere. Dai servizi pubblici che non funzionano ai bot di viaggio che decidono per noi, dalla bigenitorialità al riscaldamento condominiale, torniamo a ciò che conta: come orientarsi in un sistema dove i diritti non cadono dal cielo ma vanno conquistati e tutelati.

In questo numero

EDITORIALE

→ Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?

→ Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla

→ 11 settembre 2001

→ Editoriale. Leggiamo l’andamento dell’economia italiana

LA PULCE NELL'ORECCHIO

→ Il Premio Margherita Hack all’Unione delle Chiese valdesi e metodiste - riflessione e documenti

→ 11settembre: una data infausta a livello ufficiale. Ma la crudeltà dispiegata a livello mondiale trova un'eco anche nelle storie private del nostro Paese - con i bambini

OSSERVATORIO LEGALE

→ Come dividere le spese del riscaldamento condominiale

→ Bigenitorialità e condotte ostative: per escludere un genitore servono prove rigorose

ARTICOLI

→ Covid e distrazioni istituzionali. Le mail che invitavano ad applicare le leggi

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 15/09/2026

→ Covid, Commissione d’inchiesta, Schillaci e il decreto 81/2008: domande in attesa di risposta

→ Droghe e minori: un nuovo report chiede politiche non punitive

→ Il Portogallo ha depenalizzato le droghe 25 anni fa, ma la vera lezione sta in ciò che ha costruito attorno a questa politica

→ Droghe illegali. L’Italia unita a metà settembre

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 8 a 14 Settembre 2026

→ I bot di viaggio prendono decisioni al posto nostro: comodo, ma dovremmo fidarci?

→ Stati Uniti d'Europa. L’Occidente trasloca, ma a Bruxelles non se ne sono ancora accorti

→ Sogno di una notte di fine estate. Newton e lo smartphone

→ Osservatorio disservizi da 8 a 14 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Più alberi per combattere le isole di calore: la regola 3-30-300 per città più vivibili

→ Non autosufficienza: chi assisterà gli anziani quando la famiglia non basterà?

→ America Centrale rafforza la sorveglianza aerea contro il crimine transnazionale

→ Cartelli messicani, laboratori di metanfetamina in Sudafrica e Nigeria

→ Colombia. I narcos ricorrono ai droni mentre il Paese sprofonda in una guerra totale

→ Il pericolo di un'intelligenza artificiale malevola è da prendere sul serio?

→ Il Conte Lev Tolstoj è in cucina

→ Il ceo di Anthropic sostiene che il settore IA deve dare tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi

→ Storia ed eredità di Emma Bonino in Toscana

→ Diritti situati: Emma Bonino e Henri Lefebvre

→ Decalogo per analizzare le notizie internazionali con il supporto dell'Intelligenza Artificiale

→ Meloni sta tenendo bloccati 13 GW di impianti rinnovabili

→ Bonus-carburanti. Malus-governo

→ Tassi Bce più costosi. L’economia frena. E’ necessario?

→ Provare virtualmente i vestiti utilizzando l'intelligenza artificiale può contribuire a ridurre gli sprechi della moda veloce

→ La nuova 'war on drugs' Usa nelle Americhe: far saltare le navi dei presunti narcos

→ Il Nepal ha puntato quasi tutto sull'energia idroelettrica: le inondazioni dimostrano che sia una scelta problematica

→ Intelligenza Artificiale. Apocalittici e disintegrati

→ Investire Informati. Newsletter settimanale di Aduc. 10/09/2026

→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 10/09/2026

→ Bolivia, l'alleanza tra il "re della coca" e un nazista per creare un narco-Stato

→ Riforma globale delle droghe: a Dublino si chiede un approccio basato sui diritti dei minori

→ Finite le vacanze estive, il caro prezzi divampa. Situazione e autodifesa

→ Preoccuparsi se non ci sono insetti schiacciati sul parabrezza

→ Ascesa dei sovrani onnipotenti: cosa rivela davvero l’archeologia

→ Investimenti tramite piattaforma di crowdfunding: la responsabilità del Gestore per il Fondo rischi negli investimenti immobiliari

→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 09/09/2026

GIANNINO

→ I pericoli dell'intelligenza umana

IL CONDOMINIO

→ Come dividere le spese del riscaldamento condominiale

STATI UNITI D'EUROPA

→ L'intelligenza artificiale e quella - scarsa - delle superpotenze

→ Scozia, Galles e Nord Irlanda uniti per chiedere indipendenza e adesione alla Ue

→ Draghi: l’Europa può avere l’IA senza oligarchi, ma deve conquistare la sovranità tecnologica

→ La geografia politica degli Usa. Europa, Mediterraneo e non solo

→ E' morta Emma Bonino (1948-2026)

→ L’Europa ha capito Draghi, ma non riesce a fare quello che dice

NOTIZIE

→ U.E.U.E.. Videogiochi e minori: l'industria fa lobby contro il Digital Fairness Act UE

→ U.E.U.E.. HIV e IST: sex worker ancora esclusi da prevenzione e PrEP

→ U.E.U.E.. Alzheimer, il costo può superare mille miliardi entro il 2036

→ ITALIAITALIA. Rsa Piemonte, il paradosso della stufa nel punteggio per l'accesso alle cure

→ AMERICHE. Cocaina liquida: il nuovo metodo di traffico che elude gli scanner

→ MONDOMONDO. Intelligenza Artificiale. Allerta dell'ONU

→ U.E.U.E.. Nove milioni di voti per le prossime banconote

→ USAUSA. Bond a 10 anni al 5%: mutui oltre il 7%

→ ISRAELEISRAELE. Israele indaga sul film «Naza»

→ MONDOMONDO. Oggi 15 dicembre

→ MONDOMONDO. Doctoralia invia dati su appuntamenti medici a Google, TikTok e LinkedIn

→ ITALIAITALIA. Privacy, multa da 5,5 milioni a BBVA per messaggi promo nonostante il no

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Revolut, dati clienti finiti a una falsa agenzia governativa

→ ITALIAITALIA. Flussi turistici. Meno arrivi, più presenze

→ MONDOMONDO. Vaccino antinfluenzale, Italia sotto media Ocse: solo 53% degli over 65

→ ITALIAITALIA. Arezzo, un convegno su alternative alla Rsa per gli anziani

→ USAUSA. Scommesse su trial clinici: esperti chiedono il divieto

→ CINACINA. Pericoli Ai. Cina risponde all'appello di Anthropic

→ MESSICOMESSICO. Corte Suprema autorizza consumo ricreativo di cannabis

→ CANADACANADA. Carney scommette sul fatto che i più grandi investitori del mondo stiano puntando sul Canada

→ TUNISIATUNISIA. Dipartimento antidroga: "cooperazione internazionale essenziale contro traffico stupefacenti"

→ TUNISIATUNISIA. Grazia del Presidente agli studenti per contrastare droga senza compromettere loro futuro

→ GERMANIAGERMANIA. L'affermazione elettorale dell'Afd e le prospettive finanziarie

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. A 13 anni trasforma migliaia di lattine in denaro per devolverlo a enti di beneficienza: la storia di Ryan

→ USAUSA. L’Ai è un danno per l’umanità? Crollano i titoli virtuali di Claude e ChatGPT

→ YEMENYEMEN. Gli Houthi cercano di fabbricare armi avanzate grazie all'intelligenza artificiale

→ ITALIAITALIA. Italia terz'ultima in Europa per uso dell'IA tra i giovani

→ ITALIAITALIA. Stop UE alla carne dal Brasile: a rischio la produzione di bresaola IGP (!)

→ U.E.U.E.. Carburanti in Europa 2026: le misure dei governi su prezzi e accise

→ USAUSA. Amazon nel mirino: class action sui dazi Trump non rimborsati... e le azioni crollano

→ ITALIAITALIA. Trieste, ASGI: gli ostacoli all'asilo sono violazione strutturale, non emergenza

→ ITALIAITALIA. Giornata Alzheimer, Uneba: serve una "legge sulla cura" per 75.000 malati in Rsa

→ ITALIAITALIA. Savona, Ugl Salute: sistema RSA e Residenze Protette al limite

→ ITALIAITALIA. Firenze, la Rsa pubblica Le Civette verso la chiusura definitiva

→ ITALIAITALIA. Cassazione: risarcimento anche ai casalinghi senza spese per la colf

→ ITALIAITALIA. Dossier sanitario consultato senza motivo: Asufc Udine multata 24mila euro

→ U.E.U.E.. ESMA avverte: Polymarket e Kalshi senza autorizzazione per operare in UE

→ U.E.U.E.. Migranti, cala l'ingresso irregolare in Ue ma cresce la rotta per le Baleari

→ EUROPA. Migranti, l'accordo Francia-UK "uno entra, uno esce" fa acqua

→ ITALIAITALIA. RSA senza muri: le quattro sfide per aprire le case di riposo al territorio

→ MESSICOMESSICO. Liberate 8 persone in una clinica clandestina del cartello CJNG

→ MESSICOMESSICO. Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli

→ USAUSA. Cartelli messicani sono un "pericolo diretto" per la sicurezza

→ ITALIAITALIA. Farmaci su misura in farmacia: arriva il deblistering

→ POLONIAPOLONIA. Sette priorità nella politica sulle droghe per il 2027-2032

→ UCRAINAUCRAINA. Estesa la riduzione del danno nelle carceri

→ ITALIAITALIA. Bonus accise carburanti prorogato al 17 Settembre

→ ITALIAITALIA. È incinta, ma le fissano l’ecografia dopo il parto

→ U.E.U.E.. Immigrati. Le richieste di asilo tornano ai livelli del 2021: -17% rispetto a 2025

→ IRANIRAN. Donna non cura in ospedale altra donna senza hijab

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Le criptovalute tra le prime minacce economiche secondo l'Agenzia Anticrimine

→ ITALIAITALIA. Italiani, 901,8 miliardi fermi sui conti correnti: quanto si perde ogni anno

→ ITALIAITALIA. Abusivismo finanziario: Consob oscura altri 11 siti, totale a 1.816

→ ITALIAITALIA. Carovita. Gli italiani scelgono di mangiare a casa. Rapporto Coop

→ ITALIAITALIA. Tassi Bce in crescita. Lo scenario della Fabi-bancari

→ U.E.U.E.. Bce aumenta i tassi un quarto di punto: 2,50%

→ U.E.U.E.. Poligamia e ricongiungimento: la CEDU dà ragione ai Paesi Bassi

→ ITALIAITALIA. Restinco, la CEDU condanna di nuovo l'Italia per minori detenuti illegalmente

→ CILECILE. Procura accusa ministro Interno di aver assoldato banda di narcos per un omicidio

→ ITALIAITALIA. Alta Velocità Trenitalia. Un sito per controllare l'efficienza

→ ITALIAITALIA. Nota Istat sull’andamento dell’economia italiana. Luglio - Agosto 2026

→ ITALIAITALIA. Diesel Euro 5, blocco auto dal 1 ottobre: le regioni interessate

→ U.E.U.E.. Affitti brevi. La bozza del nuovo regolamento

→ ITALIAITALIA. Comuni sommersi dai questionari: la PA tradisce il once-only

→ U.E.U.E.. Caldo estremo 2026: meno raccolti in Ue, rincari in vista per i consumatori

→ ITALIAITALIA. Da presunti scafisti allo status di rifugiati politici

→ USAUSA. Alzheimer avanzato: donna riprende a parlare dopo funghi psilocibinici

→ ITALIAITALIA. Veneto, 4.000 posti Rsa fantasma mentre 10mila anziani aspettano

→ AUSTRALIAAUSTRALIA. Farmacie e riduzione del danno: l'esperienza australiana

→ ITALIAITALIA. Banche, a luglio calo tassi nuovi mutui (3,81%), rialzo su prestiti imprese

→ U.E.U.E.. JPMorgan: i risparmiatori europei dovrebbero investire più liquidità

→ ITALIAITALIA. UniCredit, ok BCE al Danish Compromise: cosa cambia per clienti e investitori

→ ITALIAITALIA. Compie reato il Compro Oro che vende lingotti

→ U.E.U.E.. L’Ue sta perdendo la lotta contro il commercio illegale di tabacco

→ ITALIAITALIA. Cosa comprano i turisti. Spagnoli e britannici soprattutto

→ ITALIAITALIA. Distrofia di Duchenne, ISS: accesso tempestivo a diagnosi e cure può cambiare la vita

LETTERE

→ Difetti gravi in casa prefabbricata: come agire contro venditore e costruttore

→ Fondi d'investimento: spese di gestione nascoste, come verificarle

→ Ristrutturazione tetto: serve CILA, SCIA o nulla per cambiare le lamiere?

→ RSA e patologie gravi: chi paga la quota sociale in caso di alta intensità sanitaria

→ Recesso da abbonamento palestra annuale: quando è possibile annullarlo

→ Polizza vita Allianz ex Eurovita: conviene completare il piano di versamenti?

→ Multa per corsia riservata a Firenze: come contestarla senza prove immediate

→ Multa parcheggio in Croazia: notifica tardiva e spese legali, come comportarsi

→ Firma digitale obbligatoria in banca: quali diritti per anziani e disabili senza cellulare

→ Retta RSA per demenza: chi paga l'integrazione economica

→ Cartella Digital Shop per contratto pay tv mai firmato: come contestarla

→ Libretto postale del 1946 ritrovato: come verificare se è ancora valido

→ Collettore moto non omologato montato dal concessionario: rimborso possibile?

→ Rimborso ricovero extra-regione negato dalla ASL: quali diritti far valere

→ Pronto intervento elettricista: prezzo sproporzionato, come contestarlo

→ Licenza software Lifetime revocata dopo 9 giorni: rimborso e PayPal

→ Cambio gestore energia dopo fusione societaria: bisogna essere avvisati?

→ Eredità e bollette Tim: rimborsi, indennizzi e autocertificazione erede

→ Fornitore luce cambia fatturazione e minaccia distacco: come contestare

15 SETTEMBRE 2026

L'intelligenza artificiale e quella - scarsa - delle superpotenze

· di Redazione
Steve A Johnson - Unsplash
Foto: Steve A Johnson — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Per una volta Stati Uniti e Cina hanno paura della stessa cosa. Non nello stesso modo, naturalmente. In Occidente si teme che l'intelligenza artificiale possa sfuggire al controllo dell'uomo. In Cina si teme che possa sfuggire al controllo del Partito comunista.

La differenza dice molto dei due sistemi politici. Ma non basta a consolarci.


Chen Yixin, capo del ministero cinese della Sicurezza dello Stato, ha scritto, lo abbiamo letto ieri, che l'intelligenza artificiale può minacciare direttamente la sicurezza politica, istituzionale e ideologica della Cina. Tradotto dal linguaggio del regime: può minacciare il monopolio del Partito sull'informazione, rendere più difficile la censura, alimentare il dissenso, organizzare l'opposizione e aprire crepe nella Grande Muraglia digitale.


Pechino teme naturalmente anche lo spionaggio, gli attacchi informatici, la sottrazione di dati e l'impiego militare dell'intelligenza artificiale. Chen cita espressamente i più avanzati modelli americani di cybersicurezza. Ma ciò che viene prima, nell'elenco delle minacce, è la stabilità politica interna. Prima della Cina viene il Partito; prima della sicurezza dei cinesi, la sicurezza del regime.


George Soros aveva visto arrivare già diversi anni fa il problema. A Davos, nel 2019, avvertì che l'intelligenza artificiale avrebbe consegnato ai regimi autoritari strumenti di controllo mai posseduti prima. Quattro anni dopo, evocando anche i sistemi d'arma autonomi, richiamò "L'Apprendista stregone" di Goethe: l'apprendista mette in moto la scopa, ma non conosce la formula per fermarla.


Allora sembrava la metafora inquieta di un vecchio visionario, intendo Soros. Oggi assomiglia alla cronaca delle prove di sicurezza condotte nei laboratori che costruiscono le macchine.
Soros aveva individuato così i due pericoli: l'intelligenza artificiale obbediente nelle mani del tiranno e l'intelligenza artificiale disobbediente nelle mani dell'apprendista stregone.


Negli Stati Uniti l'allarme non arriva soltanto dai soliti apocalittici. Arriva dai ricercatori e dai dirigenti delle aziende che stanno costruendo i modelli più potenti. E segue incidenti concreti. Durante alcune prove di sicurezza, condotte con protezioni intenzionalmente ridotte, agenti di OpenAI hanno aggirato i limiti dell'ambiente nel quale erano stati collocati, sfruttato vulnerabilità, conquistato un accesso a Internet non autorizzato e raggiunto sistemi appartenenti a terzi. È stata la stessa OpenAI a raccontarlo.


Non significa che ChatGPT stia progettando in segreto la conquista del mondo. Un modello che risponde a una domanda non è ancora una volontà autonoma. Il rischio cresce quando l'intelligenza artificiale viene trasformata in un agente, collegata a reti, programmi, laboratori o infrastrutture e incaricata di perseguire obiettivi complessi. A quel punto può trovare scorciatoie impreviste, compiere azioni non autorizzate e violare i vincoli posti dagli stessi costruttori.
La fantascienza non è ancora diventata realtà. Ma la realtà ha cominciato ad assomigliare abbastanza alla fantascienza da meritare qualcosa di più delle rassicurazioni delle aziende e degli anatemi dei governi.


Dario Amodei di Anthropic ha chiesto di rallentare la corsa. Sam Altman e altri protagonisti dell'industria hanno riconosciuto la necessità di controlli indipendenti e regole comuni. Donald Trump ha risposto denunciando una «congiura malata» contro l'intelligenza artificiale e i centri dati, una campagna che, a suo dire, finirebbe per favorire la Cina.


Ecco la trappola. Ogni misura di prudenza adottata dagli americani viene presentata come un regalo a Pechino. Ogni richiesta di trasparenza rivolta ai cinesi viene denunciata come un tentativo americano di soffocarne lo sviluppo. Le due potenze sanno che la tecnologia può sfuggire al controllo, ma temono ancora di più che finisca sotto il controllo dell'altra.


Pechino usa la sicurezza per rafforzare la censura. Trump usa la competizione con Pechino per screditare la sicurezza. In mezzo, le imprese che hanno costruito le macchine più potenti mai concepite chiedono alla politica di imporre loro limiti che non sono riuscite - o non hanno voluto - darsi da sole.


La corsa nucleare produsse trattati, ispezioni, linee dirette e sistemi di controllo reciproco. Non eliminò il pericolo, ma almeno riconobbe che la sopravvivenza veniva prima della vittoria.
Nel 1971 fu la diplomazia del ping-pong di Henry Kissinger e Richard Nixon ad aprire il dialogo tra Washington e Pechino. Oggi servirebbe la diplomazia del ping-prompt. Ma Americani e cinesi continuano a rilanciarsi gli allarmi come una pallina: ciascuno accusa l'altro e nessuno vuole rallentare per primo.


T. S. Eliot scrisse in un famoso poemetto, "the Hollow Men" (Gli uomini vuoti) che non saremmo morti con un bang ma con un lamento. L'AI potrebbe essere la realizzazione di quella profezia - a meno che il cambiamento climatico non vinca la corsa.


L'Europa, almeno sul terreno delle regole, è più avanti. Con l'AI Act ha costruito la prima disciplina generale e vincolante dell'intelligenza artificiale: obblighi di trasparenza, valutazione dei rischi, supervisione umana e norme specifiche per i modelli più potenti e i contenuti artificiali. Non deve dunque entrare in campo: deve avere la forza politica di restarci, applicando le proprie regole senza lasciarsele smontare dalla pressione delle grandi imprese o dalla retorica della competizione con la Cina.


Resta però fuori dalla disciplina europea il settore più pericoloso: l'AI impiegata per finalità militari, di difesa e di sicurezza nazionale. È qui che l'UE dovrebbe trasformare la propria esperienza normativa in iniziativa diplomatica, proponendo verifiche internazionali, obbligo di comunicare gli incidenti e limiti all'autonomia delle armi e degli agenti cibernetici.


L'Europa non possiede i modelli più potenti né le aziende più ricche. Possiede, per ora, qualcosa che a Washington e a Pechino sembra scarseggiare: l'idea che non tutto ciò che può essere costruito debba essere costruito senza regole.


Le macchine stanno diventando straordinariamente intelligenti. Non è affatto certo che lo stiano diventando anche le superpotenze che le sviluppano.

(Marco Taradash su La Linea / Linkiesta deò 15/09/2026)

14 SETTEMBRE 2026

Osservatorio disservizi da 8 a 14 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 10 a 14 Settembre 2026
Pubblica Amministrazione 35,60%
Telecomunicazioni 14,30%

Viaggi 10,20%

Salute 9,30%

Energia 9,20%

Banca 7,20%

Prodotti finanziari 06,20%

Condominio 04,20%

Acquisti 05,30%

Diritti immigrati 01,30%

Assicurazioni 01,20%

13 SETTEMBRE 2026

Il ceo di Anthropic sostiene che il settore IA deve dare tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi

· di Redazione

L'amministratore delegato di Anthropic ha dichiarato sabato che l'industria dell'intelligenza artificiale dovrebbe rallentare il suo rapido sviluppo per dare il tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi. Senza un tale rallentamento, Dario Amodei ha avvertito che entro sei-dodici mesi l'IA potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti che potrebbero prendere il controllo dell'intera internet.

L'avvertimento giunge mentre crescono le preoccupazioni sull'intelligenza artificiale, sia all'interno che all'esterno del settore, e continuano a emergere segnalazioni di sistemi sempre più potenti, capaci di risolvere problemi al di là delle capacità umane, ma che potrebbero anche impazzire e svolgere altri compiti, ben più dannosi. Le preoccupazioni sono diventate così forti che l'amministratore delegato di OpenAI, l'azienda che ha creato ChatGPT, ha dichiarato in un'intervista a Fortune che la sua società aspetterà fino al prossimo anno prima di iniziare a vendere le proprie azioni agli investitori di Wall Street, poiché la priorità è la sicurezza.

Amodei è una delle voci più autorevoli nel campo dell'intelligenza artificiale e, in un post sul suo sito web, ha proposto un piano per intensificare i controlli sul settore. Ha affermato che Anthropic sta già attuando autonomamente una parte di questo piano, mentre le restanti misure richiederebbero il coordinamento dell'intero settore e dei governi di tutto il mondo, compresi quelli autoritari.

"Credo che se rallentare ci concedesse anche solo un anno o due in più prima che i modelli raggiungano livelli di capacità critici, e se usassimo quel tempo per migliorare l'allineamento, potremmo ridurre notevolmente il rischio che qualcosa vada seriamente storto", ha affermato Amodei.

Cresce la pressione sul settore dell'intelligenza artificiale.

Da anni, le organizzazioni di controllo esortano l'industria dell'IA a rallentarne lo sviluppo per motivi di sicurezza. Ma la pressione è aumentata con le dimissioni dei lavoratori del settore, che accusano le proprie aziende di non agire in modo responsabile .

"Molte delle persone che conosco che lavorano nella ricerca sulla sicurezza presso aziende di intelligenza artificiale vogliono fare ciò che è giusto per il mondo", ha dichiarato Joe Benton, ex dipendente di Anthropic, in un post pubblicato venerdì annunciando le sue dimissioni da un incarico in un team per la sicurezza. "Ma sentono che le loro aziende sono intrappolate in una corsa per costruire la superintelligenza: o si fermano e altre persone meno coscienziose prendono il loro posto, oppure continuano, rischiando di contribuire a loro volta a danni enormi".

Ciò ha fatto seguito alle dimissioni di alto profilo, avvenute all'inizio della settimana, di Jacob Coxon, il quale ha affermato che sia Anthropic che OpenAI "stanno correndo dritte verso la superintelligenza auto-migliorante e stanno mettendo a repentaglio le nostre vite".

Ciò ha dato nuovo impulso al settore, dopo anni di crescenti preoccupazioni riguardo a una possibile superintelligenza in grado di sfuggire al controllo dell'umanità, ha affermato Anthony Aguirre, presidente e CEO del Future of Life Institute, che ha chiesto una pausa di sei mesi per lo sviluppo del settore nel 2023.

"Hanno capito, i loro dipendenti hanno capito, tutti hanno capito che stanno costruendo Skynet ", ha detto. "E nella corsa a Skynet, nessuno vince. Davvero, nessuno."

"Ormai è diventato chiaro al mondo, e persino alle aziende che si occupano di intelligenza artificiale, che non sono realmente preparati a controllare i sistemi di IA che stanno cercando di creare a gran velocità."

Le minacce derivanti dall'intelligenza artificiale sono già evidenti

Anthropic aveva dichiarato due giorni prima di aver bloccato i tentativi di malintenzionati di utilizzare i suoi modelli di intelligenza artificiale per attività dannose, come attacchi informatici, sorveglianza e ricerche che avrebbero potuto portare allo sviluppo di armi biologiche. A luglio, OpenAI aveva scosso il settore dopo aver affermato che il suo sistema di intelligenza artificiale aveva violato autonomamente i sistemi di un'altra azienda in un "incidente informatico senza precedenti".

All'inizio di questa settimana, il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha esortato i paesi a mettere in atto "garanzie incrollabili in materia di sicurezza dell'intelligenza artificiale prima che sia troppo tardi".

Certo, alcuni critici hanno liquidato tali avvertimenti come un modo per alimentare l'entusiasmo intorno al settore dell'IA e alle sue potenzialità. Anthropic e OpenAI si stanno preparando per un possibile debutto in borsa che potrebbe valutarle centinaia di miliardi di dollari, mentre una parte consistente dell'attività di SpaceX di Elon Musk è legata all'intelligenza artificiale.

Altri leader nel campo dell'IA sono d'accordo

In un'intervista rilasciata a Fortune e pubblicata sabato, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato che la sua azienda non lancerà la sua offerta pubblica iniziale di azioni quest'anno.

"Direi di no, non entro il 2026", ha affermato. "Sì, abbiamo ancora molto da fare, come ad esempio affrontare questo momento cruciale definendo cosa sarà necessario in termini di sicurezza e allineamento, e come l'industria e i governi potranno collaborare."

Sabato, subito dopo la pubblicazione dei suggerimenti di Amodei, Altman ha pubblicato su X un messaggio in cui affermava che OpenAI si sarebbe impegnata ad aderire a una delle proposte di Amodei in materia di sicurezza e che "avrebbe presto ulteriori novità da condividere".

Nel frattempo, Musk ha dichiarato a X che "Dario ha ragione".

Amodei ha affermato di credere ancora negli enormi benefici che l'IA potrebbe apportare, come la cura di gravi malattie. Tuttavia, negli ultimi mesi si è detto sempre più preoccupato per la crescente capacità dell'IA di auto-migliorarsi e di sviluppare la prossima generazione di intelligenza artificiale. "Se non controllata, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi, quindi deve essere perseguita con estrema cautela, se non addirittura evitata del tutto."

Ha inoltre fatto specifico riferimento all'attacco di luglio, in cui il sistema di OpenAI ha hackerato Hugging Face. Alcuni lo hanno definito un esempio di intelligenza artificiale "fuori controllo", sebbene i ricercatori abbiano affermato che si potrebbe antropomorfizzare inutilmente l'IA, che stava lavorando per raggiungere un obiettivo prefissato dagli esseri umani.

OpenAI ha affermato che l'attacco informatico è stato il risultato di un'intelligenza artificiale che si è spinta "a limiti estremi per raggiungere un obiettivo di test piuttosto specifico" e che "ha trovato il modo di accedere a informazioni segrete che poteva utilizzare per falsificare la valutazione".

Alcuni dei suggerimenti di Amodei potrebbero essere più difficili da attuare

Per contribuire a contenere i rischi, Amodei ha suggerito che tutte le aziende all'avanguardia nel campo dell'IA si impegnino a fornire un "accesso continuo, simile a quello di un dipendente", a un team di valutatori esterni, in grado di monitorare le pratiche di sicurezza.

Ha affermato che Anthropic ha già in programma di farlo autonomamente, offrendo scrivanie nei propri uffici, badge di accesso e computer portatili aziendali. Anche Altman di OpenAI si è subito impegnato a garantire la presenza di valutatori indipendenti e integrati nel team.

Le altre parti del piano proposto da Amodei potrebbero essere più difficili da attuare. Una di queste prevede che il governo statunitense conceda delle deroghe che consentirebbero alle aziende statunitensi di intelligenza artificiale di coordinarsi e definire standard di sicurezza senza violare le leggi antitrust.

Un'altra proposta chiede agli Stati Uniti e ad altri governi democratici di cercare di coordinarsi con i governi autoritari, in modo che le aziende cinesi e di altri paesi non accelerino i propri sforzi quando i concorrenti statunitensi li stanno intenzionalmente rallentando.

“Le misure che propongo per far avanzare la frontiera a un ritmo sicuro non saranno facili”, ha riconosciuto Amodei. “Ma credo che sia nostro dovere, nei confronti dell'umanità, provarci”.

(Stan Choe su Associated Press del 13/08/2026)

11 SETTEMBRE 2026

Bonus-carburanti. Malus-governo

· di Vincenzo Donvito Maxia

Il Governo ha prorogato al 17 settembre il taglio delle accise sul diesel e l’estensione a tutto settembre del credito di imposta per gli autotrasportatori. Proroga numero quindici, coperta da 102 milioni di fondi di bilancio. Giusto il tempo necessario - dicono al governo - per completare l’impianto dei cosiddetti “aiuti mirati” (la platea dei beneficiari), che riguarderebbe il periodo 1 Ottobre-31 Dicembre… per cui tra il 17 settembre e la fine del mese aspettiamoci una proroga numero 16 e - perché no visto che nelle settimane scorse c’è stata anche una proroga di 5 giorni - , 17, 18, etc…

Insomma, come dice il ministro dell’Economia: “Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento".

Fino a quando, vedremo.

Nel frattempo abbiamo il prezzo dei carburanti che continua a crescere ignorando questi provvedimenti. L'andamento dell'economia italiana che è la conferma di questo temporeggiare sui carburanti. Il costo del denaro che è cresciuto… denaro che vi viene erogato da banche che non sono mai state indispensabili quanto ricche come in questo momento

Ci ricorda una novella che sentiamo spesso raccontare soprattutto dalle amministrazioni locali. A Firenze, per esempio,è stata sconvolta viabilità ed economia per la costruzione della tramvia. Obiettivo: “avremo una città con mobilità eccellente”. Ma, siccome i lavori durano tantissimo tempo, anche oltre il previsto, nel frattempo le economie interessate sono andate a gambe all’aria… e chissà, come e quando ritorneranno.

10 SETTEMBRE 2026

Tassi Bce più costosi. L’economia frena. E’ necessario?

· di Vincenzo Donvito Maxia

La Banca Centrale europea (Bce) ha deciso di aumentare i tassi di interesse dello 0,25%

L’intento è quello di far circolare meno denaro, scoraggiare scambi di vario tipo e, costando di più il denaro, ci dovrebbero essere meno mercato, con la conseguenza che chiunque per vendere di più o mantenere gli attuali livelli, è restio ad aumentare i prezzi.

I "sacrificati" sono coloro che hanno prestiti personali e finanziamenti con tassi variabili…. ampiamente avvisati a suo tempo quando hanno contratto i prestiti.

E’ questa la scelta più giusta? Sarà il tempo, e le politiche che seguiranno, a dircelo. L’auspicio è che il mercato non tiri “i remi in barca”, ma si adegui e colga l’occasione per muoversi lo stesso pur a prezzi meno lucrosi dal lato offerta. Auspicio che, visto il “bengodi” che oggi hanno le banche e le aziende che traggono alti profitti dal precario contesto geopolitico, dubitare è più che legittimo. Insomma: i prezzi dubitiamo che scendano.

Comunque, questo è solo il cosiddetto apetto monetario dell'economia, perché dal lato determinante (liberalizzazioni che creamo più mercato e qualità), non ci sembra che ci sia un grande entusiasmo. Anzi: oligopoli e monopoli sono in crescita.

10 SETTEMBRE 2026

L’Europa ha capito Draghi, ma non riesce a fare quello che dice

· di Redazione

A due anni dal rapporto sulla competitività, Bruxelles ha trasformato molte delle sue proposte in priorità politiche, ma solo una piccola parte delle riforme è stata davvero attuata. Il problema non sono più le idee, ma gli interessi nazionali che impediscono agli Stati di cedere sovranità

Sono passati due anni da quando Mario Draghi avvertì che l’Europa sarebbe andata incontro a una «lenta agonia» se non avesse affrontato la propria crisi di competitività. Da allora il rapporto dell’ex presidente del Consiglio italiano è diventato il riferimento dell’agenda economica europea. Almeno sul piano politico, cioè a parole. Perché invece le riforme che ha indicato sono rimaste in gran parte ferme sulla carta. Secondo un monitoraggio dell’European Policy Innovation Council citato dal Financial Times, a luglio solo il 15,7 per cento delle 383 raccomandazioni contenute nel rapporto risultava pienamente attuato. Un altro studio, realizzato dall’Institut Montaigne con una metodologia diversa, arriva a una stima più ottimistica, intorno al trenta per cento. Entrambe indicano che le riforme più importanti sono anche quelle che l’Europa fatica maggiormente a realizzare.

Draghi ha sostanzialmente vinto la discussione europea, ma la sua visione si concretizza ancora troppo poco nei provvedimenti europei. Il paradosso quindi è che a Bruxelles la sua diagnosi è stata assorbita – la competitività è diventata una priorità, la necessità di ridurre il divario con Stati Uniti e Cina viene ripetuta da governi e istituzioni e Ursula von der Leyen ha indicato il rapporto come una sorta di agenda per il suo secondo mandato – poi però quando bisogna passare dalle parole alle riforme riemerge la vecchia Europa degli interessi nazionali.

Tra le priorità del rapporto Draghi ci sono l’integrazione dei mercati dei capitali, la rimozione delle barriere ancora presenti nel mercato unico, la riduzione delle dipendenze strategiche e una maggiore integrazione nei settori dell’energia, della difesa e delle telecomunicazioni. Sono proprio i dossier che richiedono agli Stati membri di rinunciare a una parte delle proprie competenze e di accettare regole comuni. Come al solito, decidere chi debba rinunciare a che cosa per realizzare un progetto è un’impresa impossibile.

Nel frattempo l’agenda europea è stata influenzata dalla guerra in Ucraina, dalla questione migratoria e dalla trattativa sul prossimo bilancio comune. Anche quando Bruxelles riesce a mettere in calendario un provvedimento nel nome della competitività il risultato può essere molto diverso da quello preventivato all’inizio. Il Financial Times cita il caso del nuovo sistema digitale per le dichiarazioni dei lavoratori distaccati: quello che doveva diventare un modulo unico europeo è stato appesantito dall’aggiunta di requisiti nazionali, tra cui quelli introdotti dalla Germania.

Sul bilancio europeo, ad esempio, Draghi aveva chiesto di spostare risorse dall’agricoltura e dai fondi regionali verso competitività e innovazione. La Commissione ha raccolto l’idea, proponendo un nuovo European Competitiveness Fund da quattrocentodieci miliardi di euro nel prossimo bilancio. Ma nei negoziati i governi hanno iniziato a ridimensionarlo, mentre aumentavano le risorse per agricoltura e fondi regionali (lo ha spiegato bene Politico Europe in questo articolo di sintesi).

Ci sarebbe da parlare anche dei mercati dei capitali. La Commissione ha proposto anche di trasformare l’autorità europea dei mercati in un vero supervisore comune, sul modello della Sec americana. Ma gli interessi nazionali e quelli delle imprese stanno già complicando il percorso. Lo stesso è successo con le regole sui risparmi pensionistici: Bruxelles aveva provato a spingere una parte dei cittadini a investire di più nei mercati, ma i governi hanno finito per svuotare la riforma.

Anche l’auto racconta bene la difficoltà di trasformare le idee in politica industriale. La Commissione ha seguito Draghi sulla necessità di rendere più flessibili gli obiettivi sulle emissioni, ma intanto Volkswagen ha approvato un piano di taglio dei costi che può portare alla perdita di centomila posti di lavoro e alla chiusura di quattro stabilimenti in Germania. E mentre l’Europa prova a recuperare terreno sull’auto autonoma, i robotaxi che stanno arrivando nelle sue città funzionano soprattutto con tecnologia americana o cinese.

I progressi più concreti, invece, sono arrivati soprattutto nei settori in cui la Commissione poteva agire direttamente: la riduzione degli oneri burocratici, l’accesso ai finanziamenti per le imprese e l’accelerazione delle autorizzazioni per le tecnologie pulite, giusto per fare qualche esempio.

Solo che i problemi non risolti non passano in secondo piano. Semmai si complicano, o almeno diventano più urgenti. Gli Stati Uniti stanno beneficiando degli investimenti in intelligenza artificiale, data center e semiconduttori avanzati e, riprendendo ancora i dati del Financial Times, dal luglio 2024 hanno registrato una crescita del Pil costantemente superiore a quella europea.

Due anni dopo la diagnosi di Draghi, dunque, all’Europa non mancano le idee. Quelle erano già tutte nel rapporto. Manca il passaggio successivo. E fin quando gli Stati non saranno disposti a rinunciare a una parte dei propri poteri per perseguire un interesse comune, sarà molto difficile portare a casa risultati concreti.

(Linkiesta del 10/09/2026)

NOTIZIE
16 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Inflazione. Istat conferma +3,3% per agosto

Nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua (da +2,9% di luglio), confermando la stima preliminare.

L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,6% a +1,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).

Nel settore dei beni i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +3,2% a +4,1%), a cui si contrappone il rallentamento di quello dei prezzi dei servizi (da +2,7% a +2,4%). Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.

La variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1,0% a +0,9%), mentre quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3,0%) e non regolamentati (+2,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3%) e dei Beni durevoli (+0,5%).

L’inflazione media del 2026 acquisita ad agosto è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +3,4%.

Il commento

Ad agosto 2026 l’inflazione sale a +3,3% (da +2,9% di luglio), sostenuta dall’andamento dei prezzi dei beni energetici (da +11,6% a +17,1%). Nel settore alimentare la dinamica dei prezzi continua a essere moderata (attestandosi a +1,0%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale. La crescita dei prezzi rallenta anche per alcune tipologie di servizi, tra cui i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti. Il cosiddetto “carrello della spesa” diminuisce lievemente (da +1,0% a +0,9%), come anche l’inflazione di fondo (da +1,6% a +1,5%). L’inflazione media del 2026, acquisita ad agosto sale a +2,9%.

16 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Antitrust apre istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps

L’Antitrust apre l’istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Dopo la fase preliminare di screening dell’offerta, l’Authority ha avviato una fase di approfondimento e di confronto con le parti in campo. Di fatto, si tratta di una fase 2, che servirà ad analizzare le criticità dell’operazione e ad arrivare a possibili correttivi.

16 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Giustizia. I tempi delle sentenze penali. Focus de IlSole24Ore

Il Sole 24Ore mette sotto la lente i dati del ministero della Giustizia sul primo semestre 2026, che fotografano una diminuzione dei tempi delle sentenze penali in tutte le fasi: rispetto al 2019 la durata di un processo penale passa da 392 a 299 giorni nei Tribunali, da 841 a 483 giorni in appello e da 166 a 73 giorni in Cassazione. La durata complessiva arriva così a 856 giorni, con un miglioramento dei tempi del 40%, più alto del target Pnrr fissato al 25%».

16 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Disuguaglianze record: le famiglie crescono meno dell'Europa ma il 5% più ricco possiede metà Paese

Le famiglie italiane hanno aumentato la loro ricchezza negli ultimi 10 anni ma la crescita è stata la più bassa dell’eurozona e si è fermata a un +22% contro una media dell’area di +60% e una punta del +87% della Germania.

Non solo, le diseguaglianze, nello stesso periodo, sono salite polarizzando la ricchezza verso l’alto. E’ quanto si legge nella ricerca dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie.

Dal 2015 al 2025 il nostro paese, sottolinea il rapporto “registra l’incremento minore nell’eurozona, maturato in larga parte dal 2020. A incidere è il livello del tasso di risparmio, nettamente inferiore alla media dell’area dell’euro”.

In particolare, dal 2015 la crescita totale dell’Italia, pari a 2.107 miliardi, è stata determinata per il 45% circa (937 miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale (+102,7%) detenuti per la quasi totalità (98,3%) dalle famiglie più abbienti. È stata anche una crescita a due velocità, nettamente più marcata nel secondo quinquennio: dal 2020 al 2025 l’aumento della ricchezza è stato di 1.829,6 miliardi, contro i soli 277,4 miliardi del periodo dal 2015 al 2020.

Oltretutto “il 5% delle famiglie detiene oltre il 50% della ricchezza netta complessiva, mentre il 50% meno abbiente ne possiede appena il 7,3%. Nel 2015 le famiglie italiane disponevano mediamente di 366.790 euro, più delle famiglie tedesche (263.390) e spagnole (291.480) e anche delle francesi (330.980). Nel 2025 il valore italiano sale a 452.300 euro, sempre al di sopra di Spagna (436.900) e Francia (441.080), ma al di sotto della Germania (480.390).

La ricchezza delle famiglie italiane è sempre più concentrata nelle mani della fascia più abbiente della popolazione. Nel 2010 il 10% più ricco deteneva il 52% della ricchezza netta complessiva; al 31 dicembre 2025 la quota è salita al 60,6%. Ancora più marcata la crescita della concentrazione al vertice: il 5% più ricco è passato dal 39,9% della ricchezza nel 2010 al 50,2% nel 2025. In quindici anni la sua quota è quindi aumentata di oltre 10 punti percentuali. (Ansa)

16 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Bitcoin ha perso quasi il 50% e sarebbe diventato 'noioso'

Il Bitcoin sta affrontando una fase complessa e di forte volatilità, oscillando sotto la soglia degli 80.000 dollari dopo aver toccato picchi storici superiori ai 126.000 dollari nell'ottobre 2025.

Questa correzione dai massimi è guidata da diversi fattori macroeconomici e di mercato:

  • Competizione dell'intelligenza artificiale: I capitali istituzionali si sono in parte spostati verso i titoli tecnologici e legati all'IA.
  • pressione geopolitica e macro: Le tensioni internazionali (come la crisi Iran-USA) e l'incertezza sui tassi e sul debito USA influenzano i flussi di cassa.
  • Regolamentazione e flussi: Il dibattito su nuove leggi e i movimenti altalenanti degli ETF continuano a ridefinire il sentiment degli investitori.

Secondo Milano Finanza arebbe diventato 'noioso' Dal picco dell’ottobre 2025 la criptovaluta ha perso quasi il 50% mentre le ricerche su Google sono crollate del 70%. Il boom dell’AI allontana gli investitori e la stretta fiscale in Italia pesa sull’investimento. Milioni di risparmiatori in allerta

16 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Bitcoin: Satoshi sarebbe un narco in carcere

Satoshi Nakamoto è lo pseudonimo della persona, o del gruppo di persone che ha ideato la criptovaluta Bitcoin, redigendone il white paper e creandone e distribuendone l'implementazione di riferimento originale. Questa comprende la realizzazione del relativo protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer su cui si basa. Nell'ambito dello sviluppo di Bitcoin, Nakamoto ideò anche la prima blockchain. Nakamoto è timasto attivo nello sviluppo della criptovaluta fino al dicembre 2010.

Satoshi sarebbe Paul Le Roux, un narco in carcere negli Usa. Lo ha detto una stella dell’AI al podcast di Tucker Carlson

Amjad Amsad, fondatore e ceo di Replit, parla su Milano Finanza di Le Roux, un hacker abilissimo e creatore di una rete di farmacie online illegali che ha venduto antidolorifici oppiacei a milioni di cittadini statunitensi

16 SETTEMBRE 2026

MONDOMONDO. Il bitcoin torna sopra 80.000 dollari, ai massimi da tre mesi. Ecco perché e dove può arrivare

  • Il Bitcoin supera 80.000 dollari, massimo da oltre tre mesi, spinto da indebolimento dollaro e buyback Tesoro Usa.
  • L'invito di Donald Trump a chiarezza normativa per il settore ha contribuito al rialzo.
  • Ad agosto, Bitcoin ha guadagnato quasi il 30%, la migliore performance mensile da novembre 2024.
  • Gli acquisti di ETF su Bitcoin hanno registrato il maggior afflusso settimanale in 10 mesi.
  • Il valore attuale rimane inferiore al picco di 126.000 dollari di ottobre 2025.
  • Analisti di IG prevedono un movimento verso 95.000-100.000 dollari con una rottura sostenuta.
  • Mosse del Tesoro hanno orientato investitori verso oro (quasi 4.700 dollari l'oncia) e Bitcoin per timori su inflazione e debito pubblico Usa.
  • Il debito pubblico statunitense ha raggiunto 40.000 miliardi di dollari.
  • Tim Sun (HashKey Group) ritiene che i politici statunitensi limiteranno l'aumento dei rendimenti fino alle elezioni di midterm, creando un contesto favorevole.
  • Geoffry Kendrick (Standard Chartered) paragona il momento al crollo di Silicon Valley Bank nel marzo 2023, che precedette un rally di Bitcoin.
  • Bitcoin rafforza il suo ruolo di strumento per conservare ricchezza al di fuori del sistema bancario tradizionale.

Qui l'articolo completo di Milano Finanza

15 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. Nove milioni di voti per le prossime banconote

Oltre 9 milioni di persone hanno partecipato finora al sondaggio della Banca centrale europea sui dieci progetti selezionati per le nuove banconote in euro, ha detto ieri Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce. È “una delle consultazioni pubbliche europee di maggior successo mai realizzate”, ha detto Cipollone. Il sondaggio, che resterà aperto fino al 21 settembre, chiede ai cittadini di valutare le dieci proposte selezionate dal Consiglio direttivo della Bce il 23 luglio. I risultati contribuiranno a definire l’aspetto delle future banconote, che entreranno in circolazione nel prossimo decennio. La decisione è attesa “intorno alla fine di quest’anno”, ha detto Cipollone.

Le banconote conviveranno con l’euro digitale — Piero Cipollone ieri ha nuovamente rassicurato sul fatto che le banconote in contante non saranno sostituite dall’euro digitale che la Banca centrale europea intende lanciare nei prossimi anni. “Il contante in euro e l’euro digitale coesisteranno”, ha detto il membro del Comitato esecutivo della Bce: “Si completeranno a vicenda e saranno al servizio degli europei in modi diversi.” Secondo Cipollone, le due forme di moneta “rafforzano la nostra sovranità monetaria, garantendo che una soluzione europea sia disponibile per tutti i tipi di pagamenti”.

(Il Mattinale Europeo)

15 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Bond a 10 anni al 5%: mutui oltre il 7%

A spingere i rendimenti sono soprattutto il rialzo del petrolio e i timori di nuove pressioni sull’inflazione, alla vigilia della riunione della Federal Reserve

Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni ha toccato il 5%: sui massimi dal 2023. A spingere i rendimenti sono soprattutto il rialzo del petrolio e i timori di nuove pressioni sull’inflazione, alla vigilia della riunione della Federal Reserve. In rialzo anche il secondo sorvegliato speciale - il rendimento a 30 anni a cui sono agganciati poi i mutui a tasso fisso americani - che ha toccato il 5,35%. Quest’ultima è una soglia simbolica, la stessa che ha spinto lo scorso agosto il segretario al Tesoro degli Usa, Scott Bessent, ad annunciare un raddoppio delle operazioni di buyback sui titoli a lungo termine. ll recente movimento ha portato il costo dei mutui negli Usa oltre la soglia del 7%.

Il mercato, complice le impennate del prezzo del petrolio, sta quindi testando ulteriormente questi livelli quando mancano ormai poche ore alla decisone sui tassi da parte della Federal Reserve, calendarizzata per il 16 settembre. Finora il governatore Kevin Warsh si è nascosto dietro un linguaggio abilmente vago, scegliendo anche di abolire la forward guidance.

Il mercato dei future tuttavia ha pochi dubbi. Considerato l’ultimo dato di inflazione (il core Cpi pubblicato venerdì è cresciuto su base mensile dello 0,3% che in proiezione corrisponderebbe a un 3,6% annuo) le probabilità di un rialzo dei tassi sono salite al 90%.

A differenza delle precedenti sedute - in cui il rialzo dei rendimenti era però accompagnato dalla contestuale debolezza del dollaro - oggi anche il biglietto verde si sta apprezzando, con il dollar index in rialzo dello 0,5% oltre i 99 punti. Questo conferma un clima di minore propensione al rischio con un mercato nervoso alla luce dei prossimi market mover e delle crescenti tensioni in Medio Oriente.

(Vito Lops su IlSole24Ore del 14/09/2026)

15 SETTEMBRE 2026

MONDOMONDO. Oggi 15 dicembre

Il petrolio è arrivato a un soffio dai 110 dollari al barile, in rialzo del 50% dall’inizio della guerra. I prezzi del gas sono più che triplicati in Europa e sfiorano gli 85 euro per Megawattora. E i rendimenti sui titoli di Stato hanno rotto gli argini, con il decennale americano che ha superato la soglia del 5% per la prima volta dal 2023. Il tutto mentre sale l’allarme sull’intelligenza artificiale, con ripercussioni sui titoli di Big Tech. Dopo gli appelli a rallentare lo sviluppo dell’AI, Microsoft ha pubblicato un codice di condotta che impone restrizioni ai suoi modelli di intelligenza artificiale. Ma Trump non condivide la frenata: «Gli Usa sono in vantaggio nell’AI, non uccidete la gallina dalle uova d’oro».

14 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Privacy, multa da 5,5 milioni a BBVA per messaggi promo nonostante il no

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 5,5 milioni di euro a BBVA (Banco Bilbao Vizcaya Argentaria) per aver continuato a inviare messaggi promozionali a un cliente nonostante il suo diniego, espresso sia tramite l'app della banca sia rivolgendosi direttamente al servizio clienti. Come riporta Punto Informatico, si tratta di uno dei provvedimenti più pesanti adottati di recente dall'Autorità nei confronti di un istituto bancario.

Secondo la ricostruzione del Garante, l'utente aveva disattivato le comunicazioni commerciali direttamente dall'app della banca e, non vedendo cessare l'invio dei messaggi, aveva ribadito la propria opposizione contattando il servizio clienti. Nonostante questo doppio diniego, le notifiche promozionali sono proseguite per sette mesi, da ottobre 2025 a maggio 2026.

BBVA ha attribuito l'accaduto a un malfunzionamento del proprio software CRM (Customer Relationship Management), che non avrebbe sincronizzato correttamente la revoca del consenso espressa dal cliente con il database utilizzato per la gestione delle comunicazioni di marketing. Il problema, secondo quanto dichiarato dalla banca, sarebbe rimasto isolato al singolo utente ed è stato risolto dopo l'apertura dell'istruttoria da parte del Garante, avviata a fine giugno 2026.

L'istruttoria ha però rivelato ulteriori criticità nella gestione del caso. Il cliente aveva presentato due reclami formali, a ottobre e dicembre 2025, senza ricevere alcun riscontro entro il termine di un mese previsto dal GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati). L'Autorità ha inoltre accertato che, nel rispondere al cliente, la banca aveva fornito informazioni non corrette sul reale funzionamento dei trattamenti interni dei dati.

Nel motivare la sanzione, il Garante ha sottolineato un principio che va oltre il singolo caso: non basta che il rifiuto del cliente venga registrato da un sistema aziendale, se poi l'organizzazione non è in grado di garantirne l'effettiva applicazione lungo tutte le fasi del trattamento. Il rispetto delle norme sulla privacy, si legge nel provvedimento, non può fermarsi alla singola app o al singolo database: i diversi sistemi informatici di un'azienda devono poter dialogare correttamente tra loro, in modo che la scelta espressa dal cliente venga rispettata ovunque i suoi dati vengano utilizzati.

Nel calcolare l'importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto della gravità e della durata della violazione, del fatturato di BBVA - superiore a 500 milioni di euro - e di un precedente provvedimento del luglio 2025, con cui l'Autorità aveva già contestato alla banca un tardivo riscontro a una richiesta di accesso ai dati. Tra gli elementi considerati come attenuante c'è invece l'intervento della banca per far cessare la violazione non appena avviata l'istruttoria.

Oltre alla sanzione pecuniaria, il Garante ha ordinato a BBVA di adottare misure tecniche e organizzative adeguate, tali da assicurare una gestione corretta e tempestiva delle richieste degli interessati e da evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.

14 SETTEMBRE 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Revolut, dati clienti finiti a una falsa agenzia governativa

Revolut ha comunicato ad alcuni clienti di aver fornito i loro dati personali a un cybercriminale che si era finto un'agenzia governativa. Come riporta Punto Informatico, la fintech britannica non ha subito un attacco informatico in senso tradizionale: nessun server è stato violato, nessuna password rubata. È caduta invece nella trappola di un truffatore che ha inviato una richiesta di informazioni sfruttando il dominio email legittimo di un'agenzia governativa.

Il messaggio ha superato tutti i controlli di sicurezza previsti per individuare falsificazioni del mittente, phishing e spam - i protocolli SPF, DKIM e DMARC - proprio perché proveniva tecnicamente da un indirizzo autentico dell'ente. Revolut, ritenendo la richiesta genuina, ha risposto fornendo una notevole quantità di dati sui clienti coinvolti: nome, cognome, data di nascita, professione, indirizzo postale, email e numero di telefono. A questi si sono aggiunti dati finanziari sensibili come IBAN, stato del conto, data di apertura, numero di riferimento del wallet, elenco dei prelievi e cronologia completa delle transazioni, incluse quelle in Bitcoin. Sono state divulgate anche copie di documenti d'identità - passaporti e patenti - e i selfie utilizzati per il riconoscimento facciale in fase di verifica dell'account.

L'incidente è stato reso pubblico dal ricercatore di sicurezza informatica ZachXBT, noto per le sue attività di tracciamento di criptovalute rubate, che ha pubblicato la comunicazione inviata da Revolut ai clienti coinvolti. Secondo il ricercatore, l'episodio sembrerebbe aver preso di mira in particolare clienti con patrimoni elevati, e il numero di persone coinvolte apparirebbe contenuto, anche se non è stata resa nota una cifra precisa. Revolut non ha specificato quale agenzia governativa sia stata impersonata, citando le indagini di polizia in corso. Resta quindi da chiarire se qualcuno abbia violato una casella di posta governativa dall'esterno oppure se la richiesta fraudolenta sia partita da un account creato ad hoc all'interno dello stesso dominio.

La società ha dichiarato di aver bloccato l'indirizzo email utilizzato per l'inganno non appena scoperta la frode, e di aver informato l'agenzia coinvolta, le forze dell'ordine e le autorità di regolamentazione competenti, sia finanziarie che per la protezione dei dati. Revolut ha inoltre precisato che i sistemi interni e i fondi dei clienti non risultano compromessi: nessun denaro è stato spostato e non sono stati esposti codici di accesso, credenziali di login o dati biometrici di autenticazione.

L'episodio arriva in un momento delicato per la fintech londinese, che conta oltre 80 milioni di clienti in più di 30 paesi nel mondo, Italia compresa, e si prepara a una quotazione in Borsa attesa entro la fine del 2026. Proprio nei giorni scorsi Revolut aveva ottenuto dall'autorità bancaria statunitense un'approvazione condizionata per aprire una banca nazionale negli Stati Uniti, la cui apertura è prevista per la prima metà del 2027.

Il caso solleva interrogativi non tanto sulla robustezza tecnica dei sistemi informatici di Revolut, quanto sulle procedure interne di verifica delle richieste che arrivano da presunte autorità pubbliche. Il fatto che un'email tecnicamente autentica, proveniente da un dominio reale, non basti a garantire che la richiesta sia davvero autorizzata da chi dice di averla inviata, mette in luce un punto debole comune a molti servizi finanziari digitali che gestiscono grandi quantità di dati sensibili dei propri utenti.

14 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Scommesse su trial clinici: esperti chiedono il divieto

Due studiosi statunitensi di politica sanitaria, Y. Tony Yang della George Washington University e Aaron Kesselheim della Harvard Medical School, hanno pubblicato sulla rivista Science un appello per vietare i mercati di scommesse su sperimentazioni cliniche ancora in corso. Il bersaglio dei due ricercatori è il progetto pilota lanciato a luglio 2026 dalla piattaforma di prediction market Kalshi insieme ad AppliedXL, società di intelligence pubblica specializzata in dati farmaceutici.

Il servizio, come riportato dagli stessi promotori, consente di acquistare contratti binari sull'esito di trial clinici di fase avanzata e sulle decisioni di approvazione della Food and Drug Administration (FDA). Kalshi ha presentato l'iniziativa come uno strumento per rendere pubbliche informazioni normalmente riservate: secondo l'azienda, banche, fondi ed esperti di settore elaborano da tempo stime sulle probabilità di successo dei farmaci, ma tali valutazioni restano riservate agli addetti ai lavori. I contratti, spiega Kalshi, vengono listati solo dopo la chiusura dell'arruolamento dei pazienti nei trial, e la piattaforma ha introdotto alcune tutele: divieto di scommessa per i pazienti arruolati, per i dipendenti dell'azienda che conduce lo studio e dei suoi concorrenti, oltre al blocco - almeno inizialmente - dei trial che coinvolgono esclusivamente minori.

Yang e Kesselheim temono tuttavia che un prezzo pubblico e in continuo aggiornamento possa finire per condizionare il comportamento di partecipanti, coordinatori di studio e valutatori, alterando così l'integrità della raccolta dati. Gli autori richiamano il precedente del 2008, quando il presidente del comitato di monitoraggio della sicurezza di un trial sperimentale su un farmaco per l'Alzheimer trasmise informazioni riservate a un gestore di hedge fund. Come emerso dalle indagini della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense, il caso riguardava lo studio sul farmaco bapineuzumab sviluppato da Elan e Wyeth: il gestore ottenne dati riservati dal medico che presiedeva il comitato di sicurezza dello studio, riuscendo a realizzare guadagni e ad evitare perdite per un totale di 276 milioni di dollari, in quella che le autorità statunitensi definirono la più grande operazione di insider trading mai perseguita dalla SEC.

Sulla base di questo precedente, i due ricercatori propongono una serie di misure. Anzitutto, che le piattaforme di prediction market non elenchino contratti su trial ancora in corso finché i risultati non sono resi pubblici. Chiedono inoltre che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'autorità statunitense che regola questi mercati, estenda ai trial clinici i propri poteri di divieto per motivi di interesse pubblico, già utilizzati in altri ambiti. Se questo non bastasse, secondo gli autori dovrebbe intervenire direttamente il Congresso con una legge specifica. Infine, propongono che gli sponsor delle sperimentazioni inseriscano clausole di divieto esplicito di trading nei contratti stipulati con investigatori clinici e fornitori coinvolti negli studi.

Il dibattito attorno a queste piattaforme non si limita al mondo accademico. Diverse testate statunitensi, tra cui NPR, hanno raccolto le perplessità di ricercatori e familiari di pazienti coinvolti nei trial, preoccupati che le quotazioni pubbliche possano generare pressioni improprie su chi partecipa agli studi o su chi li conduce. Kalshi, dal canto suo, ha respinto le critiche sostenendo che il rischio di insider trading sia più rilevante sul mercato azionario tradizionale che sulla propria piattaforma, e che le proprie salvaguardie - verifica dell'occupazione dei trader e sorveglianza di attività di mercato anomale - siano sufficienti a limitare gli abusi.

Gli autori dell'articolo su Science segnalano infine che Kalshi non è ancora disponibile in Australia, ma un commento pubblicato da MedicalRepublic ipotizza che piattaforme concorrenti possano espandersi in quel mercato, vista l'elevata propensione al gioco d'azzardo pro capite del paese.

14 SETTEMBRE 2026

CANADACANADA. Carney scommette sul fatto che i più grandi investitori del mondo stiano puntando sul Canada

Sono trascorsi poco più di 18 mesi da quando il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che la relazione tra il suo Paese e gli Stati Uniti, basata su oltre un secolo di stretta cooperazione economica e militare, era "terminata".

Il fallimento dei negoziati commerciali, le ritorsioni tariffarie e le dichiarazioni di Donald Trump sulla possibilità di rendere il Canada il "51° stato" hanno alimentato questa aspra faida tra i due paesi nordamericani confinanti.

Ora, in qualità di principale promotore del Canada, Carney punta a sfruttare le relazioni personali maturate ai vertici della finanza globale per convincere alcuni dei gestori patrimoniali e degli imprenditori più facoltosi del mondo a scommettere sul suo Paese.

Per due giorni, Toronto ospiterà oltre 100 investitori internazionali che gestiscono asset per un valore superiore a 100 trilioni di dollari canadesi (72 trilioni di dollari USA; 53 trilioni di sterline), nella speranza che le nuove relazioni economiche possano aiutare il Canada a orientarsi in un clima geopolitico sempre più instabile.

"Il Canada ha ciò che il mondo desidera", ha affermato Carney in vista di questo vertice sugli investimenti, "il primo nel suo genere".

Lunedì e martedì, un hotel di lusso ospiterà ospiti provenienti dai principali fondi sovrani di tutto il mondo, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e la Norvegia, e amministratori delegati di importanti società finanziarie, come Larry Fink di BlackRock e Jon Gray, presidente di Blackstone.

Lì, Carney spera di presentare loro i settori energetico e delle risorse naturali del Canada, nonché la stabilità politica del paese, nella speranza di convincerli a investire in progetti di intelligenza artificiale, difesa, trasporti e infrastrutture in tutto il paese.

Tutto ciò rientra in una strategia volta a costruire un'economia canadese "più indipendente e resiliente" in seguito alla guerra commerciale con gli Stati Uniti, intensificatasi nelle ultime settimane.

Ma non vi è alcuna garanzia che gli investitori con grandi disponibilità finanziarie si lasceranno convincere facilmente, e tra le difficoltà si annovera la lunga storia di procedure di approvazione dei progetti in Canada.

Un recente rapporto del Canada Pension Plan Investment Board, che co-organizzerà il vertice, ha avvertito che la portata e la profondità delle opportunità di investimento rappresentano il punto debole maggiore del Paese.

"I capitali globali sono alla ricerca di opportunità, ma le sole opportunità non rendono un mercato investibile", ha affermato Naomi Powell, direttrice del CPP Investments Insight

Sebbene allontanarsi dal suo più stretto partner commerciale rappresenterà una sfida per Carney, l'ex banchiere centrale possiede una rubrica piena dei più grandi imprenditori del mondo e conosce personalmente molti di loro.

"In molti casi si trattava di inviti personali, letteralmente", ha affermato Goldy Hyder, presidente e amministratore delegato del Business Council of Canada.

"Non si tratta di un gruppo di politici che invitano finanzieri, bensì di un gruppo di ex finanzieri e investitori che invitano i loro vecchi amici", ha aggiunto Miville Tremblay, che ha lavorato con Carney per diversi anni presso la Banca del Canada e ha potuto ammirare le sue capacità durante la crisi finanziaria globale del 2008.

"Era di gran lunga superiore a tutti gli altri", ha detto. "Capiva la finanza in modo approfondito. [Sapeva] quando stavano bluffando e quando la sottovalutazione indicava che stava succedendo qualcosa di veramente grave."

Conoscere le intenzioni degli investitori conferisce un vantaggio questa settimana al primo ministro, che ha iniziato la sua carriera presso la banca d'investimento Goldman Sachs.

Carney scommette che il suo background darà impulso al futuro economico del suo paese, sebbene non ci siano dubbi sul fatto che il Canada sia quello che perderebbe di più da un eventuale divorzio definitivo dagli Stati Uniti, la più grande economia del mondo.

Tremblay ha affermato che la ricerca di investimenti esteri da parte del Canada non è una novità, ma che la strategia di marketing rivolta alle grandi aziende è ora cambiata.

Negli ultimi 25 anni, i ministri del commercio canadesi hanno sfruttato la vicinanza agli Stati Uniti come punto di forza, convincendo gli investitori stranieri a "investire in Canada perché hanno un facile accesso al mercato statunitense", ha affermato Tremblay.

"Questa linea non funziona più."

Mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada continua a infuriare, molti credono che arriverà il momento in cui entrambe le parti torneranno al tavolo delle trattative.

Bradley Saunders, economista per il Nord America di Capital Economics, ha affermato che garantire il futuro dell'accordo commerciale era "la cosa veramente importante" che Carney doveva raggiungere nel lungo termine.

"Le esportazioni commerciali verso gli Stati Uniti rappresentano il 20% del PIL del Canada: si tratta di una delle percentuali più elevate in termini di scambi bilaterali tra due paesi al mondo."

"Se Carney vuole attrarre investimenti a lungo termine... se vuole che le cose vadano bene, deve cercare di creare un ambiente stabile, e questo non avverrà finché il Canada non avrà instaurato un certo rapporto commerciale con gli Stati Uniti."

Tremblay ha aggiunto che, anche se il Canada dovesse ridurre i suoi scambi commerciali con gli Stati Uniti nel lungo periodo, è chiaro che "dovranno sedersi a un tavolo e trovare un compromesso".

Hyder ha avvertito che gli investitori vorranno che Carney dimostri di poter rimuovere altri ostacoli agli investimenti, tra cui garantire il sostegno delle comunità indigene e delle province, che hanno il potere di rallentare o bloccare i grandi progetti di sfruttamento delle risorse.

Tremblay ha affermato che la presentazione deve essere "Il Canada ha cose di cui il mondo ha bisogno", che è esattamente la formulazione scelta da Carney.

A meno che non fosse già in corso un accordo con un'altra nazione, tuttavia, ritiene improbabile che vengano fatti annunci importanti. Ha affermato che, sebbene gli investimenti esteri saranno un obiettivo principale, è altrettanto importante incoraggiare maggiori investimenti nazionali da parte dei maggiori fondi pensione canadesi, che attualmente investono maggiormente all'estero.

Tremblay ha aggiunto che l'attuale clima economico e politico turbolento è perfetto per il suo ex capo. "È un esperto nella gestione delle crisi. Ha gestito la crisi finanziaria, ha gestito la Brexit e ora si trova a dover affrontare una super crisi per il Canada."

Carney ha chiarito che il cammino che attende il Canada, nel suo processo di affrancamento dalla dipendenza dagli Stati Uniti, sarà arduo.

Finora, la maggioranza dei canadesi appoggia la sua linea d'azione, nonostante alcune critiche per il fatto che si stia allontanando dagli impegni sul clima e che stia stringendo legami più stretti con nazioni come l'Arabia Saudita e la Cina, sfruttando le ricche risorse del Canada.

Tuttavia, Drew Fagan, professore presso la Munk School of Global Affairs dell'Università di Toronto, afferma che la sfida per il primo ministro è rappresentata dall'attuale frattura con gli Stati Uniti, che si sta aggravando più rapidamente del tempo necessario per sviluppare e consolidare nuove partnership commerciali globali.

"E nel frattempo, è lì che si trova la valle della morte per lui, sia dal punto di vista economico che potenzialmente politico", ha affermato.

(Michael Race su BBC del 14/09/2026)

14 SETTEMBRE 2026

GERMANIAGERMANIA. L'affermazione elettorale dell'Afd e le prospettive finanziarie

  • Afd, partito tedesco di estrema destra, ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei voti, generando un terremoto politico.
  • Sondaggi del 10 settembre indicano Afd primo partito al 38% in Germania, con elezioni imminenti a Berlino e Mecklenburg-Vorpommern.
  • Il programma economico di Afd prevede la Dexit (uscita dall'euro), abolizione tassa CO₂, stop a sussidi rinnovabili e riapertura centrali nucleari.
  • Alberto Conca suggerisce che un Afd-Trade premierebbe energia convenzionale e industria energivora, citando Rwe, E.On, Siemens Energy e Basf.
  • La Dexit, seppur improbabile, rafforzerebbe il marco tedesco, penalizzando gli esportatori (auto e industria) ma favorendo i nomi domestici e energivori.
  • In Italia, potenziali benefici per gas e infrastrutture (Snam, Italgas, Eni, Saipem, Tenaris, Prysmian) e subfornitura per l'industria tedesca (Brembo, Sogefi, Pirelli).
  • Fabio Caldato non vede un Afd-trade specifico, ma un indebolimento generale della politica strategica, e suggerisce investimenti in difesa (Rheinmetall) e software (Sap).
  • Caldato avverte che una crisi da Dexit amplierebbe lo spread Btp-Bund, rendendo vulnerabile il debito dei Paesi più indebitati.
  • Gabriel Debach evidenzia che i trattati europei non prevedono una procedura ordinata per l'uscita dall'euro e gli enormi ostacoli costituzionali tedeschi.
  • La presidente della BCE Lagarde ha proposto una maggiore integrazione europea come soluzione alla crisi, in contrasto con la proposta Afd.

Qui l'articolo completo su Milano Finanza del 14/09/2026)

14 SETTEMBRE 2026

USAUSA. L’Ai è un danno per l’umanità? Crollano i titoli virtuali di Claude e ChatGPT

Oltre 270 miliardi di dollari di valutazione implicita sono evaporati in poche ore da OpenAI e Anthropic, le società americane che gestiscono ChatGPT e Claude, i due modelli occidentali di AI più diffusi. Il tutto nel corso di queste ore di week end, mentre i mercati tradizionali sono chiusi. Il segnale arriva da Hyperliquid, la piattaforma decentralizzata sulla quale vengono scambiati contratti legati al possibile valore futuro di alcune delle più importanti società private del mondo.

Il movimento più violento riguarda OpenAI. Il contratto è in calo di circa l’11%, portando la valutazione implicita della società che controlla ChatGPT intorno a 1.465 miliardi di dollari. Anthropic - la società fondata da Dario Amodei e sviluppatrice di Claude - sta accusando un calo di domenica del 4%, scendendo poco sopra 2.070 miliardi.

Nel complesso, i due titoli sintetici continuano ad attribuire alle società una valutazione superiore a 3.500 miliardi di dollari. Una cifra vicina alla capitalizzazione delle maggiori società quotate al mondo.

Il ribasso è arrivato subito dopo le dichiarazioni con cui i vertici delle due piattaforme hanno aperto alla possibilità di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per contenerne i rischi. Il messaggio più forte è stato lanciato da Dario Amodei. In un saggio pubblicato sabato sul suo sito personale, dal titolo “We Must Pace the Frontier”, il numero uno di Anthropic ha scritto: «Dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. Il progresso continuerà a sembrare veloce e dovremo utilizzare saggiamente il tempo guadagnato».

Amodei teme soprattutto la cosiddetta auto-miglioramento ricorsivo - la capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di contribuire allo sviluppo della generazione successiva di modelli. Un processo che potrebbe accelerare il progresso oltre la capacità umana di comprendere e controllare le nuove tecnologie.

«Se non verrà controllato, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e governare questi sistemi e deve quindi essere perseguito con grande cautela, ammesso che debba essere perseguito», ha aggiunto.

La sua preoccupazione riguarda anche l’utilizzo di gruppi di agenti autonomi per condurre attacchi informatici. Secondo Amodei, entro sei o dodici mesi uno sciame di agenti più avanzati potrebbe arrivare a controllare una parte rilevante di Internet attraverso una rete persistente di computer compromessi, causando centinaia di miliardi di dollari di danni.

La proposta prevede che le società più avanzate concedano a valutatori indipendenti un accesso continuativo ai propri sistemi. Questi soggetti dovrebbero verificare il rispetto degli impegni sulla sicurezza e segnalare gli incidenti senza essere sottoposti al controllo editoriale delle aziende.

Il secondo passaggio riguarda un accordo tra i principali sviluppatori di intelligenza artificiale dei Paesi democratici per introdurre standard comuni e limiti alla velocità del progresso. L’ultima fase punta a una forma di coordinamento internazionale che coinvolga anche la Cina, almeno sugli utilizzi considerati più pericolosi, come la produzione di armi biologiche.

Non si tratta ancora di una decisione operativa o di un accordo per sospendere lo sviluppo dei modelli. Amodei ha ugualmente indicato in modo esplicito la necessità di ridurre la velocità della corsa.

Alla posizione di Anthropic si sono avvicinati sia Sam Altman sia Elon Musk. Il numero uno di OpenAI ha spiegato di considerare inaccettabile anche una probabilità limitata che l’intelligenza artificiale possa provocare conseguenze estreme per l’umanità, mentre il fondatore di xAI ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla posizione di Amodei.

Altman ha inoltre lasciato intendere che le principali società potrebbero raggiungere un’intesa per coordinare le misure di sicurezza. Il principio espresso è che, davanti a rischi catastrofici, la tutela delle persone debba prevalere sulla velocità dello sviluppo e sugli interessi economici delle singole aziende.

Per OpenAI si è aggiunta una seconda notizia capace di colpire direttamente le aspettative degli investitori. Altman ha escluso una quotazione nel corso del 2026.

«Considerando tutto ciò che sta accadendo sul fronte della sicurezza, questo sarebbe un momento sconsigliabile per quotarsi», ha affermato.

La prospettiva dell’Ipo si allontana quindi almeno fino al 2027. OpenAI non avrebbe necessità immediata di raccogliere capitale attraverso Wall Street e potrebbe essere chiamata ad assumere decisioni non orientate esclusivamente alla massimizzazione dei risultati finanziari di breve periodo.

Il rinvio aiuta a spiegare perché il contratto su OpenAI abbia perso più terreno rispetto a quello di Anthropic. Il valore di questi strumenti dipende in larga parte dalle aspettative sulla futura quotazione. Quando l’Ipo viene rinviata, aumenta la distanza dal momento in cui il mercato potrà attribuire alla società una valutazione attraverso lo scambio di azioni reali.

Le dichiarazioni incidono anche sulla narrativa che ha sostenuto il settore. Negli ultimi anni gli investitori hanno costruito le proprie valutazioni sulla possibilità che le capacità dei modelli continuassero a crescere a una velocità straordinaria.

Lo scenario prevedeva prodotti sempre più potenti, una rapida diffusione degli agenti autonomi e l’integrazione dell’intelligenza artificiale in una parte crescente dell’economia. Su questa prospettiva sono stati giustificati gli enormi investimenti nei data center e nell’acquisto dei chip più avanzati.

Un rallentamento coordinato introdurrebbe una variabile nuova. Tempi più lunghi nello sviluppo dei modelli potrebbero ridurre la velocità di crescita dei ricavi e rinviare il momento in cui gli investimenti inizieranno a produrre rendimenti adeguati. Aumenterebbe anche il rischio di nuovi vincoli normativi e di controlli più rigidi sui prodotti.

Rimane aperta una domanda: il forte calo delle quotazioni nel week end corrisponde alla distruzione di centinaia di miliardi di dollari?

La risposta è no. OpenAI e Anthropic non sono società quotate e su Hyperliquid non vengono scambiate le loro azioni. Nessuno dei due gruppi possiede quindi una capitalizzazione di Borsa ufficiale che possa aumentare o diminuire durante la giornata.

Gli strumenti negoziati sono perpetual future sintetici - contratti derivati senza una scadenza prestabilita. Permettono agli operatori di scommettere sulla valutazione che OpenAI e Anthropic potrebbero raggiungere al momento della quotazione o in una futura operazione sul capitale.

Chi acquista questi contratti non diventa azionista e non riceve diritti sulle società. Le posizioni vengono regolate in denaro e il prezzo nasce dall’incontro tra investitori disposti a scommettere al rialzo o al ribasso.

Anche i 3.500 miliardi di valutazione complessiva rappresentano quindi un numero virtuale. Le ultime operazioni reali sul capitale avevano attribuito a OpenAI un valore vicino a 852 miliardi e ad Anthropic 965 miliardi, quest’ultimo fissato dal round Serie H da 65 miliardi chiuso a fine maggio. Il valore complessivo emerso dai round privati si colloca quindi intorno a 1.800 miliardi, quasi la metà di quanto indicato da Hyperliquid.

La liquidità di questi strumenti è inoltre molto inferiore rispetto a quella dei mercati azionari tradizionali. Ordini relativamente piccoli possono generare movimenti percentuali e variazioni teoriche di valore molto ampie. Un calo del 15% applicato a 3.500 miliardi equivale matematicamente a oltre 500 miliardi, senza che quella somma sia stata realmente bruciata sul mercato.

Questi contratti conservano ugualmente una funzione interessante. Hyperliquid rimane aperta ventiquattro ore su ventiquattro e consente di osservare la prima reazione degli investitori alle notizie diffuse durante il fine settimana.

Il ribasso di OpenAI e Anthropic offre quindi il polso delle aspettative del mercato prima della riapertura delle contrattazioni tradizionali di lunedì. Sarà allora possibile verificare se i timori emersi nel mondo dei derivati sintetici si trasferiranno anche sui titoli quotati maggiormente esposti alla corsa all’intelligenza artificiale.

(Vito Lops su IlSole24Ore del 13/09/2026)

13 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Amazon nel mirino: class action sui dazi Trump non rimborsati... e le azioni crollano

Amazon è finita sotto accusa negli Stati Uniti per non aver restituito ai clienti centinaia di milioni di dollari incassati grazie ai dazi imposti dall'amministrazione Trump, poi dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema. Come riporta Stocktwits, la vicenda giudiziaria ha avuto ripercussioni immediate anche in borsa, con il titolo del colosso dell'e-commerce che ha chiuso in calo dell'1,15% a 264,14 dollari, per poi perdere ulteriore terreno nelle contrattazioni after-hours.

La causa collettiva, presentata in un tribunale federale di Seattle, è stata promossa da due consumatrici, Lisa Markland del Maryland e Mari Cartagenova del Massachusetts, per conto di tutti gli acquirenti che tra il 4 febbraio 2025 e il 20 febbraio 2026 hanno pagato prezzi gonfiati su prodotti importati venduti da Amazon. Quel periodo coincide esattamente con la finestra in cui sono rimasti in vigore i dazi imposti tramite l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), la legge sui poteri economici in caso di emergenza nazionale che l'ex presidente aveva invocato per giustificare tariffe commerciali su larga scala.

A febbraio la Corte Suprema ha stabilito, con una sentenza a maggioranza di 6 giudici contro 3, che Trump aveva ecceduto i propri poteri esecutivi utilizzando l'IEEPA per introdurre quei dazi. Secondo quanto riportato da Reuters e ripreso da Stocktwits, dopo la pronuncia migliaia di aziende hanno avviato le procedure per farsi restituire miliardi di dollari dal governo federale. Amazon, però, non lo avrebbe fatto: la causa sostiene che l'azienda non abbia agito "non perché manchi di una base legale per farlo, ma perché cerca di ingraziarsi Trump permettendo al governo federale di trattenere quei fondi".

La class action cita anche una dichiarazione che l'ex presidente avrebbe fatto in precedenza, secondo cui avrebbe "ricordato" le aziende che non avessero chiesto i rimborsi dei dazi. Gli avvocati dei consumatori sottolineano come i fondi in questione non appartengano ad Amazon: "Questi fondi sono stati sottratti illecitamente ai consumatori per coprire i dazi IEEPA, che da allora sono stati dichiarati non validi", si legge nel ricorso, che accusa l'azienda di arricchimento ingiustificato e di violazione delle leggi sulla tutela dei consumatori dello Stato di Washington.

Un passaggio centrale della vicenda riguarda la Corte del Commercio Internazionale statunitense, che il 4 marzo 2026 ha confermato che il diritto di richiedere il rimborso dei dazi spetta esclusivamente agli "importatori ufficiali" (importers of record), categoria in cui rientra Amazon per la gran parte dei prodotti venduti tramite i propri canali diretti. La causa sottolinea che questa pronuncia non obbligava le aziende ad agire in tribunale per ottenere i rimborsi, ma apriva comunque la strada a chi avesse voluto farlo.

Per dimostrare l'entità del danno subito dai consumatori, i legali hanno condotto un'analisi su circa 2.500 prodotti venduti su Amazon, riscontrando un aumento medio dei prezzi del 5,2% su un campione di circa 1.200 articoli di basso costo importati durante il periodo dei dazi. La causa chiede quindi la restituzione delle somme indebitamente incassate, danni triplicati, interessi maturati e il rimborso delle spese legali sostenute dai ricorrenti.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di contenziosi legati ai dazi IEEPA: secondo quanto emerso dalle ricostruzioni giornalistiche, anche altre grandi catene come Nike, Shein, Temu, Costco e Lululemon sono coinvolte in cause simili, accusate di non aver trasferito ai clienti i rimborsi ottenuti o ottenibili dal governo federale per gli stessi dazi dichiarati illegittimi.

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12 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. ESMA avverte: Polymarket e Kalshi senza autorizzazione per operare in UE

L'autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha lanciato un nuovo avvertimento sui cosiddetti "prediction markets", le piattaforme che permettono di scommettere su eventi futuri attraverso contratti finanziari. Nel mirino ci sono in particolare Polymarket e Kalshi, i due principali operatori del settore, entrambi privi dell'autorizzazione necessaria per offrire i propri servizi ai cittadini dell'Unione europea.

Come riporta Coindesk, l'ESMA ha scritto in un rapporto sui rischi pubblicato di recente che la commercializzazione e la vendita di questi "event contracts" nella UE richiede generalmente un'autorizzazione europea, che le maggiori piattaforme attualmente non possiedono. Il regolatore ha sottolineato che tali contratti potrebbero ricadere sotto i divieti già esistenti sulle opzioni binarie, sotto la disciplina europea sulle cripto-attività (il regolamento MiCA) oppure sotto le normative nazionali sul gioco d'azzardo.

I contratti a evento permettono agli utenti di scommettere sull'esito di elezioni, eventi sportivi, quotazioni di criptovalute o dati economici: pagano un importo fisso se si verifica un determinato risultato, altrimenti non pagano nulla. Un meccanismo che l'ESMA aveva già inquadrato in uno statement pubblico dello scorso 3 luglio, nel quale l'autorità aveva ricordato alle imprese che i contratti a evento con un esito binario, se qualificabili come strumenti finanziari ai sensi della direttiva MiFID II, ricadono automaticamente nelle misure nazionali già in vigore contro le opzioni binarie: la loro distribuzione al pubblico retail resta quindi vietata in tutta l'Unione. Il punto centrale del messaggio dell'ESMA è che rinominare un prodotto come "event contract" o "prediction market" non ne modifica la natura giuridica né consente di aggirare le regole finanziarie europee.

Nel nuovo rapporto l'ESMA ha inoltre rilevato che entrambe le piattaforme bloccano l'accesso agli utenti di alcuni paesi dell'Unione, ma non di tutti, senza che sia chiaro il motivo per cui l'elenco degli Stati membri esclusi non sia completo. Il regolatore ha anche messo in dubbio l'efficacia reale di questi blocchi geografici, dal momento che entrambe le piattaforme vietano formalmente l'uso di VPN per aggirare le restrizioni, ma resta incerto quanto tali divieti vengano effettivamente rispettati.

Il rapporto ESMA affronta anche il tema della tutela dei consumatori, evidenziando come la natura pseudonima delle transazioni, specialmente su piattaforme basate su tecnologia blockchain come Polymarket, possa ostacolare l'individuazione di pratiche scorrette quali insider trading, transazioni fittizie o manipolazioni coordinate del mercato. Il regolatore ha citato episodi di wallet creati poco prima di eventi geopolitici rilevanti che avrebbero generato guadagni sospetti, pur senza identificare direttamente i responsabili o accertare violazioni specifiche di legge.

Il documento sottolinea infine come i prediction markets non abbiano finora raggiunto in Europa la stessa diffusione registrata negli Stati Uniti, dove Kalshi opera in modo regolamentato sotto la vigilanza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'autorità statunitense sui mercati dei future. Secondo l'ESMA, questa minore diffusione nella UE dipenderebbe proprio dalle regole più stringenti già in vigore, e non da una mancanza di interesse da parte degli utenti europei.

12 SETTEMBRE 2026

MESSICOMESSICO. Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli

Tra l'8 e il 12 settembre 2026 le autorità messicane hanno smantellato un impianto clandestino di mining di criptovalute nascosto tra le montagne di Tlaola, nello stato di Puebla. Come riporta Crypto Briefing, si tratta della quarta operazione di questo tipo scoperta nella regione dall'inizio del 2025, e gli inquirenti sospettano un collegamento con il riciclaggio di denaro legato alla criminalità organizzata.

La struttura, immersa nelle remote montagne di Tlaola, funzionava grazie a elettricità rubata e a una connessione internet satellitare, elementi che secondo gli investigatori potrebbero essere riconducibili a fondi dei cartelli. Nel corso del blitz le forze dell'ordine hanno sequestrato 300 schede grafiche (GPU), trasformatori, 80 terminali a media tensione e otto antenne per internet satellitare. L'impianto sorgeva non a caso nelle vicinanze della diga idroelettrica di Nuevo Necaxa: non certo per il panorama, ma perché la prossimità a una grande fonte di energia rendeva più semplice sottrarre elettricità dalla rete senza destare sospetti.

Non è stata una scoperta isolata: il blitz di Tlaola rappresenta la quarta operazione di mining clandestino individuata nella regione di Puebla dall'inizio del 2025, segno di un fenomeno ormai radicato nell'area.

L'analista di sicurezza David Saucedo ha osservato che operazioni di questo genere richiedono competenze tecniche significative e finanziamenti ingenti, capitali che difficilmente provengono da piccoli operatori indipendenti. Si tratta piuttosto di risorse messe a disposizione da soggetti economicamente solidi, e nel contesto messicano attuale questo significa sempre più spesso criminalità organizzata. Gli investigatori stanno infatti verificando possibili legami con organizzazioni criminali di primo piano, tra cui il Cartello di Sinaloa e il Jalisco New Generation Cartel (CJNG).

Il mining aggiunge un ulteriore livello a questa strategia: invece di acquistare criptovalute sugli exchange, dove le procedure di identificazione del cliente (KYC) lasciano tracce documentali, i cartelli possono generare monete appena coniate attraverso il mining. Queste monete arrivano senza alcuno storico di transazioni precedenti, rendendo più difficile ricostruirne l'origine.

Il furto di elettricità è un tassello cruciale di questa economia illecita: collegandosi direttamente alla rete nei pressi di una diga idroelettrica, gli operatori hanno azzerato quello che normalmente è il costo operativo più gravoso del mining. Di fatto, secondo la fonte, è la popolazione messicana ad aver indirettamente sostenuto i costi della produzione di criptovalute dei cartelli attraverso l'elettricità sottratta alla rete pubblica.

10 SETTEMBRE 2026

REGNO UNITOREGNO UNITO. Le criptovalute tra le prime minacce economiche secondo l'Agenzia Anticrimine

Il Centro Nazionale per i Reati Economici del Regno Unito (NECC), articolazione della National Crime Agency, ha collocato le criptovalute al terzo posto tra nove priorità nella lotta alla criminalità economica. Come riporta Decrypt, nel rapporto annuale dell'agenzia, pubblicato nei giorni scorsi, gli unici due ambiti considerati più a rischio sono i "facilitatori professionisti" corrotti (avvocati e commercialisti coinvolti in schemi illeciti) e le persone politicamente esposte. Le criptovalute superano così, nella scala delle priorità, sia il contante di provenienza criminale sia il fenomeno dei cosiddetti money mules, le persone che prestano i propri conti correnti per far transitare denaro sporco.

La classifica delle nove priorità è stata definita dall'NECC insieme alla Financial Conduct Authority, al Ministero dell'Interno britannico e al Tesoro, e pubblicata lo scorso luglio. Si tratta di un documento che orienta gli sforzi di controllo (compliance) richiesti alle società regolamentate, comprese banche e piattaforme di scambio di criptovalute.

Nel rapporto l'agenzia sottolinea che i criminali stanno facendo un uso "innovativo" dei prodotti in criptovalute per eludere i controlli e spostare valore illecito su larga scala. Il passaggio si inserisce in una valutazione delle minacce che descrive reti di riciclaggio in espansione oltre i confini nazionali, capaci di combinare metodi "nuovi e tradizionali" e di far transitare denaro contemporaneamente attraverso i circuiti legali e quelli illegali. Molti gruppi della criminalità organizzata, spiega l'NECC, non riciclano più direttamente i propri proventi, ma affidano il compito a reti specializzate dietro pagamento di una commissione.

L'agenzia ha dichiarato di voler sviluppare "una capacità sulle criptovalute più proattiva e basata sull'intelligence" per rispondere alle priorità trasversali individuate, un linguaggio che segnala l'intenzione di passare dalla semplice gestione delle segnalazioni ricevute alla generazione autonoma di obiettivi investigativi. Il rapporto non fornisce però dettagli operativi su come questo cambiamento verrà attuato in pratica.

Tra i risultati concreti citati nel documento c'è l'Operazione Destabilise, l'indagine avviata nel 2022 contro reti russofone dedite alla conversione di contante di provenienza criminale in criptovalute. L'operazione ha portato finora a 129 arresti e al sequestro di oltre 25 milioni di sterline tra contanti e criptoattività nel Regno Unito, un arresto in più rispetto all'aggiornamento diffuso lo scorso novembre. L'NECC ha annunciato l'intenzione di ampliare questo approccio anche ad altre reti di riciclaggio ad alto impatto ritenute le più pericolose per la sicurezza finanziaria del Paese.

Il rapporto cita inoltre l'Operazione Atlantic, uno sprint investigativo di una settimana condotto presso il quartier generale della National Crime Agency a Londra in collaborazione con il Secret Service statunitense e con le principali piattaforme di scambio Coinbase, Binance, Kraken e l'emittente della stablecoin Tether. L'operazione, condotta a marzo, ha permesso di identificare 20mila vittime di truffe di tipo "approval phishing" e di congelare 12 milioni di dollari, oltre a disattivare più di 120 domini web utilizzati per le frodi.

Il documento dell'NECC affronta infine il tema degli strumenti di privacy legati alle criptovalute. Un documento del Royal United Services Institute (RUSI), realizzato a seguito di una tavola rotonda promossa dallo stesso NECC, si è espresso contro un divieto generalizzato di questi strumenti, sostenendo che una messa al bando spingerebbe gli attori illeciti verso servizi non regolamentati, riducendo di fatto il numero di aziende a cui gli investigatori possono chiedere informazioni.

10 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Italiani, 901,8 miliardi fermi sui conti correnti: quanto si perde ogni anno

Le famiglie italiane continuano a tenere gran parte dei propri risparmi parcheggiati sui conti correnti, invece di farli fruttare. Secondo l'European Wealth Drain Index, lo studio pubblicato da Revolut, si tratta di 901,8 miliardi di euro di capitale inattivo, detenuti in forma di risparmio bancario passivo. Una massa di liquidità che, secondo la ricerca, sottrae 56,5 miliardi di euro di capitale di crescita annuale all'economia italiana.

Il costo più immediato per i risparmiatori riguarda l'inflazione: su 10mila euro di risparmi, con un tasso medio dell'1,60%, la perdita di potere d'acquisto è stimata in 160 euro l'anno. Una cifra che potrebbe essere in parte recuperata: i tassi sui depositi vincolati a un anno in Italia, pari al 2,80% nel periodo considerato dallo studio, garantirebbero un rendimento reale di circa 120 euro annui su 10mila euro investiti, invece di lasciarli fermi e improduttivi sul conto corrente.

Il divario si allarga ulteriormente se il confronto si sposta sui mercati finanziari. Negli ultimi dieci anni l'ETF che replica l'indice MSCI Europe ha reso in media il 9,06% annuo: tenere il capitale fermo, anziché investirlo, comporterebbe quindi una perdita potenziale di 626 euro l'anno ogni 10mila euro di risparmio non investito.

Lo studio di Revolut inquadra il fenomeno italiano in un contesto più ampio: mentre l'Europa cerca di mobilitare i 33mila miliardi di euro di ricchezza privata complessiva del continente, l'Italia da sola ne trattiene quasi 902 miliardi in forma di depositi bancari passivi, sottraendoli a impieghi più produttivi.

Secondo la fintech, le cause di questa immobilità non si riducono al solo differenziale tra tassi bancari e rendimenti di mercato. A pesare sono anche la scarsa educazione finanziaria diffusa tra i risparmiatori, l'inerzia nella gestione dei propri risparmi e la frammentazione degli strumenti disponibili per amministrare il denaro, che scoraggia molte famiglie dall'esplorare alternative al semplice conto corrente.

Come riporta Wall Street Italia, il quadro conferma una tendenza nota da tempo: il risparmio delle famiglie italiane resta in larga parte fermo sui conti correnti, con un costo implicito che cresce quanto più a lungo il capitale rimane inattivo.

10 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Abusivismo finanziario: Consob oscura altri 11 siti, totale a 1.816

La Consob continua la sua attività di contrasto ai siti web che offrono servizi finanziari senza le necessarie autorizzazioni. Come riporta Consob, l'Autorità ha disposto l'oscuramento di 11 nuovi siti internet: dieci di questi venivano utilizzati per svolgere abusivamente servizi e attività di investimento su strumenti finanziari, mentre un ultimo sito pubblicizzava una piattaforma di trading priva di autorizzazione.

Tra le piattaforme colpite dal provvedimento figurano "Zynerix", "Royalassetmanagement", "Interactive", "PUPRIME" e il gruppo "Rocketprobit"-"flintmoor.buzz", con tutti i rispettivi domini principali e le sottopagine collegate utilizzate per operare in Italia senza le prescritte autorizzazioni.

Con questo nuovo intervento sale così a 1.816 il numero complessivo dei siti oscurati dalla Consob dal luglio 2019, mese in cui l'Autorità ha ottenuto il potere di ordinare la chiusura dei siti degli intermediari finanziari abusivi. Di questo totale, 233 casi riguardano nello specifico fenomeni legati alle cripto-attività, ambito in cui la Consob ha ricevuto poteri di intervento più recentemente, in base alla normativa europea MiCAR.

L'oscuramento effettivo dei siti è ora affidato ai fornitori di connettività internet che operano sul territorio italiano, ai quali la Consob ordina di inibire l'accesso dall'Italia alle pagine indicate. Per motivi tecnici, ricorda l'Autorità, l'oscuramento potrà richiedere alcuni giorni prima di diventare pienamente operativo.

La Consob invita nel frattempo i risparmiatori a mantenere alta l'attenzione prima di affidare i propri capitali a intermediari online, verificando sempre che l'operatore attraverso cui si intende investire sia effettivamente autorizzato e che, per le offerte di prodotti finanziari, sia stato pubblicato il prescritto prospetto informativo. Sul sito dell'Autorità è disponibile in homepage la sezione "Occhio alle truffe!", che raccoglie informazioni e strumenti utili per riconoscere le iniziative finanziarie abusive e difendersi dalle frodi, comprese quelle più recenti che sfruttano l'intelligenza artificiale per apparire più credibili agli occhi dei risparmiatori.

10 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Tassi Bce in crescita. Lo scenario della Fabi-bancari

Il nuovo rialzo di 0,25 punti percentuali deciso dalla Banca centrale europea, che porta il costo del denaro dal 2,25% al 2,50%, rischia di rendere più costosi mutui e finanziamenti proprio mentre il credito alle famiglie italiane è tornato a crescere.

La nuova stretta monetaria arriva dopo una fase storica di progressiva riduzione del costo del denaro che ha accompagnato la ripresa dei prestiti, in particolare quelli destinati all’acquisto delle abitazioni e ai consumi.

Nei primi sette mesi del 2026, lo stock complessivo di mutui, credito al consumo e prestiti personali è aumentato di 12,92 miliardi di euro (+1,9%) rispetto alla fine del 2025. A trainare la crescita sono stati soprattutto i mutui – aumentati di 9,16 miliardi (+2,1%) da dicembre 2025 – seguiti dal credito al consumo, cresciuto di 4,61 miliardi (+3,5%).

Continuano invece a diminuire gli altri prestiti, scesi di 0,85 miliardi (-0,8%). Il cambio di scenario della politica monetaria potrebbe ora rallentare questa dinamica. L’aumento del costo del denaro può tradursi progressivamente in condizioni meno favorevoli per chi deve accendere un nuovo mutuo o ricorrere a un finanziamento. Ad esempio, prendendo come riferimento il passaggio da un tasso del 3,00% al 4,50%, per un nuovo mutuo da 150.000 euro l’incremento della rata mensile varia da 106,16 euro a 127,62 euro, a seconda della durata del finanziamento.

PER UN MUTUO DA 150MILA EURO FINO A 128 EURO IN PIÙ AL MESE

L’impatto di una risalita dei tassi diventa più evidente osservando le rate dei nuovi mutui. Su un finanziamento da 150.000 euro, il passaggio dal 3,00% al 4,50% comporterebbe un aumento della rata di 106,16 euro al mese su una durata di 10 anni, 111,62 euro su 15 anni e 117,08 euro su 20 anni. Per le durate più lunghe, l’incremento salirebbe a 122,43 euro al mese su 25 anni e 127,62 euro su 30 anni. Su base annua, la maggiore spesa per un mutuo da 150.000 euro sarebbe di 1.273,98 euro su 10 anni, 1.339,41 euro su 15 anni, 1.404,93 euro su 20 anni, 1.469,18 euro su 25 anni e 1.531,46 euro su 30 anni. L’effetto cresce all’aumentare dell’importo finanziato. Su un mutuo da 200.000 euro, la differenza mensile varia da 141,55 euro su 10 anni a 170,16 euro su 30 anni. Per un finanziamento da 250.000 euro, l’incremento passa da 176,94 euro a 212,70 euro al mese. Le simulazioni non rappresentano una previsione dei tassi che saranno effettivamente applicati dalle banche, ma consentono di misurare gli effetti che differenti livelli del costo del credito possono produrre sulle rate dei nuovi finanziamenti

IL RIALZO ARRIVA DOPO LA RIPARTENZA DEI MUTUI

Il rialzo di 0,25 punti percentuali, che porta il costo del denaro al 2,50%, si innesta su una tendenza che si è progressivamente rafforzata negli ultimi anni. Dopo la flessione registrata nel 2023, i finanziamenti destinati all’acquisto delle abitazioni hanno ripreso a crescere e la tendenza è proseguita anche nel 2026. Lo stock dei mutui alle famiglie è passato da 424,65 miliardi di euro nel 2023 a 426,22 miliardi nel 2024, per poi salire a 440,52 miliardi alla fine del 2025 e raggiungere 449,68 miliardi a luglio 2026. Nei soli primi sette mesi di quest’anno l’aumento è stato quindi di 9,16 miliardi di euro, pari al’ 2,1%. Il dato conferma che la ripresa non è più soltanto un primo segnale di inversione di tendenza, ma un fenomeno che si è consolidato nel tempo. Il nuovo rialzo dei tassi arriva dunque in una fase nella quale il mercato dei finanziamenti per la casa aveva ritrovato slancio, aprendo un nuovo scenario per i prossimi mesi.

IN SETTE MESI 12,92 MILIARDI DI CREDITO IN PIÙ ALLE FAMIGLIE

Complessivamente, nei primi sette mesi del 2026, il credito alle famiglie, comprensivo di mutui, credito al consumo e altri prestiti, è aumentato di 12,92 miliardi di euro, pari all’1,9% rispetto alla fine del 2025, passando da 683,89 miliardi a 696,81 miliardi. La parte più consistente dell’incremento è riconducibile ai mutui, passati da 440,52 miliardi a 449,68 miliardi, con 9,16 miliardi in più (+2,1%). La crescita più sostenuta in termini percentuali riguarda invece il credito al consumo, salito da 131,17 miliardi a 135,78 miliardi, con un incremento di 4,61 miliardi (+3,5%). Si muovono in direzione opposta gli altri prestiti, cioè i finanziamenti non legati a una specifica finalità, scesi da 112,19 miliardi a 111,34 miliardi, con una diminuzione di 0,85 miliardi (-0,8%). Il quadro mostra quindi una crescita selettiva del credito: le famiglie stanno ricorrendo maggiormente ai finanziamenti soprattutto per la casa e per gli acquisti di beni e servizi, mentre continua a ridursi lo stock degli altri prestiti.

CREDITO AL CONSUMO, IN AUMENTO DI QUASI 5 MILIARDI

Tra le diverse forme di finanziamento alle famiglie, il credito al consumo registra l’aumento percentuale maggiore: +3,5% nei primi sette mesi del 2026, con 4,61 miliardi di euro in più rispetto alla fine del 2025. Anche su questo fronte, il rialzo dei tassi può modificare le condizioni maturate negli ultimi mesi. A luglio 2026, secondo l’ultimo dato della Banca d’Italia, il tasso medio sul credito al consumo è pari all’8,68%. Nell’ipotesi di una risalita al 9,50%, aumenterebbe il costo dei nuovi finanziamenti destinati all’acquisto di beni e servizi. Con un tasso al 9,50%, per una lavatrice da 700 euro finanziata in cinque anni la rata mensile sarebbe di 14,70 euro; per uno smartphone da 850 euro finanziato in due anni di 39,03 euro; per un televisore da 1.200 euro finanziato in tre anni di 38,44 euro. Un viaggio da 5.000 euro, finanziato in quattro anni, comporterebbe una rata di 125,62 euro al mese, mentre per un’automobile da 20.000 euro, finanziata in sei anni, la rata sarebbe di 365,49 euro mensili. La possibile risalita del costo dei finanziamenti assume particolare rilievo proprio perché il credito al consumo è la componente che, nei primi sette mesi dell’anno, ha registrato la crescita percentuale più sostenuta per un crescente ricorso delle famiglie italiane al credito al consumo in un contesto ancora importante di inflazione e instabilità economica.

SILEONI: «LA RIPRESA DEL CREDITO VA PRESERVATA, I TASSI NON FRENINO FAMIGLIE E CONSUMI»

«Il ritorno alla crescita del credito alle famiglie è un segnale positivo che non va sottovalutato perché dimostra che dopo una lunga fase di difficoltà si è rimesso in moto un meccanismo importante per l’economia del Paese. Il rialzo deciso dalla Bce arriva proprio mentre questa ripresa si sta consolidando e sarà quindi necessario valutarne con attenzione gli effetti nei prossimi mesi. Contrastare l’inflazione è fondamentale, perché l’aumento dei prezzi riduce il potere d’acquisto, ma allo stesso tempo occorre evitare che il costo del denaro diventi un freno per le famiglie che vogliono acquistare una casa o finanziare progetti e consumi. La ripresa del credito che si è consolidata negli ultimi mesi va preservata: una nuova fase di rialzo dei tassi cambia lo scenario e rischia di incidere sulle scelte delle famiglie proprio quando mutui e finanziamenti sono tornati a crescere. Le banche italiane sono solide e hanno dimostrato negli ultimi anni di saper accompagnare famiglie e imprese anche nelle fasi economiche più complesse. Sarà importante che continuino a farlo, mantenendo un’offerta di credito capace di sostenere l’economia reale. Il credito deve continuare a rappresentare uno strumento per sostenere i progetti delle famiglie, i consumi e la crescita del Paese» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

(Strat Magazine)

10 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. Bce aumenta i tassi un quarto di punto: 2,50%

La Bce, nella sua riunione di politica monetaria a Berlino, ha alzato i tassi d'interesse di un quarto di punto percentuale.

Il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione era attesa con quasi certezza dagli investitori.

"Nello scenario di base delle proiezioni la crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9% nel 2026, all'1,4% nel 2027 e all'1,5% nel 2028. La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell'economia dell'area dell'euro maggiore delle attese", scrive la Bce nel comunicato stampa sulla sua decisione di politica monetaria.

La Bce ha confermato la stima di inflazione al 3% per quest'anno, ma rivisto al rialzo la stima d'inflazione per il 2027 e 2028, rispettivamente al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. "Il conflitto in Medio Oriente - si legge - continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato".

"Il Consiglio direttivo - spiega la Bce - ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l'impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine".

Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l'ampia gamma di esiti per l'evoluzione della crescita e dell'inflazione in base a diverse ipotesi sull'intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto", prosegue il comunicato della Bce.

Con la decisione odierna "il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dal conflitto. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione".

Lagarde: 'Crescita resiliente anche nel terzo trimestre'

L'economia dell'area euro "si è dimostrata resiliente alle difficoltà poste dallo shock energetico" e la crescita, dello 0,6% nel secondo trimestre, "è attesa continuare nel terzo". Lagarde ha notato la crescita solida del manifatturiero, il recupero di fiducia delle famiglie e gli investimenti in Ia.

(Ansa)

10 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Nota Istat sull’andamento dell’economia italiana. Luglio - Agosto 2026

Le differenze nei tassi di crescita tra le principali economie si attenuano nel secondo trimestre del 2026. Negli Stati Uniti la dinamica del Pil rallenta pur restando robusta sostenuta da consumi e investimenti in IA, nell’area euro l’economia cresce dopo i primi tre mesi di stasi; in Cina l’attività decelera.

Le prospettive internazionali rimangono incerte. La prosecuzione dei conflitti, in particolare quello tra Stati Uniti e Iran, continua ad avere effetti negativi sulle catene di approvvigionamento globali.

Nel secondo trimestre, in Italia si conferma la crescita del prodotto interno lordo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuta da consumi privati e investimenti. Prosegue quindi la fase di espansione iniziata nel terzo trimestre del 2025. La variazione acquisita del Pil per il 2026 è pari a 0,8%.

Torna a crescere la produzione industriale, dopo i due cali registrati a maggio e giugno (rispettivamente -0,2% e -1,1% in termini congiunturali), l’indice destagionalizzato della produzione industriale a luglio è aumentato dello 0,7% rispetto al mese precedente.

A luglio rimane stabile il numero di occupati rispetto a giugno, pari a a 24 milioni 370mila unità. Questo risultato è sintesi di un aumento tra gli uomini e i 35-49enni, a fronte di una diminuzione tra le donne e in tutte le altre classi d’età. Nel confronto mensile, il tasso di disoccupazione, che nell’area euro è 6,4%, scende al 5,8%.

L’incremento dei prezzi dei beni energetici alimenta un’accelerazione dell’inflazione: ad agosto secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è cresciuto del 3,2% in termini tendenziali (+3,3% il dato per l’area euro), in aumento rispetto al 2,9% di luglio.

Focus: Tra il 2021 e il 2026 il mercato del lavoro italiano ha mostrato un trend positivo, con un incremento del tasso di occupazione e una flessione della disoccupazione. La crescita occupazionale ha riguardato tutte le classi di età ad eccezione dei più giovani, risultando più elevata per la classe di età 50-64 anni (+7,8 punti), anche a causa del progressivo invecchiamento demografico e delle riforme pensionistiche. A livello contrattuale si consolida il lavoro stabile, con un aumento dei dipendenti permanenti e una contestuale riduzione di quelli a termine.

LETTERE
15 SETTEMBRE 2026

Fondi d'investimento: spese di gestione nascoste, come verificarle

· di Redazione
Ho parlato con il consulente finanziario della banca per capire alcune spese riguardanti gli investimenti della mia famiglia. Lui mi ha assicurato che non ha mai fatto pagare a noi costi di entrata e di uscita dai fondi, inoltre dice che ha possibilità di ridurre (o azzerare, non è stato chiaro in questo) anche i costi di gestione annuali. Più tardi in chiamata, messo davanti ad una tabella costi emessa dalla banca nel documento "informativa costi, oneri e incentivi" in cui veniva riportata una spesa annuale del quasi 2%, ha ridotto dicendo che in realtà ne paghiamo solo lo 0,85%, e che il restante era riconosciuto dall'emettitore del fondo come incentivo alla banca ma non veniva sottratto ai nostri fondi. Mi è sembrato strano e credo sia come minimo una mezza verità.
Sotto la tabella costi infatti è riportato un rendimento lordo del circa 7% e uno netto del circa 5%, mettendo ancora di più in discussione le parole del consulente.
Chiedo quindi se effettivamente le parole del consulente sono affidabili, anche perché, per ciò che ho letto io su internet e nei documenti ufficiali non mi sembrano.
Concludo dicendo che non ho intenzione di intraprendere alcuna azione legale nei confronti della banca soprattutto per tutelare come posso tutti i membri della mia famiglia.
Grazie in anticipo
Gabriele, dalla provincia di SR

Risposta:
Gentile Gabriele,
le sue perplessità sono corrette. È possibile che la banca abbia azzerato i costi di ingresso e di uscita, ma restano le commissioni annuali di gestione. L’incentivo riconosciuto alla banca non è gratuito e deriva normalmente dalle commissioni prelevate dal patrimonio del fondo e, quindi, riduce il rendimento dell’investitore. Se il rendimento lordo è circa il 7% e quello netto circa il 5%, il costo effettivo appare vicino al 2%, non allo 0,85%.
Non ci è chiaro cosa intende con "tutelare come posso tutti i membri della mia famiglia".
Lei è titolare dei rapporti con la banca e su quelli ha diritto alla massima trasparenza, l'informativa costi ed oneri evidenzia un costo del 2% ed il suo consulente sostiene che invece sia solo lo 0,85, se non è soddisfatto può certamente cercare un consulente finanziario autonomo e valutare un approccio in totale assenza di conflitto di interessi per gestire i suoi risparmi.

Poi, se proprio vuole togliersi ogni scrupolo le consigliamo di chiedere per iscritto alla banca di indicare:
- il costo complessivo annuo realmente sostenuto, in euro e in percentuale;
- quanto ha incassato la banca come incentivo;
- a quale voce si riferisce lo 0,85%;
- quali riduzioni siano state effettivamente applicate.

In assenza di una spiegazione scritta e documentata, è più attendibile l’informativa ufficiale sui costi rispetto alle dichiarazioni verbali del consulente.
Ci tenga aggiornati
Ha risposto Roberto Cappiello
12 SETTEMBRE 2026

Polizza vita Allianz ex Eurovita: conviene completare il piano di versamenti?

· di Redazione
Buongiorno,
ho chiesto ad Allianz le informazioni aggiuntive che mi aveva suggerito ed ho ottenuto la risposta che allego.
Mi pare di capire che convenga completare il piano, però avrei piacere di sentire anche il suo qualificato parere.
Grazie, cordiali saluti
Andrea

Risposta:
Gentile Andrea,
la proiezione ufficiale di Allianz conferma la convenienza alla prosecuzione dei versamenti.
In buona sostanza lei ha già sostenuto tutti i caricamenti della polizza ed oggi versando le tre annualità residue per circa 10.500 euro si mette nelle condizioni di incassare il premio fedeltà di 11.300 euro incorporato nel contratto.
Naturalmente la cosa migliore sarebbe stata non sottoscrivere mai questa polizza, considerando i pesanti caricamenti, ma giunti a questo punto la cosa più conveniente ed intelligente da fare è proprio portare a scadenza la polizza.
Ha risposto Roberto Cappiello
12 SETTEMBRE 2026

Firma digitale obbligatoria in banca: quali diritti per anziani e disabili senza cellulare

· di Redazione
Egregi, innanzi tutto desidero ringraziarVi per le ottime consulenze precedentemente erogatemi.
Scrivo oggi per sapere se esistono protezioni legali per persone anziane e con disabilità (nel caso mia madre, una cittadina di 95 anni) alle quali le banche chiedono di attivare la firma digitale. Tale firma necessita di un numero cellulare unico e mia madre alla sua età non lo possiede. Allego alla presente uno screenshot di un messaggio con la Banca.
Si tratta quindi del classico caso nel quale la digitalizzazione non tiene conto delle condizioni ed esigenze particolari delle persone con disabilità.
Voi pensate che si siano protezioni per clienti come mia madre, al fine di permettere loro di continuare rapporti con la banca senza possedere un telefono cellulare?
Ringraziandovi anticipatamente, porgo cordiali saluti.
Gabriele, dalla provincia di RM

Risposta:
Gentile Gabriele,
Grazie per la fiducia rinnovata. La questione che pone è reale e purtroppo diffusa, ma va inquadrata correttamente: la firma digitale con numero di cellulare dedicato non è un obbligo di legge generale per operare con la banca, bensì una modalità operativa che l'istituto ha scelto di adottare per determinati servizi (probabilmente la firma di documenti contrattuali da remoto o l'operatività dispositiva online). Se sua madre non necessita di operare digitalmente e può continuare a firmare documenti cartacei in filiale, la banca non può negarle di default la possibilità di essere cliente tradizionale.

Il punto di attenzione vero è un altro: nessuna norma consente alla banca di escludere o penalizzare un cliente, tanto meno una persona anziana o con disabilità, per il solo fatto di non possedere strumenti digitali. Se i fatti fossero che la banca subordina la prosecuzione del rapporto (conto, operazioni, servizi essenziali) alla sola modalità digitale, senza offrire un'alternativa cartacea o assistita in filiale, questo configurerebbe una condotta contestabile sotto il profilo dell'accesso ai servizi bancari, oltre che sotto il profilo della tutela della disabilità e dell'età avanzata, che impongono agli operatori di predisporre modalità alternative di accesso ove la digitalizzazione risulti discriminatoria di fatto.

Le suggeriamo quindi di chiedere per iscritto alla banca, tramite reclamo formale, quali alternative non digitali esistano per sua madre (firma autografa in filiale, delega a persona di fiducia con procura, operatività assistita allo sportello) e di richiamare espressamente la condizione di età e di eventuale disabilità della cliente. Se il reclamo non ottenesse risposta soddisfacente entro 30 giorni, può rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), organismo gratuito e senza avvocato, competente proprio su questo tipo di controversie con gli istituti di credito.

Le lasciamo il link al generatore di moduli ADUC per predisporre il reclamo alla banca.

Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario e la nostra scheda sui servizi bancari e il conto corrente.
12 SETTEMBRE 2026

Libretto postale del 1946 ritrovato: come verificare se è ancora valido

· di Redazione
Buongiorno, a metà agosto di quest'anno, mio papà ha trovato, nel retro del ritratto di sua mamma, il suo libretto postale. Il libretto riporta un timbro del 6 luglio 1946. Non riesco a capire se rientra tra i titoli dormienti in quanto la data è troppo lontana. Potete aiutarmi a capire cosa fare? Grazie, potete rispondermi via mail.
Sonia, dalla provincia di TO

Risposta:
Gentile Sonia,
molto probabilmente è prescritto. Inoltre gli importi di questi libretti sono generalmente molto bassi. Per togliersi ogni scrupolo può procedere come segue:

Chieda una verifica formale del libretto recandosi nell'ufficio postale in cui è stato emesso.
Porti con se il libretto originale.
Se l'intestataria è deceduta, porti anche il certificato di morte e la documentazione che dimostri la qualità di erede.
Chieda espressamente per iscritto a Poste se il libretto risulta:
ancora esistente;
estinto;
oppure trasferito al Fondo rapporti dormienti.
Se le somme risultano trasferite al Fondo, si faccia rilasciare da Poste una attestazione della devoluzione, con relativa data, e verifichi poi con Consap l'eventuale possibilità di rimborso.

Ci tenga aggiornati,
.

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