64,5% degli 11/14enni ha bevuto alcolici in provincia di Campobasso. Ricerca
Il 64,5% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni ha dichiarato di avere bevuto bevande alcoliche, il 6% prima degli otto anni. Sono alcuni dei dati emersi al termine della prima annualità del progetto di prevenzione e promozione della salute "Alcohol free".
Avviato lo scorso anno scolastico dal Piano sociale di Zona (Psz) Riccia-Bojano in collaborazione con l'associazione "Abc Psy-Impresa sociale", ha coinvolto 1.300 studenti, 14 scuole elementari e medie inferiori, 85 classi, 24 Comuni, 1.500 tra insegnanti e genitori.
Altri dati indicano che il 49,9% dei ragazzi non sa che l'assunzione di droghe può modificare una o più funzioni dell'organismo e ne determinano uno stato di dipendenza, mentre il 32,4% dichiara di bere in famiglia, e il 30,1% con gli amici. Il 21,6% dei ragazzi non sa che l'alcol può provocare l'insorgenza di malattie serie come i tumori. Il 71,5% ignora che l'assunzione di bevande alcoliche può causare malattie del cavo orale. Non risulta poi chiaro l'effetto dell'alcol sulla percezione sensoriale e sulle capacità di attenzione: il 47,3% dei ragazzi ritiene erroneamente che l'alcol non altera queste capacità cognitive. Risultati allarmanti, dunque, che hanno indotto gli organizzatori a riproporre l'iniziativa che parte oggi con una novità: il progetto sarà potenziato, attraverso incontri informativi che riguardano anche altre forme di dipendenza.
"Alla luce di questo scenario - ha commentato la responsabile dei progetti e presidente del Psz Riccia-Bojano, Michaela Fanelli - stiamo lavorando con forza, impegno e costanza per offrire un'adeguata informazione, sensibilizzazione e prevenzione assolutamente necessarie. Ora informare e formare è fondamentale. Stiamo sviluppando un monitoraggio nel tempo e una continua azione di promozione della salute e prevenzione. Intendiamo potenziare i rapporti con la scuola e soprattutto la famiglia, con attività coinvolgenti e mirate".
"Si tratta quindi di un'operazione di prevenzione urgente, soprattutto - ha spiegato - per quanto riguarda la piaga dell'alcolismo delle aree interne, alimentata dal disagio e dalla crisi economica. Le misure per essere efficaci - ha concluso - devono prevedere il coinvolgimento della scuola e della famiglia attraverso programmi integrati che coinvolgano diversi settori, ambiti sociali e multi-componenti, che mirino ad aspetti diversi della salute del bambino: alimentazione, attività fisica, prevenzione di fattori di rischio legati all'età, con l'obiettivo generale di promuovere l'adozione di stili di vita più sani".
Avviato lo scorso anno scolastico dal Piano sociale di Zona (Psz) Riccia-Bojano in collaborazione con l'associazione "Abc Psy-Impresa sociale", ha coinvolto 1.300 studenti, 14 scuole elementari e medie inferiori, 85 classi, 24 Comuni, 1.500 tra insegnanti e genitori.
Altri dati indicano che il 49,9% dei ragazzi non sa che l'assunzione di droghe può modificare una o più funzioni dell'organismo e ne determinano uno stato di dipendenza, mentre il 32,4% dichiara di bere in famiglia, e il 30,1% con gli amici. Il 21,6% dei ragazzi non sa che l'alcol può provocare l'insorgenza di malattie serie come i tumori. Il 71,5% ignora che l'assunzione di bevande alcoliche può causare malattie del cavo orale. Non risulta poi chiaro l'effetto dell'alcol sulla percezione sensoriale e sulle capacità di attenzione: il 47,3% dei ragazzi ritiene erroneamente che l'alcol non altera queste capacità cognitive. Risultati allarmanti, dunque, che hanno indotto gli organizzatori a riproporre l'iniziativa che parte oggi con una novità: il progetto sarà potenziato, attraverso incontri informativi che riguardano anche altre forme di dipendenza.
"Alla luce di questo scenario - ha commentato la responsabile dei progetti e presidente del Psz Riccia-Bojano, Michaela Fanelli - stiamo lavorando con forza, impegno e costanza per offrire un'adeguata informazione, sensibilizzazione e prevenzione assolutamente necessarie. Ora informare e formare è fondamentale. Stiamo sviluppando un monitoraggio nel tempo e una continua azione di promozione della salute e prevenzione. Intendiamo potenziare i rapporti con la scuola e soprattutto la famiglia, con attività coinvolgenti e mirate".
"Si tratta quindi di un'operazione di prevenzione urgente, soprattutto - ha spiegato - per quanto riguarda la piaga dell'alcolismo delle aree interne, alimentata dal disagio e dalla crisi economica. Le misure per essere efficaci - ha concluso - devono prevedere il coinvolgimento della scuola e della famiglia attraverso programmi integrati che coinvolgano diversi settori, ambiti sociali e multi-componenti, che mirino ad aspetti diversi della salute del bambino: alimentazione, attività fisica, prevenzione di fattori di rischio legati all'età, con l'obiettivo generale di promuovere l'adozione di stili di vita più sani".
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