Venerdì 12 giugno 2026
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Aborto post-nascita o infanticidio?

MONDO
Notizia ·
'L'aborto e' largamente accettato per ragioni che nulla hanno a che fare con la salute del feto. Al pari del feto, il neonato non ha lo status morale di una reale persona umana. Anche il fatto che feto e neonato indiscutibilmente siano da considerarsi potenzialmente persone umane e' irrilevante dal punto di vista etico. Non sempre l'adozione e' nel miglior interesse di una persona.
Pertanto l'aborto dopo la nascita (cioe' l'infanticidio, l'uccisione di un neonato) dovrebbe essere permesso in tutti i casi in cui e' permesso l'aborto, inclusi i casi in cui il neonato non e' portatore di disabilita''. E' l'abstract di un articolo pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics', nella sua versione online, a firma di Alberto Giubilini, gia' dottore di ricerca in filosofia e ora all'Universita' di Milano, e Francesca Minerva, Post-Doctoral Fellow presso il Centre for Applied Philosophy and Public Ethics (CAPPE) all'Universita' di Melbourne, gia' componenti del consiglio direttivo della Consulta di Bioetica Onlus.
Gli autori fanno notare di preferire il termine 'aborto post-nascita' rispetto a 'infanticidio' perche' 'evidenzia che lo stato morale dell'individuo e' paragonabile a quello di un feto (su cui degli aborti 'nel senso tradizionale' vengono eseguiti) piuttosto che a quella di un bambino'. Le circostanze in cui gli autori ritengono plausibile l'aborto dopo la nascita sono i casi in cui il neonato metterebbe a rischio il benessere della famiglia, anche se avrebbe il potenziale per una vita 'accettabile'. Gli autori citano la sindrome di Down affermando che mentre la qualita' della vita delle persone Down e' spesso segnalata come felice, questi bambini potrebbero essere un peso insopportabile sulla famiglia e sulla societa' nel suo insieme, quando lo Stato fornisce economicamente per la loro cura. Nelle conclusioni gli autori spiegano che, se i criteri come costi sociali, psicologici ed economici, per i genitori sono una ragione sufficiente per abortire, una volta equiparato il feto al neonato, le stesse giustificazioni possono essere valide per uccidere un neonato. Due considerazioni chiudono l'articolo: 'Primo - si legge - non vogliamo stabilire in quale momento dopo il parto l'aborto dopo la nascita non dovrebbe essere piu' consentito e non crediamo che ci vorrebbero piu' di pochi giorni perche' i dottori scoprano qualsiasi anomalia'. Per l'aborto per ragioni non mediche 'non suggeriamo nessun paletto perche' dovrebbe dipendere dallo sviluppo neurologico del neonato, che e' qualcosa che i neurologi e gli psicologi dovrebbero capire'.
Secondo, 'noi non sosteniamo che l'aborto dopo la nascita sia una buona alternativa all'aborto. L'aborto nei primi mesi resta la migliore opzione sia per ragioni psichiche che psicologiche'. In ogni caso, 'se una malattia non e' stata scoperta durante la gravidanza o se e' andato storto qualcosa durante il parto o ancora se circostanze economiche, sociali o psicologiche sono diventate un problema insuperabile dovrebbe essere data la possibilita' alle persone di non essere forzate a fare qualcosa che non puo' sostenere'.

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