Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

AI Act in Europa: nuove regole, nuovi rischi, nuovo contenzioso legale

U.E.
Notizia ·

Il quadro normativo europeo sull'intelligenza artificiale (IA) è in piena evoluzione e porta con sé una crescente esposizione al rischio legale per le imprese che operano nel Vecchio Continente. È quanto emerge da un'analisi pubblicata il 27 maggio 2026 sull'International Comparative Legal Guide dallo studio legale Signature Litigation, a firma della partner Sylvie Gallage-Alwis e delle associate Anélia Naydenova e Gaëtan Defer.

 

Lo studio esamina l'AI Act e la sua continua evoluzione nel contesto dell'Agenda europea di semplificazione, il nuovo Codice di condotta adottato dalla Francia per disciplinare l'uso dell'IA nei tribunali amministrativi, e i segnali che arrivano dagli Stati Uniti circa l'ondata di contenzioso legato all'IA che potrebbe presto investire l'Europa.

 

Sul fronte normativo, a maggio 2026 il Consiglio dell'Unione Europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio nell'ambito del pacchetto "Omnibus VII", volto a semplificare alcune delle norme sull'IA e il più ampio quadro digitale europeo. Tra le novità più rilevanti, i legislatori comunitari hanno introdotto un nuovo divieto che colpisce i sistemi di IA capaci di generare contenuti intimi non consensuali o materiale pedopornografico — una problematica già approdata davanti ai tribunali francesi.

 

L'accordo provvisorio ripristina inoltre l'obbligo per i fornitori di registrare nella banca dati UE determinati sistemi di IA ad alto rischio, anche quando i fornitori ritengano che i propri sistemi non debbano rientrare in tale categoria. Viene altresì restaurato il requisito di stretta necessità che governa il trattamento di categorie particolari di dati personali a fini di rilevazione e correzione dei bias algoritmici. Sul piano delle scadenze, gli obblighi relativi ai sistemi di IA ad alto rischio autonomi si applicheranno dal 2 dicembre 2027, mentre quelli riguardanti i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti scatteranno dal 2 agosto 2028 — con un rinvio rispetto alle scadenze inizialmente previste per agosto 2026.

 

Le discussioni in corso sull'Omnibus potrebbero inoltre incidere sul rapporto tra la regolamentazione sull'IA e il diritto europeo sulla protezione dei dati, in particolare restringendo la definizione di "dato personale" ai sensi del GDPR. Il pacchetto di riforma contempla anche la fusione o l'abrogazione di alcune normative digitali, tra cui il Data Governance Act. L'accordo provvisorio dovrà essere formalmente approvato sia dal Consiglio sia dal Parlamento europeo prima dell'adozione definitiva.

 

Sul versante del contenzioso, l'analisi individua due principali filoni di rischio per le aziende. Il primo riguarda le pratiche commerciali scorrette: i ricorrenti potrebbero sostenere che un'impresa ha fatto dichiarazioni sulla sicurezza, l'affidabilità o il funzionamento di un algoritmo non rispondenti alla realtà. Tali azioni potrebbero riguardare non solo le piattaforme di social media, ma anche gli sviluppatori di IA e le imprese che ne fanno uso. Il secondo filone è quello della responsabilità da prodotto: se un algoritmo o un prodotto basato sull'IA causa effetti dannosi, i ricorrenti potrebbero sostenere che si tratta di un prodotto difettoso. Elemento di rilievo: il danno rilevante non è più limitato alle lesioni fisiche, poiché il danno psicologico viene sempre più riconosciuto come voce risarcibile.

 

Uno degli aspetti più delicati del futuro contenzioso riguarderà la prova del nesso causale: i ricorrenti dovranno dimostrare che il danno subito è riconducibile al sistema algoritmico o di IA, il che si preannuncia come uno degli ostacoli più ardui da superare in giudizio. Le parti lese potranno tuttavia avvalersi del supporto delle autorità pubbliche: in Francia, ad esempio, la DGCCRF (la direzione generale per la concorrenza, i consumatori e la repressione delle frodi) è competente a indagare sulle pratiche commerciali scorrette e ad applicare alcune disposizioni dell'AI Act, ivi comprese quelle relative alle pratiche vietate. Le sue indagini potrebbero così favorire successivi ricorsi individuali o collettivi. Decisiva sarà anche la prova tecnica: i ricorrenti potranno richiedere la nomina di un perito giudiziario, sia in via cautelare sia nel corso del procedimento.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →