Giovedì 11 giugno 2026
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Intelligenza artificiale: il Consiglio dei Ministri approva i due decreti attuativi

U.E. - ITALIA
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, i primi due decreti legislativi attuativi della legge italiana sull'intelligenza artificiale (legge n. 132 del 2025), completando così il percorso nazionale di recepimento dell'AI Act europeo. Come riporta Agenda Digitale, i provvedimenti portano la disciplina dell'intelligenza artificiale fuori dal solo perimetro delle autorità di controllo, collocandola dentro scuola, lavoro, pubblica amministrazione, professioni, giustizia e sicurezza.

 

Sul fronte della governance, il primo decreto assegna ad AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) e ad ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) il ruolo di autorità nazionali competenti: la prima come autorità di notifica, la seconda come autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni europee. Al sistema si affiancano Banca d'Italia, Consob, Ivass e il Garante per la protezione dei dati personali, con poteri ispettivi e di cooperazione istituzionale. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha sottolineato che, grazie a questi decreti e alla legge già in vigore, l'Italia si colloca tra i primi Paesi europei ad aver costruito un quadro organico di disciplina dell'IA.

 

Sul fronte della formazione, il pacchetto più rilevante riguarda la scuola. Vengono stanziati complessivamente 200 milioni di euro per la formazione del personale docente: 100 milioni per la didattica con l'IA e 100 milioni per la formazione sui rischi connessi all'uso di social media, piattaforme digitali e ambienti basati su sistemi di intelligenza artificiale, con attenzione particolare al benessere dei minori. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato che l'IA entrerà in modo esplicito nel curriculum formativo, nei licei con una revisione dei percorsi legati alla matematica e alle competenze digitali, e nelle scuole elementari con l'introduzione di cenni al linguaggio dell'IA e agli algoritmi. Sono previsti inoltre percorsi per i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, finalizzati a riconoscere competenze pregresse e favorire il reinserimento nel mercato del lavoro.

 

Il primo decreto istituisce anche uno Spazio di sperimentazione italiano per l'IA — le cosiddette sandbox regolatorie — che consentirà a imprese, startup e sviluppatori di testare sistemi innovativi in un ambiente controllato sotto la supervisione di AgID e ACN, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

 

Il secondo decreto disciplina invece l'uso dell'intelligenza artificiale nelle attività di polizia e nel sistema giudiziario, definendo l'IA come strumento di supporto e non di sostituzione dell'attività umana. Vengono introdotte regole stringenti per il riconoscimento biometrico e facciale: l'identificazione biometrica in tempo reale sarà consentita solo per specifiche finalità, richiederà l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e avrà una durata massima di 15 giorni, salvo proroghe motivate. Resta vietata la creazione di banche dati biometriche attraverso raccolte massive di immagini dal web. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha precisato che non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa.

 

Sul piano della responsabilità civile, il secondo decreto introduce nuove norme processuali che facilitano l'accesso alle prove nei contenziosi per danni causati da sistemi di IA e, in alcuni casi, una presunzione del nesso causale quando si dimostra la violazione degli obblighi previsti dall'AI Act. Viene inoltre introdotta la possibilità di azione diretta nei confronti dell'assicuratore che copre la responsabilità civile del soggetto coinvolto.

 

I decreti sono stati approvati in esame preliminare: dovranno ora completare il passaggio parlamentare e il confronto con le Regioni e le Authority prima di diventare definitivi. La scadenza per l'esercizio della delega legislativa è fissata al 10 ottobre 2026.

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