Allarme Ue per droghe sintetiche
Bruxelles lancia l'allarme: 'Sono necessari interventi piu' incisivi in tutta l'Unione europea per contrastare il crescente problema delle nuove droghe sintetiche sul mercato'. I dati parlano chiaro. Solo nel 2010 l'Ue ha scoperto una quantità record di sostanze psicoattive - 41, contro le 24 dell'anno precedente -, che provocano effetti simili a quelli di droghe pericolose, come l'ecstasy o la cocaina e che sono vendute legalmente, in appositi negozi e su internet. Bruxelles ha quindi deciso di passare all'attacco. "Dobbiamo attivarci a livello dell'Unione e proteggere i nostri figli', ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea, responsabile per la giustizia, Viviane Reding, decisa a 'rafforzare le norme in vigore per impedire che queste sostanze pericolose siano vendute liberamente sul mercato'.Del resto, secondo un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, le nuove sostanze, che provocano effetti simili a quelli delle droghe illecite, sono sempre piu' diffuse: il 5% dei giovani europei, tra i 15 e i 24 anni, ha dichiarato di averne fatto uso. Nel caso dei giovani italiani intervistati la parte di coloro che affermano di averla utilizzata e' lo 0,8%.
La percentuale sale pero' al 16% nel caso dell'Irlanda, seguita da Polonia (9%), Lettonia (9%), Regno Unito (8%) e Lussemburgo (7%). La presidenza di turno polacca dell'Ue ha cosi' deciso di farne una priorita' del proprio semestre.
Dal sondaggio emerge anche che un ragazzo su tre (32%) ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, mentre per le ragazze il rapporto e' di uno a cinque (20%). Nel caso degli italiani, l'8,4% dice di averne fatto uso negli ultimi 12 mesi.
Bruxelles sta quindi esaminando il modo per rendere piu' efficaci le norme europee contro le nuove droghe sintetiche pericolose, ad esempio, 'mediante alternative alle sanzioni penali, nuove forme di monitoraggio delle sostanze che suscitano preoccupazioni e l'allineamento delle misure di controllo previste per le droghe a quelle esistenti nel settore della sicurezza alimentare e dei prodotti'. In autunno la Commissione presentera' le nuove opzioni.
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