Amato: no a ponti levatoi sul testamento biologico
Il ministro dell'Interno sceglie la Conferenza nazionale della famiglia per rilanciare il confronto politico sul testamento biologico. Non si deve avere paura di superare il limite, annuncia Giuliano Amato, che esorta ad avere coraggio ed auspica 'un terreno di intese comuni'. Sottolinea che non si tratta di eutanasia e per chiarire il suo pensiero il responsabile del Viminale cita addirittura un passo del Catechismo: 'L'interruzione di procedure mediche onerose rispetto ai risultati attesi puo' essere anche legittima. Non si vuole cosi' procurare la morte ma accettare che non si puo' impedire'.
Il testamento biologico riprendera' l'iter parlamentare tra quindici giorni in commissione Sanita' al Senato (dove sono state presentate nove disegni di legge) con una relazione sul lavoro svolto dallo scorso anno, compresa una ampia sessione di audizioni, di Fiorenza Bassoli. E il presidente della commissione, il chirurgo Ignazio Marino, conferma la decisione dell'ufficio di presidenza della commissione, di portare un testo da votare in Aula entro luglio. Le parole di Amato sono state appoggiate dal leader della Quercia. 'E' possibile ricercare una soluzione equilibrata che sia capace di dare al nostro Paese una normativa moderna, civile, rispettosa della volonta' delle persone, senza minimamente concedere nessuna forma di eutanasia'.
Voci critiche invece dal centrodestra. 'I socialisti come nemici della famiglia e del suo insostituibile valore non si smentiscono mai' commenta Luisa Santolini (Udc) che si chiede se Amato parlava a titolo personale o del governo.
a conferenza dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Contrariata anche Isabella Bertolini (FI) che spiega come in tutti i Paesi in cui sono state approvate leggi sul testamento biologico sono poi state utilizzate per introdurre pratiche di eutanasia'. 'Noi non vogliamo varare un provvedimento che possa surrettiziamente arrivare a legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese'.
'La Chiesa -osserva Marino commentando le parole di Amato- si e' data delle indicazioni molto precise su cosa vuol dire cure sproporzionate e che sospenderle non vuol dire uccidere; anche il nostro codice deontologico riapprovato del dicembre del 2006 sottolinea gli stessi principi. Quindi anche lo Stato deve avere una legge su un aspetto importante della nostra vita. Il poter dare indicazioni sul tipo di cure significa rispettare la dignita' e l'autodeterminazione delle persone che e' cosa assai diversa dall'eutanasia'.
Il testamento biologico riprendera' l'iter parlamentare tra quindici giorni in commissione Sanita' al Senato (dove sono state presentate nove disegni di legge) con una relazione sul lavoro svolto dallo scorso anno, compresa una ampia sessione di audizioni, di Fiorenza Bassoli. E il presidente della commissione, il chirurgo Ignazio Marino, conferma la decisione dell'ufficio di presidenza della commissione, di portare un testo da votare in Aula entro luglio. Le parole di Amato sono state appoggiate dal leader della Quercia. 'E' possibile ricercare una soluzione equilibrata che sia capace di dare al nostro Paese una normativa moderna, civile, rispettosa della volonta' delle persone, senza minimamente concedere nessuna forma di eutanasia'.
Voci critiche invece dal centrodestra. 'I socialisti come nemici della famiglia e del suo insostituibile valore non si smentiscono mai' commenta Luisa Santolini (Udc) che si chiede se Amato parlava a titolo personale o del governo.
a conferenza dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Contrariata anche Isabella Bertolini (FI) che spiega come in tutti i Paesi in cui sono state approvate leggi sul testamento biologico sono poi state utilizzate per introdurre pratiche di eutanasia'. 'Noi non vogliamo varare un provvedimento che possa surrettiziamente arrivare a legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese'.
'La Chiesa -osserva Marino commentando le parole di Amato- si e' data delle indicazioni molto precise su cosa vuol dire cure sproporzionate e che sospenderle non vuol dire uccidere; anche il nostro codice deontologico riapprovato del dicembre del 2006 sottolinea gli stessi principi. Quindi anche lo Stato deve avere una legge su un aspetto importante della nostra vita. Il poter dare indicazioni sul tipo di cure significa rispettare la dignita' e l'autodeterminazione delle persone che e' cosa assai diversa dall'eutanasia'.
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