Giovedì 11 giugno 2026
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Fine vita, la legge toscana non tutta illegittima ma viola competenze statali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Corte costituzionale boccia alcune parti della legge toscana sul fine vita perché «violano le competenze statali».
Con la sentenza n. 204 depositata ieri, la Consulta respinge le censure del Governo contro l’intera legge regionale n. 16/2025 sull’aiuto al suicidio, ma dichiara illegittime diverse disposizioni, chiarendo che la Regione non può agire «in via suppletiva» della legislazione statale «impossessandosi» dei principi indicati dalla Corte.
È incostituzionale la norma che fissa i requisiti di accesso al suicidio medicalmente assistito rinviando alle sentenze 242/2019 e 135/2024: le Regioni non possono «cristallizzare» principi che attengono all’ordinamento civile e penale.
Tagliata anche la parte che consentiva di presentare l’istanza tramite «un suo delegato», perché «deroga vistosamente» al quadro della legge 219/2017.
Bocciati poi i «stringenti termini» per verifiche e definizione delle modalità di attuazione.
Incostituzionali anche le norme che impegnavano le aziende sanitarie locali ad assicurare supporto e assistenza per l’autosomministrazione e quelle che richiamavano un livello «ulteriore» rispetto ai Lea, oltre alla previsione sulla possibilità di «sospendere o annullare l’erogazione del trattamento», ritenuta incompatibile con la natura della procedura.
Il presidente della Regione Giani dice di essere soddisfatto: la Consulta, a suo avviso, ha riconosciuto la legittimità della Toscana a intervenire sul fine vita, dopo l’assenza dello Stato.
(IlSole24Ore)


 
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