Martedì 9 giugno 2026
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Ancora polemiche su eutanasia e papa Giovanni Paolo II

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Le dichiarazioni del dottor Riccio, per quanto fantasiose e smentite dai fatti, hanno avuto l'effetto di fare riemergere l'interessato dalla invisibilita' mediatica subentrata al clamore suscitato dal caso Welby". Cosi' Luca Marini, presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e vice presidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), interviene sulle notizie relative all'immaginario rifiuto delle cure da parte di papa Giovanni Paolo II. "Questi temi sollecitano figure assolutamente all'oscuro dei fatti o prive di competenza, ma desiderose di conquistare comunque una ribalta". E' quanto e' accaduto nei giorni scorsi con riferimento alle meditate e fondate dichiarazioni di Benedetto XVI sull'alimentazione e l'idratazione dei pazienti in stato vegetativo, conclude il presidente, "che incontrano critiche superficiali da parte di persone, come la vedova Welby, di cui si comprende il dolore, ma non si puo' valutare la competenza scientifica".

La Consulta di Bioetica ha espresso solidarieta' al dott. Mario Riccio, il medico anestesista che aveva aiutato Piergiorgio Welby a morire staccando il respiratore artificiale che lo teneva in vita, e al centro di polemiche per alcune dichiarazioni legate agli ultimi momenti di vita di Papa Giovanni Paolo II.
"Nei giorni scorsi -scrive la Consulta di Bioetica in un comunicato- e' ripresa la controversia sulla sospensione delle terapie, come conseguenza di vari fattori tra cui nuovi particolari sulla morte di Giovanni Paolo II, la pubblicazione del documento sull'alimentazione e idratazione artificiale della Congregazione per la Dottrina della Fede e nuovi casi di malati che non intendono continuare con terapie".
"La Consulta di Bioetica esprime solidarieta' al dott. Mario Riccio che ieri a TG24 ha difeso con grande capacita' la posizione contro i tentativi di far passare il suo operato con Welby come assistenza al suicidio e ribadisce che il dott Riccio si e' limitato a rispettare la volonta' di Welby che legittimamente richiedeva la sospensione di terapia, che e' moralmente equivalente al rifiuto o non inizio della stessa, come ogni cittadino ha diritto di fare".
L'associazione auspica anche "che le polemiche su questo aspetto cessino presto e che i cittadini possano avvalersi senza difficolta' di questo diritto che e' costituzionale e che e' richiesto dalla moralita'".
Qualche giorno fa Mario Riccio aveva affermato che Papa Giovanni Paolo II aveva rinunciato a tutta una serie di cure nella sua malattia e che se non l'avesse fatto oggi forse sarebbe potuto essere ancora vivo. "Nel rifiutare delle cure Papa Wojtyla ha esercitato un suo diritto. Secondo me questa si chiama autodeterminazione, mentre la Chiesa piu' volte, in particolare durante lo sviluppo della vicenda Welby, ha preferito parlare di 'eutanasia passiva od omissiva'".
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