Ancora problemi di alloggio per Dignitas
I vicini non ne potevano piu' dei cadaveri trasportati nell'ascensore e dall'andirivieni di carri funebri e cosi' l'associazione svizzera di aiuto al suicidio Dignitas ha dovuto abbandonare a fine agosto l'appartamento di Zurigo usato da anni per accogliere gli stranieri candidati al suicidio assistito. Da allora -riferisce al stampa elvetica- l'associazione erra di casa in casa da una localita' all'altra, ma ovunque incontra la stessa opposizione.
Per anni Dignitas ha occupato l'appartamento al numero 84 della Gertrudstrasse, a Zurigo. E' tra queste mura che i malati stranieri candidati al suicidio assistito -soprattutto tedeschi- venivano per assumere la dose letale di 15 grammi di pentobarbital di sodio. Ma in seguito alle proteste dei vicini e' giunta la disdetta del contratto. L'organizzazione ha quindi affittato un'abitazione a Stafa (nel cantone Zurigo), che in seguito alle proteste del vicinato e' stata chiusa su ordine delle autorita'. Stessa sorte a Maur (sempre nel cantone di Zurigo), dove una persona e' stata accompagnata alla morte nella casa del fondatore dell'organizzazione, l'avvocato Ludwig Minelli (74 anni). Venerdi' scorso un'altra persona ha ricevuto la dose letale di barbiturici in una stanza d'albergo a Winterthur. E negli ultimi giorni, anche la nuova sistemazione in un immobile industriale di Schwerzenbach e' stata bloccata.
A differenza di Exit, l'altra principale organizzazione di accompagnamento alla morte in Svizzera, Dignitas si e' specializzata nell'assistenza al suicidio di malati terminali provenienti da paesi dove l'aiuto al suicidio e' proibito.
Secondo dichiarazioni del segretario generale, Ludwig Minelli, che in questi giorni rifiuta di rilasciare commenti, l'anno scorso Dignitas ha aiutato 195 persone a togliersi la vita. Di queste 120 provenivano dalla Germania e 26 dalla Gran Bretagna.
Queste vicende hanno alimentato le voci critiche contro 'il turismo della morte' di Dignitas. Un'infermiera che in passato ha lavorato per l'organizzazione accuserebbe il fondatore Minelli di aver commesso gravi irregolarita' e di essersi arricchito proponendo l'assistenza al suicidio, secondo quanto scrive oggi il quotidiano elvetico 'Le Matin'.
In Svizzera, l'assistenza al suicidio (il paziente viene accompagnato ma compie da solo il gesto finale) e' punibile solo se applicata per motivi di natura egoistica.
Per anni Dignitas ha occupato l'appartamento al numero 84 della Gertrudstrasse, a Zurigo. E' tra queste mura che i malati stranieri candidati al suicidio assistito -soprattutto tedeschi- venivano per assumere la dose letale di 15 grammi di pentobarbital di sodio. Ma in seguito alle proteste dei vicini e' giunta la disdetta del contratto. L'organizzazione ha quindi affittato un'abitazione a Stafa (nel cantone Zurigo), che in seguito alle proteste del vicinato e' stata chiusa su ordine delle autorita'. Stessa sorte a Maur (sempre nel cantone di Zurigo), dove una persona e' stata accompagnata alla morte nella casa del fondatore dell'organizzazione, l'avvocato Ludwig Minelli (74 anni). Venerdi' scorso un'altra persona ha ricevuto la dose letale di barbiturici in una stanza d'albergo a Winterthur. E negli ultimi giorni, anche la nuova sistemazione in un immobile industriale di Schwerzenbach e' stata bloccata.
A differenza di Exit, l'altra principale organizzazione di accompagnamento alla morte in Svizzera, Dignitas si e' specializzata nell'assistenza al suicidio di malati terminali provenienti da paesi dove l'aiuto al suicidio e' proibito.
Secondo dichiarazioni del segretario generale, Ludwig Minelli, che in questi giorni rifiuta di rilasciare commenti, l'anno scorso Dignitas ha aiutato 195 persone a togliersi la vita. Di queste 120 provenivano dalla Germania e 26 dalla Gran Bretagna.
Queste vicende hanno alimentato le voci critiche contro 'il turismo della morte' di Dignitas. Un'infermiera che in passato ha lavorato per l'organizzazione accuserebbe il fondatore Minelli di aver commesso gravi irregolarita' e di essersi arricchito proponendo l'assistenza al suicidio, secondo quanto scrive oggi il quotidiano elvetico 'Le Matin'.
In Svizzera, l'assistenza al suicidio (il paziente viene accompagnato ma compie da solo il gesto finale) e' punibile solo se applicata per motivi di natura egoistica.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti