Venerdì 12 giugno 2026
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Anziani/Sanita'. Oltre la meta' a rischio per riduzione cure

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Oltre la meta' degli anziani e' a rischio per la riduzione delle cure. Dai 65 agli oltre 85 anni si dimezzano controlli regolari e prescrizioni farmacologiche adeguate. Dopo l'infarto, il 76 per cento dei pazienti non assume cure sufficienti e gli over 80 che non ricevono terapie adeguate sono il triplo rispetto a quelli con meno di 70 anni.
La spesa pro capite del Sistema Sanitario Nazionale in questa fascia d'eta' si dimezza nei piu' vecchi passando da 1016 a 453 euro all'anno. Risultato: la mortalita' e i ricoveri dei pazienti che dopo un infarto non ricevono terapie adeguate e' tre volte superiore a quella dei pazienti adeguatamente trattati, inclusi gli ultra85enni .E' quanto emerge dai dati preliminari di un' indagine sulle condizioni degli anziani italiani e sul livello delle cure che vengono loro offerte, dal titolo: "Salute e benessere dell'anziano", condotta negli ultimi 12 mesi dalla Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria con la collaborazione della Fondazione Sanofi-Aventis, sulla base degli archivi ASL 2006/2008 relativi a 440.000 assistiti. Sempre piu' numerosi e bisognosi di cure, dunque, gli anziani non accedono ai trattamenti che con i progressi della medicina potrebbero garantire loro una maggior sopravvivenza e una migliore qualita' di vita. Ma e' dimostrato che monitoraggi e terapie farmacologiche corrette rappresentano un salva vita. In dettaglio, il 70% degli anziani soffre di almeno una patologia cronica tra quelle piu' comuni.
Ogni anno, infatti, in Italia 150.000 over 65 vanno a ingrossare le fila dei pazienti che hanno subito un infarto miocardico o un ictus. Altri 150.000 scoprono di avere il colesterolo alto, oltre 100.000 si ammalano di broncopneumopatia cronica ostruttiva, 60.000 sviluppano un disturbo depressivo; i nuovi casi di osteoporosi fra gli anziani sono 60.000 all'anno, di diabete circa 45.000. Un esercito di nuovi pazienti che pero', spesso, non riceve le cure adeguate: man mano che l'eta' sale, cala il numero di anziani a cui vengono prescritti i farmaci piu' indicati o che vengono sottoposti alle visite e agli accertamenti raccomandati.
L'aumento continuo del numero di over 65 ammalati e' prevalentemente attribuibile all'aumentata aspettativa di vita media, che consente a piu' individui di raggiungere la tarda eta': "A questo pero' non e' corrisposto un analogo aumento delle cure prestate a questi pazienti che, anzi, paiono sempre piu' "trascurati" dal Servizio Sanitario man mano che l'eta' avanza - spiega Niccolo' Marchionni, presidente SIGG - Nel caso delle malattie cardio-cerebrovascolari, che riguardano oltre il 60 per cento degli over 65 e sono le patologie piu' frequenti in questa classe di eta', abbiamo ad esempio registrato nel 76 per cento dei casi un sostanziale sotto-trattamento con i farmaci raccomandati dalle linee guida nazionali e internazionali".
Dopo l'infarto i pazienti over 80 che non ricevono terapie adeguate sono il triplo rispetto a quelli con meno di 70 anni, e anche la frequenza delle indagini diagnostiche a cui vengono sottoposti i grandi anziani si dimezza rispetto ai pazienti "piu' giovani". Ad esempio, il 12 per cento dei pazienti con meno di 70 anni non riceve gli antipertensivi, ma la percentuale sale al 30 per cento negli over 85. Le statine hanno un "crollo" deciso, passando dal 12 per cento di pazienti non trattati con meno di 70 anni a ben il 50 per cento degli ultra85enni. Gli antiaggreganti non vengono prescritti al 17 per cento degli over 85; ma anche qui c'e' una flessione significativa, perche' nei pazienti con meno di 70 anni le mancate prescrizioni si fermano al 3 per cento. Con l'andare degli anni si va incontro anche a una "sotto-diagnosi": gli accertamenti per verificare la quantita' di colesterolo "cattivo" nel sangue, ad esempio, vengono richiesti al 26 per cento dei pazienti con eta' compresa fra i 65 e i 69 anni, ma appena al 7 per cento degli over 85. "Questi dati mostrano una mancata o insufficiente utilizzazione, nei pazienti anziani, di terapie e interventi che potrebbero mantenerli in salute - agggiunge Marchionni - Anche se, talora e' il paziente stesso che, in quanto anziano, segue le terapie con maggior difficolta' o dimentica di assumerle. Ma per garantire un adeguato trattamento degli anziani e' necessaria una maggiore convinzione dei medici a impegnarsi nella tutela della salute degli over 65, che in Italia sono ormai 12 milioni e sono destinati a crescere con l'aumento dell'aspettativa di vita, con espansione soprattutto della fascia degli ultra 80enni, destinati ad aumentare entro il 2030 di oltre il 700% rispetto al censimento del 1951. La spesa sanitaria annua pro capite per terapie e accertamenti in pazienti con recente infarto miocardico, ad esempio, si riduce da 1016 euro fra i 65 e i 69 anni a 453 euro negli ultra85enni. Cio' almeno in parte deriva dall'errata convinzione che una persona molto anziana non tragga significativi benefici dalle terapie. Non e' affatto cosi' e le terapie farmacologiche si dimostrano almeno altrettanto efficaci anche negli ultra85enni. In tempi meno recenti, invece, e' passato il messaggio che non sia "conveniente", dal punto di vista economico e clinico, trattare bene un paziente man mano che invecchia: una convinzione smentita dai risultati della ricerca SIGG-Fondazione Sanofi-Aventis".
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