Giovedì 11 giugno 2026
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Austria. Allarme per la zona grigia che circonda il fine vita

U.E. - AUSTRIA
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"Esiste un evidente deficit normativo in un campo molto problematico". E' con queste parole che Gerhart Holzinger, membro della Corte costituzionale e presidente della Commissione dei giuristi austriaci OEJK, parla del tema delicato tra vita e morte. Secondo le statistiche, il 75% dei decessi non e' del tutto accidentale (come lo e' la morte in un incidente stradale), bensì condizionato, in qualche misura, da una decisione medica. "Sono decisioni che mirano a determinare se la morte debba avvenire oggi, domani o tra un mese, ma che non sono regolate dalla legge", spiega Holzinger al quotidiano Die Presse riassumendo l'incontro intitolato "Autodeterminazione e dipendenza", tenuto la scorsa settimana dalla sua Commissione. Con le disposizioni del paziente, che d'ora in poi avranno carattere legale, l'individuo ottiene certamente migliori possibilita' di decidere sul proprio destino in situazioni limite (per esempio, la nomina di una persona di fiducia in qualita' di procuratore che sostituisca il perito del tribunale). Tuttavia, per Holzinger, alla lunga "non e' accettabile" la permanenza di una sorta di zona grigia legale, in cui "alla fine e' solo il medico a decidere". Se OEJK e' favorevole al divieto dell'eutanasia attiva vigente in Austria -diversamente da quanto stabilito in Olanda, Belgio e Gran Bretagna- ammette che il concetto non e' chiaro come sarebbe auspicabile. Se a un malato in fase terminale si stacca l'apparecchio della dialisi, si parla di eutanasia passiva, mentre "di fatto e' stata presa una decisione che provoca la morte", precisa Holzinger.
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