Martedì 9 giugno 2026
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Bagnasco (Cei): imporre la vita fino al suo termine naturale

U.E. - ITALIA
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La Chiesa "orienta le coscienze" e "difende i valori inderogabili". Ed è "in questo contesto" che "si collocano i numerosi richiami al rispetto della vita e alla difesa della famiglia, con il chiaro invito a contrastare quello che, sia a livello mediatico che legislativo, irride e minaccia quei valori fondamentali". Monsignor Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, punta il dito contro quelle leggi che minacciano la vita umana in tutte le sue fasi, dall'inizio fino al suo termine naturale. Non cita esplicitamente testamento biologico, eutanasia, aborto, manipolazione genetica, fecondazione assistita, ma il riferimento è chiaro.

"La persona non è una fase della vita umana -dice il numero uno della Cei, aprendo questo pomeriggio in Vaticano la 57esima Assemblea generale dei vescovi- ma è, possiamo dire, la 'forma' in cui l'uomo è uomo. Per questo, anche quando la persona non ha ancora sviluppato e attuato le sue capacità o perde coscienza di sé resta persona degna di rispetto e di diritto. La sua dignità è dunque intrinseca e incancellabile qualunque siano le circostanze di vita. L'uomo non è riducibile ad un agglomerato di pulsioni e desideri, ma è un soggetto ricco e unitario; non è né una macchina corporea né un pensare disincarnato. È sempre 'qualcuno' non è e non diventa mai 'qualcosa', un 'mezzo' per raggiungere altro".
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