Lunedì 2 novembre 2026
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La banca centrale cambia le regole del credito alle banche. Ripercussioni sull'Europa

ASIA - CINA
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La Banca popolare cinese (PBoC) ha avviato un nuovo meccanismo per finanziare quotidianamente le banche del Paese, basato su operazioni di reverse repo overnight, cioè prestiti a brevissimo termine che la banca centrale eroga agli istituti di credito ricevendo in cambio titoli, con l'impegno a invertire l'operazione il giorno successivo. Da questa settimana lo strumento viene utilizzato ogni giorno lavorativo e diventa il perno attorno a cui ruota la politica monetaria cinese, sostituendo il precedente riferimento basato sui prestiti a sette giorni.

 

Il 2 novembre la nuova operazione ha riguardato 541 miliardi di yuan, con un tasso annuo dell'1,25%, inferiore rispetto al precedente tasso di riferimento a sette giorni, fissato all'1,40%. Il dato, tuttavia, non racconta tutta la storia: nello stesso giorno sono scaduti finanziamenti precedenti per 1.056 miliardi di yuan, per cui il saldo netto della giornata è stato un ritiro di liquidità di 515 miliardi di yuan. In altre parole, i 541 miliardi immessi rappresentano solo l'importo lordo della nuova operazione, e non si può parlare di una semplice "pioggia di denaro" sul sistema bancario cinese.

 

Gli analisti si dividono sull'interpretazione della mossa. Alcuni osservatori ritengono che il nuovo meccanismo crei condizioni di finanziamento più favorevoli per le banche, riducendo il costo della provvista a brevissimo termine e sostenendo i margini degli istituti di credito. Altri la considerano soprattutto un adeguamento tecnico del quadro di politica monetaria, volto a rendere più stabile e prevedibile la gestione della liquidità quotidiana, senza che questo implichi automaticamente un taglio dei tassi di riferimento nelle prossime settimane.

 

Un punto sottolineato è che il vantaggio per le imprese che chiedono prestiti non è affatto scontato né automatico. Il fatto che una banca ottenga denaro a condizioni più favorevoli non significa che questo beneficio si trasferisca immediatamente a chi richiede un finanziamento: a fare la differenza restano il rischio di credito della singola impresa, i costi operativi delle banche e, soprattutto, la domanda effettiva di prestiti da parte del sistema produttivo.

 

La riforma del sistema di finanziamento bancario cinese non è priva di conseguenze per l'Europa e per l'Italia. Le condizioni di liquidità e di costo del credito in Cina possono infatti influire sugli ordini che le imprese europee rivolgono verso la Cina, ad esempio nel settore dei macchinari, così come sulla competitività delle imprese cinesi sui mercati internazionali. Il nuovo quadro può inoltre avere effetti su investimenti e fondi legati ad attività cinesi, attraverso i canali delle quotazioni di borsa, dei rendimenti obbligazionari e del tasso di cambio dello yuan.

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