Venerdì 31 luglio 2026
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Banche: desertificazione sportelli, 9 persone su 10 insoddisfatte

U.E. - ITALIA
Notizia ·

La desertificazione bancaria continua e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposti a rischi di truffe on-line e usura. Questo il quadro che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria (Uilca: sindacato Uil per Credito, Esattorie e Assicurazioni).

“L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025[1]nove persone su dieci insoddisfatte per la riduzione o chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano. Il Rapporto Uilca 2025 introduce una novitàtre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche rischio usura.

 

La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia“, commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.

 

La desertificazione bancaria in Italia. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche sono diminuiti del 12,4%, da 5.102 a 4.468. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari. Nel 2024 per la prima volta si è scesi sotto le 20mila unità (da 23.480 sportelli nel 2020 a 19.140 nel 2025, pari a -18,5%). Ad oggi sono 4.856.257 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.

“È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune[2], sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei Sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura, che lascerebbe senza filiali il territorio in questione. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravio del problema”, conclude Furlan.

 

Il Rapporto 2025 in breve (CFR. ALL.1)

  • per otto persone su dieci la prossimità di una filiale influisce “molto+abbastanza” sulla propensione a investire
  • per sette su dieci la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio
  • per sette persone su dieci la banca è un luogo di supporto per risparmi, investimenti e prestiti

In caso di chiusura della propria filiale, sette persone su dieci si recherebbero in un ufficio fisico (banca o posta) e due persone su dieci sceglierebbero esclusivamente servizi online.

 

I focus in breve (CFR. ALL.2)

  • spopolamento: per otto su dieci la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio
  • truffe informatiche: per nove su dieci la mancanza del bancario incide sulla capacità di difendersi da attacchi informatici, frodi e phishing
  • rischio usura: per otto su dieci l’assenza di riferimenti istituzionali, causati dalla mancanza di filiali bancarie sul territorio, contribuisce al diffondersi dell’usura

Nell’ultimo anno emerge una maggiore conoscenza del problema, anche grazie all’azione portata avanti dalla Uilca e dagli altri Sindacati e all’attenzione della stampa: il 57,9% degli intervistati ha dichiarato di aver acquisito informazioni attraverso i media; il 36,6% attraverso il passaparola o con il confronto con parenti e amici; il 31,1% attraverso l’esperienza personale legata a chiusura o riduzione dei servizi della propria filiale e l’8,5% grazie alle campagne di sensibilizzazione o alle iniziative promosse da Uilca.

 

 

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