Mercoledì 7 ottobre 2026
Menu

La turbolenza sui bond impone alla Bce di mettere in pausa il quantitative tightening

U.E.
Notizia ·

«Lorenzo Bini Smaghi, già nel direttivo della Bce, chiede di sospendere il quantitative tightening mentre i tassi lunghi salgono e riappaiono le ombre del 2011-12, con la Francia trattata come periferia. Francoforte ha gli strumenti per comprare titoli, ma continua a non rimpiazzare i bond in scadenza e così lascia più offerta netta ai privati proprio quando i rendimenti sono sotto pressione. Il ritorno a un bilancio «normale», scrive, è nostalgia più che analisi: dopo la crisi le banche devono tenere più titoli di Stato e il market-making è passato agli hedge fund. Con l’inflazione al centro, lo strumento principale resta il tasso a breve.»

 

L’ombra del 2011

«I tassi a lungo sono saliti bruscamente negli ultimi mesi nella maggior parte delle economie avanzate. In Europa riappaiono le ombre della crisi 2011-12. Uno dei segnali più chiari è l’allargamento degli spread tra i titoli dei Paesi core e di quelli periferici, con la Francia trattata questa volta come periferia.»

 

Perché il QT pesa

«È più difficile capire perché, nello stress attuale, la Bce continui il quantitative tightening, riducendo il bilancio senza rimpiazzare gli asset, in particolare i titoli di Stato, alla scadenza. Così una quota maggiore dell’offerta netta deve essere assorbita dai privati, proprio mentre i tassi lunghi sono già sotto pressione.»

 

Niente di normale

«Riportare il bilancio alla norma è stato presentato come un obbligo, motivato apparentemente più dalla nostalgia per il mondo di prima della crisi che da un’analisi rigorosa. Non c’è nulla di intrinsecamente normale nella dimensione del bilancio di una banca centrale, specie quando le condizioni cambiano in modo fondamentale.»

 

Il circolo banche-Stati

«Un sistema in cui le banche ottengono liquidità a un tasso sopra la remunerazione delle riserve crea un costo che ricadrà sui clienti. Dà anche un incentivo a tenere più titoli di Stato, il contrario dell’obiettivo di ridurre il circolo vizioso tra banche e sovrani.»

 

Prudenza, non nostalgia

«Con l’inflazione come preoccupazione primaria, la politica monetaria andrebbe attuata soprattutto con lo strumento tradizionale, il tasso a breve. Cambiare la dimensione del bilancio è uno strumento secondario. La prudenza suggerisce di mettere in pausa il QT finché non torna un ambiente più stabile.»

 


(Financial Times, Lorenzo Bini Smaghi, 5 ottobre 2026) - rassegna stampa di Giuseppe Liturri

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →