Mercoledì 7 ottobre 2026
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Perché i rendimenti dei bond sono così alti

MONDO
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Chris Giles prova a spiegare il rialzo mediano di un punto dei decennali del G7 nel 2026, senza fingere una causa unica. Kevin Warsh parla di forza americana, concorrenza per il capitale e geopolitica, ma avverte che le spiegazioni sono troppe e non dimostrabili. Ciò che si può dire è che la credibilità anti-inflazione delle banche centrali regge, tranne un dubbio sulla Banca d’Inghilterra, e che la guerra con l’Iran ha invertito la discesa dei rendimenti. La Fed, attesa a tagli fino al 3%, è ora prezzata al 4,75%. Il debito degli hyperscaler pesa, ma il debito societario complessivo no. Francia, Italia, Stati Uniti e Giappone pagano di più il rischio di bilancio.

 

Un punto in più

«La storia finanziaria durevole del 2026 è il rialzo del costo del debito pubblico a lungo termine. L’aumento mediano dei rendimenti decennali sovrani nei Paesi del G7 è stato di un punto percentuale, uno shock sgradevole per i ministri delle Finanze.»

 

Tante teorie, nessuna prova

«La cosa più importante detta da Warsh è che le spiegazioni dei movimenti dei rendimenti tendono a essere sovradeterminate. In altre parole, ci sono molte teorie in concorrenza e non dimostrabili. E ha ragione. Anche i premi a termine non si misurano con precisione: New York e San Francisco arrivano a risultati opposti.»

 

La credibilità tiene

«La differenza tra il rendimento dei bond nominali e di quelli indicizzati all’inflazione dà una stima delle attese. Ignorando che in alcuni Paesi quei mercati sono sottili, il risultato per le banche centrali è incoraggiante: la credibilità nella lotta all’inflazione resta intatta. Le attese a cinque anni tra cinque sono stabili e vicine all’obiettivo.»

 

Dal 3% al 4,75%

«A inizio anno ci si aspettava che la Fed tagliasse i tassi fin quasi al 3%, e ora ci si aspetta che li alzi al 4,75%. È uno spostamento enorme. Spostamenti simili ci sono stati anche sui tassi attesi degli altri Paesi. È chiaramente un fattore importante dietro il rialzo dei rendimenti.»

 

Non è il default

«Nessuno con cui ho parlato pensa che i mercati del debito delle economie avanzate siano oggi disordinati o segnalino un default imminente. Ma i Paesi con debito molto alto, politica difficile o nessun piano coerente per ridurre i deficit hanno visto un rialzo maggiore: Francia, Italia, Stati Uniti e Giappone sono i peggiori.»

 


(Financial Times, Chris Giles, 6 ottobre 2026) - rassegna stampa di Giuseppe Liturri

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