Banche staminali cordonali. Sono sicure? Interrogazione
"Il ministro della Salute faccia immediatamente chiarezza sul livello di sicurezza del sangue cordonale donato in Italia, anche attraverso la pubblicazione di studi recenti e dati". Lo chiede con una interrogazione Luciana Pedoto, parlamentare del Pd in Commissione Affari sociali della Camera, dopo le recenti notizie stampa che hanno sollevato dubbi su possibili sprechi di questo importante materiale biologico e quindi sulla sua non totale utilizzabilita'.
"Su ventimila sacche congelate -spiega Pedoto- si parla di 17 mila cordoni donati inutilmente. Anche se sono ancora poche nel nostro Paese le donazioni del cordone ombelicale sono aumentate. Un incremento, questo, dovuto alle campagne di sensibilizzazione che, pero', rischiano di essere vanificate da possibili infondati allarmismi".
"Il ministro Fazio, che lo scorso 5 maggio ha approvato le linee guida per stabilire i requisiti minimi organizzativi e gli standard qualitativi - conclude Pedoto - non puo' sottrarsi dal dare garanzie alle famiglie italiane intenzionate a fare questo importante atto di generosita' qual e' la donazione del sangue cordonale".
Anche in quei casi un cui la presenza di staminali nel sangue cordonale e' basso, "nessuno dei campioni donati" negli ospedali italiani "e' stato gettato via". E questo perche' "l'introduzione di nuove tecniche trapiantologiche permette di utilizzare in modo efficace anche questi campioni, come confermato dai dati riportati dalla piu' aggiornata letteratura internazionale".
Lo precisano in una nota il Centro nazionale trapianti (Cnt), il Centro nazionale sangue (Cns) e il Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare (Gitmo), intervenendo cosi' sulle notizie, circolate in questi giorni, secondo le quali la maggior parte dei cordoni conservati nelle banche italiane non rispetta gli standard europei e, pertanto, viene donata inutilmente.
Nella nota congiunta, i tre centri precisano che "tutti i campioni conservati presso le 18 banche pubbliche afferenti alla Itcbn (Italian Cord Blood Network) garantiscono i massimi standard di qualita', sicurezza e tracciabilita', cosi' come indicato dalle direttive europee, dai successivi recepimenti nazionali e dal quadro normativo vigente in materia". La rete, dunque, funziona e "risponde alle necessita' di pazienti, ematologi e trapiantologi di tutto il mondo". I numeri lo dimostrano. "Nel 2010 sono state rilasciate 129 unita' di sangue cordonale, delle quali 90 all'estero e 39 in Italia: una dimostrazione, questa, dell'affidabilita' e della maturita' raggiunta dalla Itcbn", sottolineano i tre centri.
Infine, il Cnt, il Cns e il Gitmo "ribadiscono che, al momento, l'unico uso appropriato delle cellule staminali cordonali resta la donazione solidaristica. Pertanto, si intende rassicurare le coppie che hanno gia' donato e quelle che vorranno donare il sangue del cordone ombelicale sull'importanza del loro gesto per incrementare il numero delle unita' disponibili, in modo da rispondere alla crescente richiesta dei pazienti", concludono.
"Non è vero che la qualità delle sacche di sangue cordonale conservate nelle banche pubbliche italiane non rispettano gli standard". Lo dichiara l'Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) intervenendo su alcune notizie di stampa che hanno sollevato dubbi su possibili sprechi di questo importante materiale biologico e quindi sulla sua non totale utilizzabilità.
"Condividiamo quanto sostenuto da Cnt, Cns e Gitmo -sottolinea l'Adisco- ovvero che, al momento, l'unico uso appropriato delle cellule staminali cordonali resta la donazione solidaristica. Pertanto, vogliamo tranquillizzare tutte le coppie che hanno già donato e quelle che vorranno donare il sangue del cordone ombelicale sull'importanza del loro gesto per aumentare il numero delle unità disponibili, in modo da rispondere alla crescente richiesta dei pazienti".
Fino ad oggi, ricorda l'Adisco, sono stati effettuati nel mondo circa 20mila trapianti utilizzando unità conservate in oltre 130 banche tra di loro collegate attraverso una rete informatica consultabile su scala planetaria. In Italia, a partire dal 1993, è stata costituita una rete di diciotto banche, coordinate dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti, perfettamente inserite nel network internazionale".