Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Berlusconi: no a Italia multietnica. La Lega: svolta epocale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dopo le polemiche sul ddl sicurezza, sul 'caso Salvini' e soprattutto sull'operazione che ha portato al blocco di oltre 200 immigrati clandestini diretti dalla Libia verso le nostre coste, il premier Silvio Berlusconi difende la linea del Viminale in campo di immigrazione. E dice: no a un'Italia multietnica. Va oltre, attaccando la sinistra rea di volere una Italia multietnica: 'La nostra idea non e' cosi', e' quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l'asilo politico', dice il premier attirandosi l'ira dell'opposizione.
Il ministro Roberto Maroni dal canto suo ribadisce in mattinata che la linea dei respingimenti degli immigrati clandestini 'continuera' finche' gli sbarchi non saranno cessati' e le polemiche, susseguitesi finora sull'argomento 'sono infondate'. Non solo. Maroni va anche all'attacco di Fini, che da giorni non manca di rimarcare i suoi distinguo sulla linea dura del Carroccio sull'immigrazione. 'La lotta all'immigrazione clandestina o si fa o non si fa.
Trovo francamente incomprensibili alcune sue dichiarazioni.
Confesso di faticare a capire il suo disegno'. D'altra parte, pero', dopo che ieri aveva gettato acqua sul fuoco sul caso delle 'carrozze del metro per meneghini', il premier si schiera e schiera il governo tutto a difesa del Carroccio. 'Non vedo alcuno scandalo', dice durante una conferenza stampa Palazzo Chigi, nel riportare immigrati clandestini trovati in acque internazionali nei Paesi da dove sono partiti. E a dargli man forte ci sono il ministro degli Esteri e quello della Giustizia.
'Quello che abbiamo fatto - dice Frattini - e' applicare un patto europeo'. E ancora: 'Le nostre frontiere non sono una groviera', dice il ministro Angelino Alfano.
Il centrosinistra va all'attacco anche se non mancano i distinguo. E fa ancora discutere la presa di posizione, ribadita oggi, del responsabile Esteri del Pd, Piero Fassino: 'respingere e' negli accordi internazionali'. Posizione che gli vale le critiche di Idv, Pdci e ulivisti. E d'altra parte, quella di Fassino risulta una voce fuori dal coro, soprattutto nel giorno in cui la Lega agli Stati Generali ribadisce con il ministro Roberto Calderoli, la linea dura. L'esponente del Carroccio va all'attacco dell'Onu che ha criticato sui 'respingimenti': 'Non capiamo gli strepiti dell'Onu'. E in qualche modo difende Salvini: 'Ha fatto una provocazione ma il problema c'e''. Sul tema immigrazione, tra l'altro, continuano le critiche alla maggioranza anche da settori vicini alla chiesa: l'Azione Cattolica ribadisce l'importanza dell'accoglienza come 'valore cristiano', ne' di destra ne' di sinistra; i Beati Costruttori di Pace, con don Albino Bizzotto, attaccano le prese di posizione di Maroni come una 'menzogna intollerabile' e condannano il reato di clandestinita' contenuto nel ddl sicurezza.
Il tutto accade infatti nel weekend che prelude al voto di fiducia su questo provvedimento che, nei giorni scorsi ha provocato non poche fibrillazioni nella maggioranza. Forse anche da qui viene il richiamo critico a una maggiore coesione in maggioranza del capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
'L'inconsistenza dell'opposizione - attacca - e l'imminenza della campagna elettorale sta spingendo alcune componenti della maggioranze ad accentuare le loro caratteristiche. Si tratta di un errore'.
Intanto il centrosinistra ribadisce la propria contrarieta' al provvedimento, bollato addirittura come foriero di un 'ritorno al nazi-fascismo' dal portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando. Il Pd, intanto si appella al presidente della Camera Gianfranco Fini, grazie al quale dal testo sono uscite le norme su medici e presidi 'spia'. Per il Pd, pero', tutto questo non basta. La capogruppo in commissione Giustizia, Donatella Ferranti, sottolinea come la vera questione sia quella del reato di immigrazione clandestina e chiede al presidente della Camera lo stralcio di quella norma, come anche delle ronde, dal provvedimento.
Mercoledi' prossimo, proprio in vista della fiducia sul ddl Sinistra e Liberta' ha organizzato una 'maratona oratoria', nella quale politici e artisti, da Dario Vergassola a Moni Ovadia ad Andrea Rivera, si alterneranno sul palco per 'declamare' tutto il provvedimento e farlo cosi' conoscere ai cittadini.

L'intervento del presidente del Consiglio che rifiuta un'Italia multietnica, per Roberto Calderoli, 'sottolinea un passaggio rivoluzionario rispetto al passato'. Calderoli lo ha osservato a Vicenza a margine degli Stati Generali della Lega Nord.
'I respingimenti non sono mai esistiti prima d'oggi - ha proseguito - sono merito della Bossi Fini e oggi si possono realizzare'.
Calderoli nega che questo nuovo corso di Berlusconi possa influire sul consenso elettorale. 'Nessun fastidio - ha precisato il ministro - sono per la leale collaborazione tanto tra l'originale e la imitazione tutti scelgono l'originale. Di Lega ce n'e' una sola'.
L'esponente del Carroccio ha sottolineato inoltre che su questo nuovo fronte ha 'giocato un ruolo determinante il nuovo atteggiamento della Libia. E' stato fondamentale il negoziato con la Libia perche' il problema e' che e' impensabile poter restituire al Paese di nascita gli immigrati; bisogna fare questa considerazione rispetto al Paese di provenienza. Se si abbinera' in Libia il controllo con i guardiacoste con equipaggi misti non ci sara' nemmeno la possibilita' di partire da quelle coste'.

Sul rifiuto di una societa' multietnica Berlusconi 'sbaglia, e gravemente', ma sull'immigrazione anche la sinistra ha 'il dovere di avere posizioni credibili e trasparenti'. Piero Fassino, deputato del Pd, invita il partito a non sottovalutare i problemi causati dai flussi migratori.
In un'intervista al Corriere della sera, l'ex ministro degli Esteri mette in guardia: 'La parte piu' povera della popolazione italiana vede gli immigrati regolari come competitori per il mantenimento delle condizioni di vita. Si rischia una guerra tra poveri per l'alloggio, il letto in ospedale, il posto nell'asilo nido, che va disinnescata'.
'L'Italia - assicura - diventera' un Paese multietnico, multiculturale e multireligioso' e 'per questo da una parte si deve contrastare l'afflusso dei clandestini e dall'altra lavorare per l'integrazione, in modo che gli italiani non percepiscano l'immigrazione come riduzione dei loro diritti e delle loro opportunita' '.
Fassino, infine, osserva: 'Il respingimento alle frontiere e' un mezzo previsto dagli accordi internazionali, applicato anche dai governi di centrosinistra. Se si individua con certezza il luogo da cui e' partito un barcone pieno di clandestini e' legittimo riportarlo indietro'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →