Martedì 9 giugno 2026
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Betori (Cei): eutanasia, aborto e gay nemici della Chiesa come Federico Barbarossa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
I nemici sono alle porte della Chiesa cattolica: il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ha paragonato oggi l'aborto, l'eutanasia, il relativismo etico che 'nega la dualita' sessuale e scardina la famiglia basata sul matrimonio' alle truppe dell'imperatore tedesco Federico Barbarossa che cinsero d'assedio, nel 1155, la cittadella cristiana di Gubbio. Le parole dell'esponente dell'episcopato italiano, pronunciate a quattro giorni dal Family Day e mentre divampa la polemica sui 'Dico', rischiano di assumere una connotazione politica forte, anche se il presule non ha fatto alcun accenno diretto ne' alla manifestazione di San Giovanni ne' tanto meno al ddl governativo sui diritti dei conviventi. Nella cattedrale del comune umbro, il numero due della Cei ha celebrato oggi una messa in onore di Sant'Ubaldo, il vescovo medioevale che difese eroicamente e con successo la sua comunita' contro gli assalti dell'esercito germanico. A lui la Chiesa deve ispirarsi contro i nuovi aggressori, 'che tentano di espugnare le nostre citta''. Questi 'nuovi nemici' si chiamano - ha spiegato Betori- innanzitutto 'nichilismo e relativismo' , due mali da cui si nutrono la deriva morale, ma anche le ingiustizie sociali, le violenze, il terrorismo, l'emarginazione dei piu' deboli. Nell'omelia, il segretario dell'episcopato italiano, e' partito dal ricordo di Sant'Ubaldo, vescovo difensore del ruolo civile del cristianesimo: 'fu premuroso nell'impedire la caduta del suo popolo, fortifico' la citta' contro un assedio', ha detto il segretario della Cei, citando un passo biblico del Siracide.
'Oggi nuovi nemici tentano di espugnare le nostre citta', di sovvertire il loro sereno ordinamento, di creare turbamento alla loro vita. Questi nuovi nemici si chiamano il nichilismo e il relativismo, che in modo piu' o meno esplicito nutrono le tendenze egemoni della nostra cultura: fanno dell'embrione, l'essere umano piu' indifeso, un materiale disponibile per le sperimentazioni mediche; danno copertura legale al crimine dell'aborto, e si apprestano a farlo per le pratiche eutanasiche, infrangendo la sacralita' dell'inizio e della fine della vita umana'.
' Introducono il concetto apparentemente innocuo di qualita' della vita che innesca l'emarginazione e la condanna dei piu' deboli e svantaggiati; coltivano sentimenti di arroganza, di violenza, che fomentano le guerre e il terrorismo, delimitano gli spazi del riconoscimento dell'altro e chiudendo l'accoglienza verso chi e' diverso per etnia, cultura e religione; negano la possibilita' di crescita per tutti mantenendo situazioni e strutture di ingiustizia sociale; oscurano la verita' della dualita' sessuale in nome di una improponibile liberta' di autodeterminazione di se'; scardinano la natura stessa della famiglia fondata su il matrimonio di un uomo e di una donna'.
L'omelia di mons. Betori anticipa di qualche giorno quelli che saranno i temi della prossima assemblea generale dei vescovi italiani, in programma in Vaticano a partire da lunedi' 21 maggio. L'assise sara' per la prima volta aperta dal nuovo presidente della Cei mons. Angelo Bagnasco. Per l'occasione e' atteso anche un discorso importante di Benedetto XVI il quale, si apprende, e' stato invitato ad assistere, insieme all'episcopato italiano, all'esecuzione dell' oratorio sacro Resurrexi nel pomeriggio di mercoledi' 23 maggio. (Ansa)

Isabella Bertolini, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, accusa la maggioranza di professare un 'relativismo etico' che 'pone in serio pericolo i valori fondanti la nostra societa''. Dopo aver dato ragione alle affermazioni odierne del segretario della Cei,  la Bertolini afferma che 'lottare contro l'eutanasia, i Dico e l'indifferenza sessuale e' un imperativo categorico per le forze sane del paese'.
La parlamentare giudica 'fondamentale il richiamo del segretario generale della Cei all'inderogabile necessita' di ribadire l'importanza di una dualita' sessuale quale giustificazione dell'unica unione affettiva possibile: quella tra un uomo ed una donna uniti in matrimonio', e sostiene che 'la forza distruttiva e nichilista di taluni messaggi veicolati nel paese dal governo Prodi e' di tutta evidenza', perche' 'l'antiproibizionismo e la depenalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti costituiscono un ulteriore corollario di un portato ideologico dalle esiziali conseguenze per l'Italia e gli italiani'.
'Per questo ribadiamo il nostro si' alla famiglia, no ai dico, no all'eutanasia, no alla droga facile'.

'La gerarchia cattolica, accecata dall'odio omofobico, si sta rendendo moralmente responsabile della violenta recrudescenza di atti contro le persone omosessuali e, viste le parole del prelato, non sembra in alcun modo voler abbassare i toni'. Lo dice il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso.
Mancuso definisce Betori un 'campione del ritorno al medioevo, che invoca il vescovo Ubaldo che respinse Federico Barbarossa nell'assedio di Gubbio e che individua in eutanasia e coppie gay i nemici della cristianita'.
'Noi non siamo nemici del cristianesimo - sottolinea il presidente di Arcigay - certamente ci opponiamo a qualsiasi tentativo di clericalizzazione dello Stato italiano. Le guerre medioevali tra trono e altare le lasciamo volentieri al monsignore, mentre ci teniamo a sentirci fieri pronipoti di quell'esercito di liberazione risorgimentale che con la Breccia di Porta Pia, sconfisse la teocrazia papale che nei secoli si era macchiata di atroci delitti, di guerre, di roghi e di soprusi di ogni genere e sorta'.
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