Bianconi (Fi): caso svizzero faccia riflettere su testamento biologico
"La situazione del nostro concittadino Antonio Trotta, residente in Svizzera, in coma da due anni, le cui condizioni sono migliorate dopo la tracheotomia praticatagli dai medici italiani, che ora lo hanno in cura e che non escludono un suo possibile risveglio dal coma, apre un pesante interrogativo sulle misure da applicare per la rianimazione". A sostenerlo Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia in commissione Igiene e sanita' al Senato. La senatrice ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute, Livia Turco, per "sapere se le nostre istituzioni si stanno adoperando per tutelare la salute del nostro concittadino e se e' vero che siamo davanti ad una situazione di accanimento terapeutico, cosi' come ha sottolineato la commissione di etica clinica del governo elvetico". Bianconi spiega che per la commissione svizzera "i trattamenti positivi posti in essere dai nostri medici sarebbero atteggiamenti volti all'accanimento terapeutico". Tutto questo, commenta la senatrice forzista, "dovrebbe farci riflettere sull'abbandono al quale molte persone sarebbero sottoposte se anche nel nostro paese si permettesse ai medici di applicare l'eutanasia o se avessimo una legge che permettesse il testamento biologico". La speranza per la senatrice e' che "le istituzioni italiane facciano il possibile affinche' Antonio Trotta possa restare in Italia dove siamo certi che i medici e i famigliari riusciranno a garantirgli le migliori cure".
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