Binetti: si' a testamento biologico ma...
Nuova legislatura, nuovo disegno di legge sul testamento biologico? "Si', a patto che non intenda la vita come un bene disponibile: diciamo che, per quel che mi riguarda, sara' dirimente cio' che verra' scritto nel testo". A evidenziarlo e' stata Paola Binetti (Pd), nel corso dello 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos.
"Penso che sicuramente Ignazio Marino ripresentera' il disegno di legge sul testamento biologico perche' ne aveva fatto un 'must' della sua presidenza alla Commissione Igiene e sanita' del Senato. E il se testo tutelera' la dignita' della vita fino agli ultimi momenti e quindi tendera' a garantire all'uomo la possibilita' di essere accompagnato alla morte, intendendo il morire come espressione della sofferenza e del disagio ma anche come 'chiamata' alla solidarieta' da parte di familiari, medici e infermieri, per me non ci sara' problema".
"Se al contrario si presentasse un disegno di legge in cui in maniera surrettizia o esplicita dovesse derivarne che la vita e' un bene disponibile al punto tale che io posso anche decidere come quando e dove morire, mi troverebbe totalmente dissenziente".
"Quella del testamento biologico e' di per se' una questione che si e' andata progressivamente ideologizzando e caricando di visioni della vita e del mondo che ne hanno fatto un tema di spaccatura. Vale comunque la pena ricordare che tre anni fa, prima dell'inizio dell'ultima legislatura, io ero nel Comitato nazionale di bioetica, dove avevo collaborato in maniera convinta alla stesura di un documento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. E si e' trattato poi del primo disegno di legge che ho presentato in Senato perche' a mio avviso tutto cio' che serve a caratterizzare la dignita' di fine vita rappresenta il paradigma della nostra umanita'".
"Dobbiamo riuscire ad accompagnare l'uomo fino all'ultimo momento della sua vita: dunque, se il testamento biologico viene inteso come quell'insieme di misure per cui io liberamente chiedo, esprimo un desiderio su come vorrei uscire da questa vita, penso che sia una cosa che possa essere tranquillamente discussa e portata avanti in Parlamento".
"Penso che sicuramente Ignazio Marino ripresentera' il disegno di legge sul testamento biologico perche' ne aveva fatto un 'must' della sua presidenza alla Commissione Igiene e sanita' del Senato. E il se testo tutelera' la dignita' della vita fino agli ultimi momenti e quindi tendera' a garantire all'uomo la possibilita' di essere accompagnato alla morte, intendendo il morire come espressione della sofferenza e del disagio ma anche come 'chiamata' alla solidarieta' da parte di familiari, medici e infermieri, per me non ci sara' problema".
"Se al contrario si presentasse un disegno di legge in cui in maniera surrettizia o esplicita dovesse derivarne che la vita e' un bene disponibile al punto tale che io posso anche decidere come quando e dove morire, mi troverebbe totalmente dissenziente".
"Quella del testamento biologico e' di per se' una questione che si e' andata progressivamente ideologizzando e caricando di visioni della vita e del mondo che ne hanno fatto un tema di spaccatura. Vale comunque la pena ricordare che tre anni fa, prima dell'inizio dell'ultima legislatura, io ero nel Comitato nazionale di bioetica, dove avevo collaborato in maniera convinta alla stesura di un documento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. E si e' trattato poi del primo disegno di legge che ho presentato in Senato perche' a mio avviso tutto cio' che serve a caratterizzare la dignita' di fine vita rappresenta il paradigma della nostra umanita'".
"Dobbiamo riuscire ad accompagnare l'uomo fino all'ultimo momento della sua vita: dunque, se il testamento biologico viene inteso come quell'insieme di misure per cui io liberamente chiedo, esprimo un desiderio su come vorrei uscire da questa vita, penso che sia una cosa che possa essere tranquillamente discussa e portata avanti in Parlamento".
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