Martedì 9 giugno 2026
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Bolivia. Da cocaleros a guerriglieri? I rapporti con i narcoterroristi colombiani

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In un crescendo implacabile, Evo Morales sembra precipitare in un vicolo senza vie d'uscite. Il leader dei cocaleros, da deputato piu' votato delle ultime elezioni, giovedi' e' stato espulso dalla Camera, con l'accusa di essere l'autore morale e materiale dell'assassinio di due militari uccisi due settimane fa, e ora su di lui si allunga una nuova ombra: essere in rapporto con i guerriglieri colombiani delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, marxisti) e delle Eln (Esercito di Liberazione Nazionale, guevaristi).
Il filo rosso sarebbe emerso da alcuni libri contabili e agende sequestrati a Morales, su cui c'erano appuntati dei numeri telefonici di alcuni elementi della guerriglia colombiana, secondo indagini dell'inteligence boliviana.
"Non ho nulla a che vedere con le Farc, con le Eln ne' con altri gruppi guerriglieri. Questa e' una calunnia e un'altra infamia che stanno lanciando contro di me" risponde Morales, che poi spiega meglio che sarebbe stato un "tonto" ad annotarsi dei numeri di telefono di guerriglieri in un'agenda. "Siccome il Governo non puo' provare che sono l'autore degli assassinii, ne' che ho legami con il narcotraffico, stanno cercando altre scuse per processarmi", ha denunciato il leader dei cocaleros, che ha anche ricordato di essere stato seguito dai servizi segreti.

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