Brasile. Che fine fanno le denunce sul traffico di droghe?
L'ultimo rapporto dell'Ouvidoria della Polizia dello Stato di San Paolo fornisce dati disarmanti sulla quantita' di denunce sul traffico di droga e sul coinvolgimento di poliziotti nello spaccio archiviate dalla stessa Polizia: 88%, ovvero, solo il 12% delle denunce hanno fatto aprire delle indagini.
L'Ouvidoria paulista, una specie di ombudsman a cui si puo' rivolgere chiunque per denunciare azioni illegali della Polizia Civile e Militare, e' stata la prima iniziativa in Brasile di questo tipo. Nata nel 1995, regolata da una legge del 1997, e' diretta da un rappresentante della societa' civile, ed e' completamente indipendente dalla Polizia.
L'attuale direttore, Ferminio Fecchio, ammette di aver preparato questo studio in base alle ultime vicende dell'Antidroga paulista, il Denarc, sconvolta dagli scandali dei poliziotti collegati allo spaccio della droga, che avrebbero dovuto combattere. Il nuovo Denarc, appena nato, con una nuova guida e l'impegno di rivedere anche tutto l'organico, si trova cosi' a fare i conti con il suo passato.
Dal primo gennaio 1998 al 14 maggio 2002 questi sono i numeri dello scandalo: 1.585 denunce sul traffico di droghe, 469 contro poliziotti che partecipavano alla vendita di stupefacenti, e altre 1.116 erano richieste di intervento per dei punti di vendita di droghe. A fronte del misero dato del 12% di denunce che hanno fatto scattare un'indagine, il numero piu' drammatico e' quello che riguarda le denunce che coinvolgevano direttamente la Polizia. Infatti, anche quando e' stata provata la partecipazione dei poliziotti, solo nel 9,3% dei casi sono stati adottati dei provvedimenti disciplinari. "Questi numeri giungono ad una dimensione ancora piu' grave nelle 381 denunce archiviate su un probabile traffico di droghe con la partecipazione della Polizia. Del totale archiviato, il 22,7% semplicemente non e' stato neppure controllato dalle autorita'" sottolinea Fecchio.
L'Ouvidoria paulista, una specie di ombudsman a cui si puo' rivolgere chiunque per denunciare azioni illegali della Polizia Civile e Militare, e' stata la prima iniziativa in Brasile di questo tipo. Nata nel 1995, regolata da una legge del 1997, e' diretta da un rappresentante della societa' civile, ed e' completamente indipendente dalla Polizia.
L'attuale direttore, Ferminio Fecchio, ammette di aver preparato questo studio in base alle ultime vicende dell'Antidroga paulista, il Denarc, sconvolta dagli scandali dei poliziotti collegati allo spaccio della droga, che avrebbero dovuto combattere. Il nuovo Denarc, appena nato, con una nuova guida e l'impegno di rivedere anche tutto l'organico, si trova cosi' a fare i conti con il suo passato.
Dal primo gennaio 1998 al 14 maggio 2002 questi sono i numeri dello scandalo: 1.585 denunce sul traffico di droghe, 469 contro poliziotti che partecipavano alla vendita di stupefacenti, e altre 1.116 erano richieste di intervento per dei punti di vendita di droghe. A fronte del misero dato del 12% di denunce che hanno fatto scattare un'indagine, il numero piu' drammatico e' quello che riguarda le denunce che coinvolgevano direttamente la Polizia. Infatti, anche quando e' stata provata la partecipazione dei poliziotti, solo nel 9,3% dei casi sono stati adottati dei provvedimenti disciplinari. "Questi numeri giungono ad una dimensione ancora piu' grave nelle 381 denunce archiviate su un probabile traffico di droghe con la partecipazione della Polizia. Del totale archiviato, il 22,7% semplicemente non e' stato neppure controllato dalle autorita'" sottolinea Fecchio.
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