Un buon modello d'allarme per bambini scomparsi
In Svizzera si sta elaborando un sistema d'allarme per bambini scomparsi che ricalca il modello varato in Francia tre anni fa, e che ha permesso di salvare nove bambini in pericolo. Alerte Enlèvement e' operativo dal febbraio 2006, e a sua volta deriva da Amber Alert, in funzione in Canada e Usa dal 1996, dove ha risolto positivamente 450 casi.
Come funziona il sistema francese? Per evitare falsi allarmi sono state introdotte regole piuttosto severe. Quattro le condizioni di partenza, che prescindono dal consenso dei genitori: non basta una semplice segnalazione, la sparizione dev'essere confermata dalla polizia; l'allarme scatta solo in caso di minorenni; l'eventuale vittima dev'essere effettivamente in pericolo; occorrono informazioni utili per identificare e localizzare l'eventuale sequestratore. A quel punto, la procura locale lancia l'allarme, d'intesa con il ministro della Giustizia, crea un'unita' di crisi tra varie autorita' -la polizia in primo luogo- e diffonde un dossier con dati essenziali, foto, notizie. Il tutto avviene simultaneamente su piu' fronti. L'agenzia di stampa trasmette la notizia agli organi d'informazione; parte l'affissione di manifesti in 500 postazioni autostradali; allerta anche nelle stazioni ferroviarie, nei metro e sui siti delle organizzazioni d'aiuto alle vittime. Nessun compenso per chi collabora stante l'accordo stipulato nel 2006 con il ministero della Giustizia. Inoltre, ci sono precise modalita' da rispettare su come dare la notizia -cosa dire e cosa omettere e con quale tono (solenne, sempre uguale, ripetuto). Infine, la popolazione e' invitata a non agire di testa sua, ma ad avvertire le autorita'.
Come funziona il sistema francese? Per evitare falsi allarmi sono state introdotte regole piuttosto severe. Quattro le condizioni di partenza, che prescindono dal consenso dei genitori: non basta una semplice segnalazione, la sparizione dev'essere confermata dalla polizia; l'allarme scatta solo in caso di minorenni; l'eventuale vittima dev'essere effettivamente in pericolo; occorrono informazioni utili per identificare e localizzare l'eventuale sequestratore. A quel punto, la procura locale lancia l'allarme, d'intesa con il ministro della Giustizia, crea un'unita' di crisi tra varie autorita' -la polizia in primo luogo- e diffonde un dossier con dati essenziali, foto, notizie. Il tutto avviene simultaneamente su piu' fronti. L'agenzia di stampa trasmette la notizia agli organi d'informazione; parte l'affissione di manifesti in 500 postazioni autostradali; allerta anche nelle stazioni ferroviarie, nei metro e sui siti delle organizzazioni d'aiuto alle vittime. Nessun compenso per chi collabora stante l'accordo stipulato nel 2006 con il ministero della Giustizia. Inoltre, ci sono precise modalita' da rispettare su come dare la notizia -cosa dire e cosa omettere e con quale tono (solenne, sempre uguale, ripetuto). Infine, la popolazione e' invitata a non agire di testa sua, ma ad avvertire le autorita'.
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