California. Associazioni disabili contro il suicidio assistito
Negli ultimi dodici anni, cinque progetti di legge per la legalizzazione del suicidio medicalmente assistito sono stati respinti dal Parlamento californiano. Ed ogni volta, in prima linea, c'erano le associazioni dei disabili. L'ultimo tentativo, la proposta di legge AB 374 (anche conosciuta come il California Compassionate Choices Act), si e' bloccata in commissione salute lo scorso giugno. Modellata sulla legge in vigore in Oregon dal 1997, la proposta legislativa avrebbe permesso ai pazienti capaci di intendere e di volere con un'aspettativa di vita inferiore a 6 mesi di ottenere una prescrizione di farmaci letali da un medico.
Ma molte associazioni di disabili temono che, con un sistema sanitario sempre piu' attento ai costi ed al risparmio, vi sarebbe il rischio concreto che disabili e malati gravi siano spinti a richiedere il suicidio assistito.
"Le strutture mediche stanno gia' negando i trattamenti a molte persone, accelerandone la morte", ha detto Paul Longmore, docente di storia alla San Francisco State University e uno dei maggiori storici della disabilita'. "La nostra preoccupazione non riguarda solo le conseguenze sui disabili. Con un sistema sanitario che e' sempre piu' ingiusto ed anche selvaggio, non credo che l'applicazione di tali leggi si limiterebbe ai malati terminali".
I disabili, spiega Longmore, "conoscono meglio degli altri cittadini l'ingiustizia della sofferenza e del dolore inutile che spinge molti a chiedere di morire quando non riescono a ricevere l'aiuto di cui hanno bisogno".
Gli attivisti spiegano che il loro successo nel combattere la legalizzazione del suicidio assistito deriva in parte dal non essere etichettati come conservatori religiosi, cosa che permette loro di avere maggiore credibilita' con gli elettori moderati.
"Non facciamo parte di una strategia moralista o religiosa, ma parliamo di politica per i cittadini", dice Ann Guerra, affetta da sclerosi multipla e direttrice di un centro di assistenza per malati in Grass Valley.
Uno dei primi firmatari della proposta di legge recentemente respinta dal legislatore, il democratico Lloyd Levine, ammette: "Avevamo due importanti gruppi contro di noi: la Chiesa Cattolica e le associazioni dei disabili".
Sono ventuno gli Stati che hanno respinto proposte sul suicidio medicalmente assistito.
Ma non tutte le associazioni di disabili sono contrarie a questa pratica. Inoltre, i sondaggi indicano che una netta maggioranza dei cittadini disabili e' favorevole alla legalizzazione.
Alan Toy e' stato colpito dalla polio quando aveva tre anni. A 57 anni, attore affermato e consigliere dell'American Civil Liberties Union (Aclu), Toy era favorevole alla legalizzazione del suicidio assistito. "L'opposizione alla legalizzazione di questa pratica deriva dalla paura, e sono stanco di guardare la mia vita da questa prospettiva. Se viviamo pensando solo alla storia delle ingiustizie perpetrate nei nostri confronti, invece del progresso che siamo riusciti ad ottenere, continueremo a dare forza alla diffusa e malaugurata percezione dei disabili come vittime. I timori degli oppositori del suicidio assistito sono infondati".
Ma molte associazioni di disabili temono che, con un sistema sanitario sempre piu' attento ai costi ed al risparmio, vi sarebbe il rischio concreto che disabili e malati gravi siano spinti a richiedere il suicidio assistito.
"Le strutture mediche stanno gia' negando i trattamenti a molte persone, accelerandone la morte", ha detto Paul Longmore, docente di storia alla San Francisco State University e uno dei maggiori storici della disabilita'. "La nostra preoccupazione non riguarda solo le conseguenze sui disabili. Con un sistema sanitario che e' sempre piu' ingiusto ed anche selvaggio, non credo che l'applicazione di tali leggi si limiterebbe ai malati terminali".
I disabili, spiega Longmore, "conoscono meglio degli altri cittadini l'ingiustizia della sofferenza e del dolore inutile che spinge molti a chiedere di morire quando non riescono a ricevere l'aiuto di cui hanno bisogno".
Gli attivisti spiegano che il loro successo nel combattere la legalizzazione del suicidio assistito deriva in parte dal non essere etichettati come conservatori religiosi, cosa che permette loro di avere maggiore credibilita' con gli elettori moderati.
"Non facciamo parte di una strategia moralista o religiosa, ma parliamo di politica per i cittadini", dice Ann Guerra, affetta da sclerosi multipla e direttrice di un centro di assistenza per malati in Grass Valley.
Uno dei primi firmatari della proposta di legge recentemente respinta dal legislatore, il democratico Lloyd Levine, ammette: "Avevamo due importanti gruppi contro di noi: la Chiesa Cattolica e le associazioni dei disabili".
Sono ventuno gli Stati che hanno respinto proposte sul suicidio medicalmente assistito.
Ma non tutte le associazioni di disabili sono contrarie a questa pratica. Inoltre, i sondaggi indicano che una netta maggioranza dei cittadini disabili e' favorevole alla legalizzazione.
Alan Toy e' stato colpito dalla polio quando aveva tre anni. A 57 anni, attore affermato e consigliere dell'American Civil Liberties Union (Aclu), Toy era favorevole alla legalizzazione del suicidio assistito. "L'opposizione alla legalizzazione di questa pratica deriva dalla paura, e sono stanco di guardare la mia vita da questa prospettiva. Se viviamo pensando solo alla storia delle ingiustizie perpetrate nei nostri confronti, invece del progresso che siamo riusciti ad ottenere, continueremo a dare forza alla diffusa e malaugurata percezione dei disabili come vittime. I timori degli oppositori del suicidio assistito sono infondati".
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