Canada. L'Associazione dei Palliativisti sotto accusa per la sua neutralita' sull'eutanasia
In un nuovo documento sulla "morte medicalmente assistita", la Canadian Hospice Care Association (Chpca), pur non considerando "l'eutanasia e il suicidio assistito parte di un'assistenza di qualita'", non biasima quei pazienti che vi ricorrono.
Il documento, approvato lo scorso 22 novembre 2006, dice che "un piccolo numero di canadesi puo' scegliere di avere il controllo della propria morte. Come palliativisti, rispettiamo il loro diritto di scegliere e non li abbandoneremo".
"Continueremo a fornire quell'assistenza umana a questi individui e alle loro famiglie, ma abbiamo anche il diritto a scegliere di non partecipare; non possiamo essere obbligati ad assistere i quei tentativi di accelerare intenzionalmente la morte".
Questa posizione ha attratto numerose critiche da parte di organizzazioni religiose.
Alex Schadenberg, direttore dell'associazione contro l'eutanasia Euthanasia Prevention Coalition, ha espresso sconcerto per le posizioni assunte dalla Chpca nel documento. Secondo Schadenberg, il documento e' redatto con l'intenzione di non prendere una posizione chiara su eutanasia e suicidio assistito. L'Chpca ha quindi rivisto la sua opposizione in una posizione neutra, sostiene il direttore della Coalition.
Ma la cosa piu' grave, dice ancora Schadenberg, e' che la Chpca ha fatto proprio il linguaggio della "lobby abortista". In particolare, usa espressione quali "diritto di scegliere" (pro-choice) come fanno i sostenitori della legalizzazione dell'aborto.
La Chpca ha annunciato che riesaminera' il documento fra due anni dopo aver ricevuto commenti dai propri associati
Il documento, approvato lo scorso 22 novembre 2006, dice che "un piccolo numero di canadesi puo' scegliere di avere il controllo della propria morte. Come palliativisti, rispettiamo il loro diritto di scegliere e non li abbandoneremo".
"Continueremo a fornire quell'assistenza umana a questi individui e alle loro famiglie, ma abbiamo anche il diritto a scegliere di non partecipare; non possiamo essere obbligati ad assistere i quei tentativi di accelerare intenzionalmente la morte".
Questa posizione ha attratto numerose critiche da parte di organizzazioni religiose.
Alex Schadenberg, direttore dell'associazione contro l'eutanasia Euthanasia Prevention Coalition, ha espresso sconcerto per le posizioni assunte dalla Chpca nel documento. Secondo Schadenberg, il documento e' redatto con l'intenzione di non prendere una posizione chiara su eutanasia e suicidio assistito. L'Chpca ha quindi rivisto la sua opposizione in una posizione neutra, sostiene il direttore della Coalition.
Ma la cosa piu' grave, dice ancora Schadenberg, e' che la Chpca ha fatto proprio il linguaggio della "lobby abortista". In particolare, usa espressione quali "diritto di scegliere" (pro-choice) come fanno i sostenitori della legalizzazione dell'aborto.
La Chpca ha annunciato che riesaminera' il documento fra due anni dopo aver ricevuto commenti dai propri associati
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