Martedì 9 giugno 2026
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Cannabis Club a Barcelona. La 'lotta' fra polizia e Giustizia

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
I dubbi legali nel mondo della cannabis sono emersi, ieri, in una giornata caratterizzata da decisioni di segno opposto. Nello stesso giorno la Giustizia ha assolto tre responsabili di un club di cannabis di Raval, mentre i Mossos d'Esquadra hanno annunciato un'operazione in altri locali di Nou Barris, dove sono stati arrestati per traffico di droghe i quattro principali responsabili. La Procura di Tarragona, per proprio conto, ha inoltre ieri archiviato le indagini che erano state avviate sul Comune di Rasquera, che intendeva mettere a disposizione il proprio territorio per piantare marijuana e far fronte al proprio debito pubblico.
L'assoluzione dei tre responsabili del club Three Monkeys -per i quali la Procura aveva chiesto cinque anni di prigione per traffico di droga e associazione illegale- puo' essere determinante per la sorte degli altri procedimenti che ci saranno nei prossimi giorni. Il dubbio e' stato sollevato nel pieno dell'udienza: si deve penalmente perseguire un club di cannabis quando gli amministratori stanno facendo le carte per la loro regolamentazione? La risposta della sezione 22 dell'Audiencia di Barcelona e', nello specifico, di no. Secondo i magistrati i club sono un “fenomeno di recente comparsa”, e ricordano che l'Ayuntamiento di Barcelona e la Generalitat li hanno definiti come associazioni senza scopo di lucro che si autofinanziano e distribuiscono i loro prodotti solo tra i soci, che sono maggiorenni e consumano privatamente per motivi ludici o di salute. “Si riducono cosi' i danni sulla salute associati al mercato clandestino”, dice la sentenza.
Sarebbe strano, secondo i giudici, che l'Amministrazione regoli il funzionamento delle associazioni se fosse evidente che il loro oggetto sociale sia “illegale e penalmente rilevante”. La chiave dell'assoluzione e' che i magistrati non hanno creduto alle tesi della Guardia Urbana che sosteneva che la marijuana era offerta al di fuori dei loro locali. La polizia locale aveva sostenuto che, tenendo una lavagna coi prezzi, l'associazione ne promuoveva la vendita. Ma non essendoci una vendita indiscriminata e non essendo la droga destinata al narcotraffico bensi' al consumo, non c'e' reato -conclude la sentenza.
La sentenza rafforza la posizione negoziale delle organizzazioni pro-cannabis, che promuovo davanti all'Amministrazione la regolamentazione di un settore in auge. Barcelona e', dal suo canto, una delle citta' europee con maggiore presenza e diffusione dei club di cannabis. Gabriel Serra, portavoce della Federación de Asociaciones Cannábicas Autorreguladas de Cataluña (FEDCAC), ha detto ieri che in Catalogna ci sono 400 associazioni, la meta' delle quali a Barcelona. Sierra ha criticato la politica del ministro dell'Interno: “Ci trattano come criminali e ci perseguono con azioni di polizia, ma fortunatamente la giustizia ci da' ragione”.
Il fatto che le associazioni siano registrate e funzionino in un ambito legale, non impedisce che le operazioni di polizia si susseguano. I Mossos le giustificano perche' sostengono che vi sono indizi di traffico di droghe.
L'indagine e' cominciata lo scorso 15 agosto dopo che i Mossos avevano individuato due ladri che stavano rubando all'interno di un locale al piano terra. Gli agenti avevano scoperto che il locale in cui stavano rubando aveva un accesso in un armadio che comunicava con una piantagione di marijuana. I responsabili di questa coltivazione vendevano la marijuana al cannabis club di Nou Barris.
Tre mesi di indagini e gli agenti sono arrivati alla conclusione che il segretario dell'associazione gestiva una serra in un appartamento di Montcasa i Reixac, dove coltivava marijuana. Grazie a questa piantagione disponeva di cannabis sufficiente per i propri soci. Gli agenti fecero diversi appostamenti nell'associazione e provarono che venivano effettuate in media 20 compravendite quotidiane. Gli acquirenti, in diverse occasioni compravano la droga e la consumavano al di fuori delle strutture. Sia il presidente che il segretario dell'associazione avevano introiti economici legali che gli consentissero di mantenere il livello di vita che mostravano. Nei diversi registri sono state trovate indicazioni di 228 piante di marijuana, 7,3 Kg sempre di marijuana, un chilo di hashish e 11.468 euro.
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