Cartello dei lavandini multato dall'Antitrust.. con sconto per chi e' in difficolta'
Cinque imprese italiane di rubinetteria sono state multate dall'Antitrust europeo nell'ambito di un'inchiesta che ha portato alla scoperta di un cartello tra 17 imprese europee di componenti per bagni.In totale, Bruxelles ha inflitto multe per oltre 622 milioni di euro, ma cinque aziende, il cui nome non e' stato fatto, hanno ricevuto uno sconto in considerazione della loro difficile situazione finanziaria.
'Il nostro obiettivo e' combattere la concorrenza sleale, non provocare la bancarotta di aziende', ha rilevato Joaquin Almunia, il capo dell'antitrust Ue, negando che la decisione sia da leggere come un cambio di rotta. 'Non sono affatto conciliante, intendo essere molto duro contro chi fa cartello', ha messo in chiaro Almunia. 'Bisogna pero' tenere conto della difficolta' reale delle aziende, soprattutto in una crisi come questa'. Dieci delle 17 imprese colpite avevano richiesto uno sconto: dopo l'inchiesta condotta dalla Commissione Ue che ha preso in esame conti e prospettive finanziarie, a tre aziende e' stato concesso una riduzione del 50% e ad altre due del 25%.
Secondo l'antitrust, le 17 aziende hanno fatto cartello sui prezzi dal 1994 al 2004, in sei Paesi europei: Germania, Austria, Italia, Belgio, Francia e Olanda, che rappresentano un mercato totale di 240 milioni di persone.
Le cinque italiane multate sono tutte produttrici di rubinetterie. La Cisal, la Raf e la Zucchetti sono della provincia di Novara. Dovranno pagare rispettivamente multe per 1,19 milioni di euro, 253 mila euro e 3,99 milioni di euro. Poi c'e' la Mamoli di Milano e la Teorema di Brescia, punite con 1,04 milioni di euro e 421 mila euro di multa.
Il cartello ha praticato concorrenza sleale sui prezzi su prodotti in ceramica come lavandini, vasche, rubinetti e altri articoli per bagni. 'Il cartello ha danneggiato costruttori e idraulici e, in definitiva, anche migliaia di famiglie', ha accusato Almunia.
La Commissione Ue ha azzerato la multa all'azienda americana Masco, perche' - ha spiegato il commissario - ha contribuito a far scoprire il cartello e ha ridotto l'importo del 30% alla tedesca Grohe e all'americana Ideal Standard, per la loro collaborazione attiva. Inizialmente, l'inchiesta aveva considerato la partecipazione al cartello di 19 aziende e il suo avvio a partire dal 1985. Le indagini ne hanno poi ridimensionato la portata. E' il secondo cartello colpito nel 2010 da Bruxelles, per un totale di un miliardo di euro di multa.
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