Cibo e calorie. Segnaletica semaforica sugli alimenti?
Il semaforo è un'invenzione comodissima. Anche i bambini sanno che il rosso vuol dire stop, il giallo attenzione, il verde via libera. Ed è per questa sua semplicità che le associazioni dei consumatori ne vedrebbero di buon occhio l'adozione sulle confezioni alimentari, in modo che sia subito evidente il contenuto di grasso, zucchero, sale. L'idea piace anche alla Sanità, preoccupata per il sovrappeso e i disturbi nutrizionali. Ma non alla ministra dei consumatori, Ilse Aigner, che per questa sua posizione è soggetta a molte critiche nell'attuale Settimana Verde. Chi ha ragione?
Vediamo un esempio: Diet-Cola otterebbe tre punti verdi visto che è priva di grassi, zucchero e sale, mentre il succo di mele bio se la caverebbe peggio perché contiene zucchero. Dunque, il semaforo segnala che Diet-Cola è preferibile al succo di mela, sebbene quest'ultimo contenga vitamine e sia diluito con l'acqua.
Inoltre, tre simboli sono pochi e la forbice molto ampia. Tutti i prodotti con un contenuto di grassi dal 3% al 20% sarebbero segnalati con il giallo (attenzione), quando 3 grammi di grasso apportano 27 calorie e 20 grammi ben 180: una differenza notevole ma non rilevabile dal semaforo.
Vediamo un esempio: Diet-Cola otterebbe tre punti verdi visto che è priva di grassi, zucchero e sale, mentre il succo di mele bio se la caverebbe peggio perché contiene zucchero. Dunque, il semaforo segnala che Diet-Cola è preferibile al succo di mela, sebbene quest'ultimo contenga vitamine e sia diluito con l'acqua.
Inoltre, tre simboli sono pochi e la forbice molto ampia. Tutti i prodotti con un contenuto di grassi dal 3% al 20% sarebbero segnalati con il giallo (attenzione), quando 3 grammi di grasso apportano 27 calorie e 20 grammi ben 180: una differenza notevole ma non rilevabile dal semaforo.
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