Citta' del Mexico. E' in vigore la legge sul 'ben morire'
Dall'8 gennaio, gli abitanti del Distretto Federale messicano hanno a disposizione una legge conosciuta come legge del bien morir. Essa regolamenta il diritto dei malati terminali a rifiutare che gli si prolunghi la vita per mezzo di trattamenti sanitari. La legge di Volonta' Anticipata regola "il rifiuto a sottoporsi a mezzi, trattamenti e/o procedure mediche che pretendano di prolungare in maniera non necessaria la propria vira (...) quando, per motivi sanitari, casuali o di forza maggiore, sia impossibile proseguire a vivere in modo naturale".
Quella che viene definita ortotanasia, o morte corretta nella norma, consente, a chi sottoscrive il documento di Volonta' Anticipata, di respingere atti medici "ostinati, sproporzionati o inutili" che prolungano la vita. La normativa e' stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale del Distretto Federale il 7 gennaio, e' entrata in vigore l'8, e sara' applicabile entro un massimo di novanta giorni, il tempo che il governo della capitale si e' dato per elaborare i regolamenti attuativi. Il provvedimento avra' valore solo a Citta' del Messico e sara' operativo nei 28 ospedali della metropoli a titolarita' statale, non in quelli d'ambito federale.
La nuova legge definisce il malato terminale, qualcuno con una "patimento mortale (...) o una speranza di vita inferiore a sei mesi e che si trovi impossibilitato a rimanere in vita in modo naturale". Essa stabilisce inoltre che il personale sanitario che assiste il malato "non potra' in nessun momento e in nessuna circostanza somministrare medicinali o trattamenti medici che provochino intenzionalemente la morte del malato in stato terminale". I servizi sanitari potranno solo fornire al paziente i mezzi minimi ordinari (idratazione, igiene, nutrizione e ossigenazione), cure palliative, sedazione controllata e aiuto psicologico.
La Chiesa cattolica messicana, attraverso il portavoce dell'Arcivescovado del Mexico, Hugo Valdemar, ha dichiarato che non si oppone alla legge giacche' non si tratta d'eutanasia. In un'intervista radiofonica ha spiegato che la Chiesa e' favorevole a questa legge perche' probabilmente evitera' che in futuro se ne faccia una sull'eutanasia.
Quella che viene definita ortotanasia, o morte corretta nella norma, consente, a chi sottoscrive il documento di Volonta' Anticipata, di respingere atti medici "ostinati, sproporzionati o inutili" che prolungano la vita. La normativa e' stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale del Distretto Federale il 7 gennaio, e' entrata in vigore l'8, e sara' applicabile entro un massimo di novanta giorni, il tempo che il governo della capitale si e' dato per elaborare i regolamenti attuativi. Il provvedimento avra' valore solo a Citta' del Messico e sara' operativo nei 28 ospedali della metropoli a titolarita' statale, non in quelli d'ambito federale.
La nuova legge definisce il malato terminale, qualcuno con una "patimento mortale (...) o una speranza di vita inferiore a sei mesi e che si trovi impossibilitato a rimanere in vita in modo naturale". Essa stabilisce inoltre che il personale sanitario che assiste il malato "non potra' in nessun momento e in nessuna circostanza somministrare medicinali o trattamenti medici che provochino intenzionalemente la morte del malato in stato terminale". I servizi sanitari potranno solo fornire al paziente i mezzi minimi ordinari (idratazione, igiene, nutrizione e ossigenazione), cure palliative, sedazione controllata e aiuto psicologico.
La Chiesa cattolica messicana, attraverso il portavoce dell'Arcivescovado del Mexico, Hugo Valdemar, ha dichiarato che non si oppone alla legge giacche' non si tratta d'eutanasia. In un'intervista radiofonica ha spiegato che la Chiesa e' favorevole a questa legge perche' probabilmente evitera' che in futuro se ne faccia una sull'eutanasia.
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