Colera a Milano. Assessore chiede vaccinazioni per tutti gli immigrati, ma l'esperta: colpa delle strutture sanitarie
"Il caso dell'immigrato morto di colera a Milano mostra, ancora una volta, che non si puo' abbassare la guardia neanche per un attimo. Per questo chiederemo la vaccinazione obbligatoria a chi giunge da un paese straniero a rischio, oltre a far si' che siano ancor piu' rispettate le norme vigenti sia nelle scuole, sia nei luoghi di lavoro". Lo annuncia l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi Chiavenna, dopo il caso di un cittadino egiziano morto in un ospedale della citta' a causa di una patologia gastrointestinale.
"E' gia' incredibile che quest'uomo sia potuto salire su un aereo con sintomi evidenti e conclamati di una malattia come il colera e sia quindi entrato nel nostro Paese per poi finire in un ospedale e morire, senza che la malattia sia stata identificata e curata. La massiccia immigrazione, clandestina e regolare, che ha investito il nostro Paese porta con se' una serie di problemi: fra questi, quello sanitario, e' uno dei prioritari". Per la professoressa Maria Rita Gismondo, direttrice di Microbiologia Clinica del Polo Universitario Luigi Sacco, "questa volta e' andata bene. Il pericolo di contagio e' stato, in questo caso, inesistente. Ma affidarsi in futuro alla sola fortuna e' un azzardo. Provo una profonda amarezza nel constatare che, nonostante tutti gli avvertimenti e le campagne fatte, le strutture sanitarie milanesi non siano riuscite a identificare un caso di colera. Cio' significa che l'attenzione verso questo tipo di malattie e' ormai bassissima".
"E' gia' incredibile che quest'uomo sia potuto salire su un aereo con sintomi evidenti e conclamati di una malattia come il colera e sia quindi entrato nel nostro Paese per poi finire in un ospedale e morire, senza che la malattia sia stata identificata e curata. La massiccia immigrazione, clandestina e regolare, che ha investito il nostro Paese porta con se' una serie di problemi: fra questi, quello sanitario, e' uno dei prioritari". Per la professoressa Maria Rita Gismondo, direttrice di Microbiologia Clinica del Polo Universitario Luigi Sacco, "questa volta e' andata bene. Il pericolo di contagio e' stato, in questo caso, inesistente. Ma affidarsi in futuro alla sola fortuna e' un azzardo. Provo una profonda amarezza nel constatare che, nonostante tutti gli avvertimenti e le campagne fatte, le strutture sanitarie milanesi non siano riuscite a identificare un caso di colera. Cio' significa che l'attenzione verso questo tipo di malattie e' ormai bassissima".
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