Venerdì 26 giugno 2026
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​​​​​​​La Commissione e 15 Stati membri al tavolo con i Talebani

U.E.
Notizia ·

Per la prima volta dall’attacco contro le Torri Gemelle nel 2001, la Commissione ieri ha accolto una delegazione dei Talebani per discutere del rimpatrio di migranti illegali afgani presenti sul territorio degli Stati membri. L’incontro è stato “a livello tecnico” e “non significa in alcun modo un riconoscimento”, ha detto un portavoce: la Commissione ha dato seguito alla richiesta avanzata lo scorso ottobre da venti governi di coordinare “i contatti sui rimpatri e le riammissioni in Afghanistan.” Una prima riunione bilaterale si era tenuta a Kabul all’inizio dell’anno. La Commissione assicura che si tratta esclusivamente di discutere le formalità per rimpatriare “persone che hanno commesso gravi crimini o che pongono una minaccia di sicurezza”: identificazione, rilascio dei documenti di viaggio e operazioni di rimpatrio. La Germania ha già avviato programmi di rimpatri verso l’Afghanistan di migranti condannati per reati gravi. I rappresentanti di quindici Stati membri hanno partecipato alla riunione ieri. Dall’altra parte del tavolo c’erano cinque funzionari talebani, tra cui il portavoce del ministero degli Esteri, Abdul Qahar Balkhi, che ha definito ad Euractiv la visita “storica” perché “è la prima volta in assoluto che una delegazione dell’Emirato Islamico ha visitato l’Ue e ha tenuto colloqui con gli Stati membri a Bruxelles.”

 

Calpestare i principi per mostrare il pugno duro sui migranti — Il fatto che la Commissione sia pronta a dialogare con un regime brutale e non riconosciuto mostra quanto l’Ue sia disposta a calpestare i suoi principi e le sue regole per mostrare ai cittadini che sta usando il pugno di ferro sulla migrazione. “Invitare i talebani a colloqui sul territorio dell’Ue conferisce una forma di legittimità politica a un regime antidemocratico responsabile di persecuzioni di genere e altre gravi violazioni dei diritti umani ai sensi del diritto internazionale”, ha detto Alexis Deswaef, presidente della Federazione internazionale dei diritti umani: “Impegnandosi in queste discussioni, l’Ue oltrepassa le proprie linee rosse sul dialogo con i talebani e compromette i propri impegni in materia di rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto.” I Talebani sono sotto sanzioni dal 2001. Il loro regime non è riconosciuto come legittimo dall’Ue dopo la presa di Kabul nel 2021. Per cooperare sui rimpatri i Talebani esigono di recuperare l’accesso diplomatico e consolare nei paesi dell’Ue, che è stato loro negato dalla fuga degli occidentali dall’Afghanistan nel 2021. Sarebbe un mezzo riconoscimento e un prezzo molto alto da pagare sull’altare dell’Europa fortezza.

 

(Il MattinaleEuropeo)

 

Qui un approfondimento sulla presenza in Ue dei migranti afghani

 

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