Continua la crociata della Coldiretti contro la scienza
Pollo in provetta o bistecca artificiale? Tutto e' possibile, ma costano il doppio. Se i consumi di carne nel mondo sono in costante aumento, c'e' chi sta puntando sulla carne creata in laboratorio attraverso complesse metodologie avanguardistiche alla cui base di partenza ci sono i mioblasti, le cellule staminali presenti nel muscolo. Esperimenti sono in corso alla statunitense John Hopinks University e alla Endhoven University of technology, nei Paesi Bassi. A ostacolare la messa sul mercato della carne ottenuta in laboratorio pero' sono il sapore che lascia ancora molto a desiderare e i costi, pari a circa 5 mila euro a tonnellata. Vale a dire circa il doppio del costo della carne tradizionale. Ma c'e' chi pensa anche che la carne in provetta sia inutile e senza senso. "Non serve la bistecca artificiale, serve solamente piu' agricoltura nel pianeta", tuonano dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo cui la ricerca, che fa intravedere la possibilita' di creare cibo in laboratorio per sfamare la crescente domanda del mondo, "allude alla fine dell'agricoltura". Secondo la Cia "sarebbe piu' opportuno orientare gli sforzi e l'impegno su altri modelli di ricerca e innovazione in campo agricolo. Siamo contrari oggi alla carne clonata e lo saremo ancor di piu' domani per quella artificiale". Nella stessa direzione la Coldiretti, che parla di "proposta allucinante" di cui ne' le imprese, ne' i consumatori avvertono il bisogno. Sebbene queste sperimentazioni, secondo la Coldiretti, "vengano spacciate come un'opportunita' per evitare l'allevamento in stalla degli animali e la loro successiva macellazione", e anche come una necessita' per evitare problemi ambientali di smaltimento. L'Italia, con un consumo di carne di oltre 92 chilogrammi a testa, e' un Paese particolarmente interessato ai risultati di queste sperimentazioni ma l'innovazione in un settore come quello alimentare particolarmente esposto ai rischi per la salute, "deve percorrere la strada della naturalita' e della sicurezza ma soprattutto confrontarsi con i rilevanti problemi di natura etica che pongono le nuove tecniche".
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