Venerdì 12 giugno 2026
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Contraccezione d'emergenza. Garattini: il mio NO alla ricetta per pillola 5 giorni dopo

U.E. - ITALIA
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Il parere espresso il 10 marzo dal Consiglio superiore di sanità (Css) - secondo cui l'obbligo di ricetta medica per la pillola dei 5 giorni dopo deve essere mantenuto, qualsiasi sia l'età della donna, ha suscitato critiche, anche al suo interno. "Non ho condiviso il parere del Css e ho votato contro perché non ritengo che il gruppo di lavoro abbia presentato argomenti che siano in grado di contrastare la decisione dell'Ema", ha detto Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e membro della Sezione V del Consiglio Superiore di Sanità. Gli effetti collaterali della pillola e il suo supposto effetto abortivo - riporta 'Partecipasalute', il portale del Mario Negri - sono stati alcuni tra gli argomenti oggetto di discussione. Su questi punti Garattini chiarisce: "L'ulipristal (il principio attivo della pillola) agisce attraverso un rallentamento della liberazione del follicolo, come meccanismo principale, e perciò non può essere considerato un agente abortigeno sulla base delle attuali conoscenze. E' stato già utilizzato in alcuni milioni di casi senza ricetta ed è certamente provvisto, come tutti i farmaci, di effetti collaterali, ma sono tali da poter essere paragonati agli effetti di altri farmaci da banco. Ironicamente la Germania, presentata come 'sostenitrice' della ricetta, ha in questi giorni abolito la necessità della ricetta medica per le donne maggiorenni".
Che la questione esuli dall'ambito strettamente medico è quanto sostiene Anita Regalia, ginecologa, co-fondatrice dell'associazione Iris - Istituto Ricerca Intervento: "C'è poco di medico in tutto ciò - commenta - dal punto di vista medico si sono espresse l'Ema e la Commissione europea. Dovremmo tenerne conto, invece, quando si tratta di scelte alle soglie del morale e sociale andiamo per la nostra strada. Si parla tanto di terapie compartecipate, di scelte mediche condivise, di rispetto del paziente, e le donne che vogliono fare ricorso alla contraccezione di emergenza sono spesso messe alla berlina, costrette ad attese infinite in pronto soccorso aspettando la prescrizione, in attesa di parlare con un medico che se va bene non è contrario. Ancora una volta, anche riguardo alla pillola dei 5 giorni dopo, non si riconosce l'autonomia della donna a decidere. E' una questione di rispetto dell'emotività e della sessualità degli individui", afferma Regalia. "Dopotutto è un problema di emergenza - ribadisce Garattini - e, se si mettono troppi ostacoli, si rende vano l'impiego del trattamento. Non si deve dimenticare che il trattamento diminuisce di efficacia con il passare dei giorni. La scelta del Consiglio, che di fatto è un mancato riconoscimento alla singola donna della capacità di prendere decisioni sulla propria salute riproduttiva, contribuisce a mantenere una situazione di dipendenza. Sarebbe invece importante con la liberalizzazione intensificare l'informazione e l'educazione sulla sessualità". La parola passa ora all'Agenzia italiana del farmaco.
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