Martedì 9 giugno 2026
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Contraccezione d'emergenza solo nel 20% dei consultori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In quasi quattro consultori italiani su cinque non vengono forniti gli stick per i test di gravidanza necessari a ricevere la prescrizione della nuova contraccezione d'emergenza. E nel Sud la situazione peggiora: poco piu' di un consultorio su dieci puo' disporre dei test (15,4%). Il quadro diventa ancora piu' critico nei pronto soccorso: nell'81% dei casi non ci sono gli stick sulle urine; nel Sud il vuoto e' quasi assoluto: sono pochissimi, infatti, i pronto soccorso in grado di effettuare test di gravidanza rapidi (appena l'11%). I risultati? Le donne sono costrette a pellegrinaggi estenuanti verso strutture in grado di rispondere alle loro esigenze o verso laboratori di analisi per test piu' invasivi e costosi. E se proprio non possono effettuare il test in tempi rapidi devono ricorrere ad altri contraccettivi, meno efficaci rispetto alla nuova opzione terapeutica. E' quanto emerso da una ricerca svolta da Datanalysis e realizzata in 200 consultori e 100 pronto soccorso-DEA presenti su tutto il territorio nazionale. Un'indagine che parla chiaro: il test obbligatorio e la sua carenza negli istituti pubblici deputati alla prescrizione della contraccezione d'emergenza ostacolano, ed in molti casi negano, di fatto, la possibilita' di accesso a un farmaco piu' efficace; se assunto nelle prime 24 ore dal rapporto sessuale, riduce di ben due terzi il rischio di gravidanza indesiderata rispetto alla precedente opzione farmacologica.
Un quadro decisamente negativo, anche perche' l'Italia e' l'unico Paese - tra i 61 nel mondo dove e' stata autorizzata la vendita della nuova pillola per la contraccezione d'emergenza - sottoposto all'obbligo "della presa visione del medico di un test di gravidanza negativo prima della prescrizione". Non va dimenticato inoltre che ancora oggi, a causa della presenza di obiettori o per problemi organizzativi, cinque consultori su dieci e ben sei pronto soccorso su dieci non prescrivono la contraccezione d'emergenza. E cosi', tra ostacoli e pellegrinaggi, quella che dovrebbe essere per le donne la "pillola del dopo" diventa la "pillola del mai". "La contraccezione d'emergenza - sottolinea Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da - e' un presidio di prevenzione validato e conosciuto, ma, alla luce dei dati, emerge come l'equita' di accesso e il diritto alla miglior cura disponibile sia fortemente messo in discussione".
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