Cossiga e Forza Italia: mozione contro Cassazione su sentanza Englaro
Il presidente Francesco Cossiga, il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, ed il senatore azzurro, professor Gaetano Quagliariello, hanno elaborato e si accingono a presentare una mozione in materia di eutanasia e testamento biologico. Il documento prende spunto dalla sentenza n. 21748, pronunciata dalla prima sezione della Cassazione il 16 ottobre scorso, con la quale la Suprema Corte ha posto alcuni principi importanti e delicati. La decisione, in particolare, qualifica come " trattamento sanitario ", suscettibile di dare luogo ad " accanimento ", l'idratazione e l'alimentazione artificiali, giungendo ad escludere che, in presenza di alcune circostanze che possano far supporre una volonta' in tal senso del paziente, l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione possano essere qualificate come eutanasia e come tale essere ritenuta atto illecito penalmente rilevante. La stessa sentenza afferma che una pregressa manifestazione di volonta' del paziente di sottrarsi all'alimentazione artificiale, giustifica che egli, divenuto incapace di intendere e di volere, sia privato di tale aiuto. E addirittura che il giudice puo' ricavare una implicita volonta' del paziente " dalla sua personalita', dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, dal suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignita' della persona ". La mozione, quindi, nell' esprimere la piu' viva preoccupazione di fronte ad atti del potere giudiziario che si pongano sostanzialmente in conflitto con i fondamentali principi della separazione dei poteri e si configurano come lesivi delle prerogative costituzionali del Parlamento, invita il Governo ad assumere le iniziative che riterra' opportune per scongiurare che nel concreto esercizio della funzione giurisdizionale possano essere adottati atti che assumano carattere materialmente legislativo. " Si tratta -ha dichiarato il presidente Schifani- di una mozione aperta alla sottoscrizione di chiunque in Senato ne condivida i contenuti e lo spirito, e questo al di la' dell'appartenenza politica. Non e' un problema di vincoli di schieramento, ma di valori.
Proprio per questo attenderemo qualche giorno prima di depositare la mozione, per consentire l'apposizione della firma da parte di chi lo volesse ".
"Completa adesione alla mozione che presenteranno i senatori Cossiga, Schifani e Quagliariello in materia di eutanasia e testamento biologico che prende spunto dalla sentenza n. 21748, pronunciata dalla prima sezione della Cassazione il 16 ottobre scorso sul caso di Eluana Englaro". A dichiararlo e' la senatrice Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia in commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama.
Bianconi, lo scorso 18 ottobre, era gia' intervenuta in aula a Palazzo Madama dichiarando inaccettabile l'ingerenza dei giudici sulle competenze legislative che spettano al Parlamento e aveva chiesto l'intervento del presidente Franco Marini. "I giudici della Cassazione non possono arrogarsi il diritto di decidere se una persona ha il diritto a vivere o di morire: tale diritto non spetta a nessuno di noi questa sentenza della Cassazione sancisce un precedente pericolosissimo sul quale e' giusto che venga fatta chiarezza".
Proprio per questo attenderemo qualche giorno prima di depositare la mozione, per consentire l'apposizione della firma da parte di chi lo volesse ".
"Completa adesione alla mozione che presenteranno i senatori Cossiga, Schifani e Quagliariello in materia di eutanasia e testamento biologico che prende spunto dalla sentenza n. 21748, pronunciata dalla prima sezione della Cassazione il 16 ottobre scorso sul caso di Eluana Englaro". A dichiararlo e' la senatrice Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia in commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama.
Bianconi, lo scorso 18 ottobre, era gia' intervenuta in aula a Palazzo Madama dichiarando inaccettabile l'ingerenza dei giudici sulle competenze legislative che spettano al Parlamento e aveva chiesto l'intervento del presidente Franco Marini. "I giudici della Cassazione non possono arrogarsi il diritto di decidere se una persona ha il diritto a vivere o di morire: tale diritto non spetta a nessuno di noi questa sentenza della Cassazione sancisce un precedente pericolosissimo sul quale e' giusto che venga fatta chiarezza".
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