Ddl sicurezza, via i presidi spia
"Colpo di spugna sui 'presidi-spia'. Lo aveva chiesto Gianfranco Fini in una lettera a Maroni. E il ministro dell'Interno - scrive LA STAMPA - ha ammesso che sono fondati i rilievi di costituzionalita' posti del presidente della Camera. Cosi' alla fine si e' trovato un compromesso, che tuttavia consente alla Lega di portare a casa un disegno di legge che ha largamente ispirato. A partire dal reato di clandestinita'. E oggi il Consiglio dei ministri mettera' la fiducia sul provvedimento. Maroni non si fida, teme ancora il fuoco amico: 'Non mi sento di esporre il testo a imboscate, perche' due volte bastano'. Infatti il Carroccio si e' visto impallinare sia la norma sulle ronde, che era contenuta nel decreto antistupri, sia quella dei medici-spia', che e' uscita definitivamente di scena. Sono settimane che la maggioranza si trova in affanno su questi temi. Aveva chiuso in tutta fretta la discussione in commissione per andare subito in aula, ma si e' trovata ancora una volta impantanata nei contrasti interni. Quello sui 'presidi-spia' e' stato solo l'ennesimo. Ma ieri, nel vertice dei capigruppo con i ministri Maroni, La Russa, Alfano e Vito, e' stato trovato il solito compromesso. Ora tutti possono cantare vittoria e piantare la loro bandiera in campagna elettorale. Gli uomini piu' vicini a Fini sottolineano che ha vinto il presidente della Camera e una destra piu' moderna. I leghisti Calderoli e Giorgetti dicono che non e' cambiato nulla di sostanziale.
Lo stesso Maroni sostiene di non vedere dove sia la vittoria di Fini. 'E' vero che non sara' necessario il permesso di soggiorno per iscrivere i figli alla scuola dell'obbligo, ma il preside prima o poi verra' a conoscenza dei clandestini nelle sue classi e non potra' far finta di niente. Prevale il reato di clandestinita' o l'obbligo allo studio? C'e' l'eccezione a tutela del minore - spiega Maroni - ma rimane il principio generale dell'obbligo del permesso di soggiorno per il rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni e altri provvedimenti di interesse dello straniero'.
L'opposizione bolla il provvedimento come razzista ed xenofobo, e promette una battaglia durissima in aula. Per Pd, Udc e Idv la maggioranza ricorre alla fiducia contro se stessa. 'Il centrodestra e' allo sbando, navigano a vista su un provvedimento che e' un attacco frontale ai diritti fondamentali delle persone', insorge Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia. Intanto va avanti l'accordo Pdl-Lega. Rimane la norma che prevede la permanenza nei centri di identificazione fino a 6 mesi. I poteri del Procuratore antimafia non vengono limitati. Ritorna nella versione del Senato la norma antiracket su cui si e' impuntato anche il ministro della Giustizia Alfano, che vuole fugare ogni dubbio sulla volonta' del governo di combattere la mafia. Ma soprattutto non viene smontato il reato di clandestinita'. E' questo reato che voleva colpire Fini con la lettera a Maroni? Ne e' convinto Giancarlo Loquenzi, che sul sito l'Occidentale, vicino al vicecapogruppo del Pdl al Senato Quagliariello, scrive: 'Invece di bordeggiare ai margini della questione, scegliendo di giorno in giorno quale elemento della legge smantellare, il presidente della Camera dica pubblicamente: "Abbiamo sbagliato, dobbiamo fare marcia indietro, non possiamo considerare l'immigrazione clandestina un reato'. Replica piccata di Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo presieduta da Fini: 'Solo un'idea semplicistica del fare politica puo' portare a essere convinti che parlare di diritti, solidarieta', dignita' della persona, accoglienza debba essere considerato di sinistra.
Come se la destra abbia il solo e unico ruolo di fare il cane da guardia di una societa' in continua evoluzione'".
Lo stesso Maroni sostiene di non vedere dove sia la vittoria di Fini. 'E' vero che non sara' necessario il permesso di soggiorno per iscrivere i figli alla scuola dell'obbligo, ma il preside prima o poi verra' a conoscenza dei clandestini nelle sue classi e non potra' far finta di niente. Prevale il reato di clandestinita' o l'obbligo allo studio? C'e' l'eccezione a tutela del minore - spiega Maroni - ma rimane il principio generale dell'obbligo del permesso di soggiorno per il rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni e altri provvedimenti di interesse dello straniero'.
L'opposizione bolla il provvedimento come razzista ed xenofobo, e promette una battaglia durissima in aula. Per Pd, Udc e Idv la maggioranza ricorre alla fiducia contro se stessa. 'Il centrodestra e' allo sbando, navigano a vista su un provvedimento che e' un attacco frontale ai diritti fondamentali delle persone', insorge Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia. Intanto va avanti l'accordo Pdl-Lega. Rimane la norma che prevede la permanenza nei centri di identificazione fino a 6 mesi. I poteri del Procuratore antimafia non vengono limitati. Ritorna nella versione del Senato la norma antiracket su cui si e' impuntato anche il ministro della Giustizia Alfano, che vuole fugare ogni dubbio sulla volonta' del governo di combattere la mafia. Ma soprattutto non viene smontato il reato di clandestinita'. E' questo reato che voleva colpire Fini con la lettera a Maroni? Ne e' convinto Giancarlo Loquenzi, che sul sito l'Occidentale, vicino al vicecapogruppo del Pdl al Senato Quagliariello, scrive: 'Invece di bordeggiare ai margini della questione, scegliendo di giorno in giorno quale elemento della legge smantellare, il presidente della Camera dica pubblicamente: "Abbiamo sbagliato, dobbiamo fare marcia indietro, non possiamo considerare l'immigrazione clandestina un reato'. Replica piccata di Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo presieduta da Fini: 'Solo un'idea semplicistica del fare politica puo' portare a essere convinti che parlare di diritti, solidarieta', dignita' della persona, accoglienza debba essere considerato di sinistra.
Come se la destra abbia il solo e unico ruolo di fare il cane da guardia di una societa' in continua evoluzione'".
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