Detenuto muore per inalazione gas. Sappe: vietare la droga dei poveri
Dopo morte del detenuto Tunisino nel carcere di Macomer in seguito alla inalazione di gas il sindacato di polizia Sappe ha rinnovato l'invito a vietare le bombolette di gas nelle celle. ''L'ennesima morte impone a nostro avviso di rivedere la possibilita' che i ristretti continuino a mantenere questi oggetti nelle celle. Ogni detenuto ne puo' disporre per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande come prevede il regolamento penitenziario, ma spesso servono o come oggetto atto ad offendere contro i poliziotti, come metodo alternativo per sniffarne il contenuto, e' la droga dei poveri, o come veicolo suicidario'', ha detto il segretario del Sappe, Donato Capece. ''Riteniamo che sia giunto il momento di rivedere il regolamento penitenziario, per vietare l'uso delle bombolette di gas, visto che l'Amministrazione fornisce comunque il vitto a tutti i detenuti - ha aggiunto Capece - secondo gli accertamenti disposti dall'Amministrazione Penitenziaria la morte sarebbe dovuta ad un 'eccesso di sballo' dopo avere inalato del gas, ma riteniamo che sia davvero giunto il momento di rivedere il regolamento penitenziario al fine di vietare l'uso delle bombolette di gas. Prtroppo e' una pratica estremamente diffusa tra i detenuti di tutte le carceri: sniffare gas dalle bombolette che si usano in cella per cucinare. Uno 'sballo' artigianale, un 'viaggio' di euforia artificiale che nel corso degli anni e' costata la vita a diversi detenuti. E' la droga dei poveri, capace di provocare gli stessi effetti dell'eroina. Sniffing, il fenomeno si chiama cosi'. Non ha statistiche, e' una sorta di fantasma che ha gia' ucciso parecchie volte nelle galere italiane''.
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