Lunedì 2 novembre 2026
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Difensore civico E. Romagna: la PA non puo' discriminare lavoratori stranieri

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli immigrati legalmente residenti in Italia non possono essere discriminati sul lavoro in base alla cittadinanza. Lo evidenzia una nota diffusa dalla Regione Emilia Romagna che riferisce della decisione presa dal difensore civico regionale.
Il pronunciamento riguarda la legittimita' dei bandi di concorso emanati da alcune amministrazioni comunali, che contemplano tra i requisiti imprescindibili di partecipazione quello della cittadinanza italiana. In particolare, e' stato chiesto se tale previsione normativa sia in linea coi principi generali del nostro ordinamento giuridico, con la legislazione recente in materia di immigrazione e con la posizione assunta sul punto dalla Regione Emilia-Romagna.
La legge 943/1986, n. 943 ha disciplinato la materia del collocamento e trattamento dei lavoratori extracomunitari immigrati, garantendo a 'tutti i lavoratori extracomunitari legalmente residenti in Italia e alle loro famiglie parita' di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto agli italiani'. Una volta chiarito che tali disposizioni risultano in evidente conflitto con i principi e le norme in materia, sottolineando come le collaborazioni esterne (co.co.co.) attivate dalla Pubblica Amministrazione configurino una tipologia contrattuale riferibile al lavoro autonomo, e come la Regione Emilia-Romagna non richieda il requisito della cittadinanza neppure per la sottoscrizione di contratti di lavoro a tempo indeterminato (ferme restando le disposizioni in materia di permessi di soggiorno), il Difensore si e' attivato presso gli Enti segnalati.
A seguito del suo intervento, un Comune della Romagna che aveva previsto il requisito della cittadinanza nel proprio Regolamento in materia di accesso agli organici, ha immediatamente provveduto a modificarlo, tenendo come riferimento quello regionale, mentre altri Comuni che lo avevano inserito all'interno di bandi di concorso ormai scaduti, hanno assunto l'impegno di correggere quelli di futura emanazione.
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